Sul sito di Brian Switek viene presentato l´ominide la cui descrizione era stata annunciata martedì scorso. I resti di due individui, un esemplare giovane di maschio e una femmina adulta, sono stati scoperti nel 2008 in un sistema di caverne del Sudafrica, grazie alla ricostruzione dello scheletro é stata descritta la nuova specie Australopithecus sediba n.sp. (BERGER et al. 2010) nella rivista "Science".

Fig.1. Australopithecus sediba, l´esemplare maschio MH1 e la possibile femmina MH2 (da BERGER et al. 2010).
Fig.3. Rappresentazione schematica del profilo di Malapa. Le ossa ora descritte forse sono state trasportate sul luogo di ritrovamento tramite l´azione dell´acqua all´interno della caverna. Verosimilmente ominidi o i loro resti in un primo momento sono caduti tramite imbuti nelle parti superiori del reticolo (da DIRKS et al. 2010).
A differenze di quanto sostenuto dai media generali, la posizione esatta nel cespuglio della nostra evoluzione della nuova specie non é ancora chiara, fatto sta che con un’età di 1,98 a 1,75 milioni di anni é contemporanea con le prime specie del genere Homo.
L’origine del genere Homo è controversa, tra le ipotesi più accreditate è la discendenza dal gruppo degli Australopithechi, o da predecessori di essi, facendo delle varie specie di Australopithecus un gruppo evolutosi parallelamente a Homo. I fossili più antichi attribuite al nostro genere sono stati ritrovati in Etiopia (Homo habilis aff.) e datano a 2,33 milioni di anni. Dal H. habilis verosimilmente si poi differenziato il H. erectus - l’insicurezza di questa parentela risulta dalla prolungata convivenza delle due specie, un’abitudine degli ominidi che le scoperte recenti sembrano confermare.
La nuova specie mostra caratteri intermedi tra i due grandi gruppi, lunghe braccia, adatte per arrampicarsi ancora sugli alberi e un cervello piccolo sono tipici per gli Australopithechi. Dall’altro lato la postura eretta e soprattutto il cranio con la faccia meno sporgente mostrano affinità con il genere Homo.
La questione che la nuova scoperta forse potrà chiarire definitivamente con ulteriori analisi, è se il genere a cui apparteniamo si è sviluppati da Australopitechi ancestrali o più recenti, come la nuova specie sembra presupporre.
Il fossile é stato rinvenuto in sedimenti che si sono depositati 2 milioni di anni fa nel sistema di carso di Malapa. Questi ambienti sono particolarmente adatti per conservare ossa di vertebrati.

A differenze di quanto sostenuto dai media generali, la posizione esatta nel cespuglio della nostra evoluzione della nuova specie non é ancora chiara, fatto sta che con un’età di 1,98 a 1,75 milioni di anni é contemporanea con le prime specie del genere Homo.
L’origine del genere Homo è controversa, tra le ipotesi più accreditate è la discendenza dal gruppo degli Australopithechi, o da predecessori di essi, facendo delle varie specie di Australopithecus un gruppo evolutosi parallelamente a Homo. I fossili più antichi attribuite al nostro genere sono stati ritrovati in Etiopia (Homo habilis aff.) e datano a 2,33 milioni di anni. Dal H. habilis verosimilmente si poi differenziato il H. erectus - l’insicurezza di questa parentela risulta dalla prolungata convivenza delle due specie, un’abitudine degli ominidi che le scoperte recenti sembrano confermare.
La nuova specie mostra caratteri intermedi tra i due grandi gruppi, lunghe braccia, adatte per arrampicarsi ancora sugli alberi e un cervello piccolo sono tipici per gli Australopithechi. Dall’altro lato la postura eretta e soprattutto il cranio con la faccia meno sporgente mostrano affinità con il genere Homo.
La questione che la nuova scoperta forse potrà chiarire definitivamente con ulteriori analisi, è se il genere a cui apparteniamo si è sviluppati da Australopitechi ancestrali o più recenti, come la nuova specie sembra presupporre.
BIBLIOGRAFIA:
BERGER et al. (2010): Australopithecus sediba: A New Species of Homo-Like Australopith from South Africa. Science, 328: 195-204
DIRKS et al. (2010): Geological Setting and Age of Australopithecus sediba from Southern Africa. Science, 328: 205-208
BERGER et al. (2010): Australopithecus sediba: A New Species of Homo-Like Australopith from South Africa. Science, 328: 195-204
DIRKS et al. (2010): Geological Setting and Age of Australopithecus sediba from Southern Africa. Science, 328: 205-208
Keine Kommentare:
Kommentar veröffentlichen