19.01.2010

Charles Darwin attaccato da ratto gigante

"1835 d.c. Charles Darwin, attaccato da un ratto gigante alle Galapagos, ritorna a casa Nettuniano convinto."
www.pikaia.eu

"I had no idea at the time, to what kind of animal these remains belonged".

C. Darwin 1839

Durante i primi anni del suo viaggio a bordo della HMS Beagle, Charles Darwin raccoglie un considerevole numero di mammiferi fossili da diverse località in Argentina e Uruguay. Ha recuperato il suo primo fossile a Punta Alta il 23 settembre 1832, e gli ultimi nel 1834 a Puerto San Julián. I fossili vengono per primo inviati verso l'Inghilterra al suo ex-mentore - il botanico / geologo John Stevens Henslow- e poi depositati nel Royal College of Surgeons di Londra, dove infine vengono studiati e classificati dal celebre paleontologo Richard Owen tra il 1837 e il 1845.

Sulla base del materiale fossile Owen descrive una ricca varietà di mammiferi del Pleistocene, tra cui Equus curvidens, Glossotherium sp., Macrauchenia patachonica, Mylodon darwini, Scelidotherium leptocephalum e lo strano Toxodon platensis.

Purtroppo nell'aprile dell'anno 1941 la collezione paleontologica del Royal College viene seriamente danneggiata dai bombardamenti tedeschi, quasi il 95% della raccolta viene distrutto. A partire dal 1946 il restante materiale è stato trasferito al Museo di Storia Naturale di Londra, dove è tuttora ospitato.


Fossili erano conosciuti in Sud America fin da prima dei conquistadores spagnoli, ma erano stati interpretati come i resti di creature mitologiche o giganti, annientato in tempi remoti dagli dèi. Nel 1774 il gesuita inglese Thomas Falkner scrive: "Sulle rive del fiume Carcarania…si trovano un gran numero di ossa, di una grandezza straordinaria, che sembrano umane."

Solo 32 anni dopo il naturalista francese George Cuvier pubblica il primo lavoro scientifico su un fossile di mammiferi del Sud America, e lo chiama Megatherium americanum - il bradipo gigante. Poi nel 1806 Cuvier descrive in maniera preliminare tre individui di proboscidati americani, che attribuisce al genere Mastodon.
Dopo queste prime indagini ancora nel 1838 Owen scrive nel suo paragrafo di apertura del suo lavoro sui mammiferi fossili raccolti da Darwin:
"Ci si aspetta che la descrizione di resti ossiferi di mammiferi estinti, che si collocano tra i risultati più interessanti della ricerca svolta in Sud America dal signor Darwin, dovrebbe essere preceduta da un riassunto dei mammiferi fossili precedentemente scoperti su quel continente. I risultati di tale retrospettiva sono tuttavia da riassumere in una breve dichiarazione; i relitti dal Sud America di mammiferi estinti sinora descritti, per quanto ne sono a conoscenza, sono limitati a tre specie di Mastodon e il gigantesco Megatherium."

Il giovane Darwin alle prime armi con la determinazione dei fossili si è più volte sbagliato, ha attribuito osteodermi trovati (considerato da Owen a far parte del gigante "Armadillo" Glyptodon) a Megatherium, seguendo una ricostruzione di Cuvier di un bradipo corazzato. I molari di Toxodon sono stati interpretati da lui come resti di un roditore gigante, ma anche Owen dopo aver notato il sbaglio ammette che questi denti mostrano veramente una certa somiglianza a quelli di roditori.

Owen da parte sua sbaglia nel rapporto generale di questi mammiferi errato, attribuendo e implicando una parentela vicina con alcuni generi a gruppi di animali esistenti tuttora. Influenzato dalla proposta di Owen, Darwin riassume che "Il risultato più importante di queste scoperte è la conferma della legge che gli animali esistenti hanno una stretta relazione con le specie estinte." (1839), sicuramente un ulteriore indizio per Darwin che la specie non è isolata e immutabile nel tempo.
Ironia della sorte, nell'errore(i) di Darwin c'è un poco di verità, Toxodon viene oggi considerato una forma peculiare degli ungulati sudamericani, a loro volta lontanamente imparentati a roditori e guanachi, mentre il Glyptodont, con le sue grandi dimensioni, non è da considerare un antenato degli Armadilli odierni, ma al contrario, questi ultimi sono antecedenti al primo.


Bibliografia:

FERNICOLA; VIZCAINO & DE IULIIS (2009): The fossil mammals collected by Charles Darwin in South America during his travels on board the HMS Beagle. Revista de la Asociacon Geologica Argentina. 64(1): 147-159

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