25.12.2009

Quando i dinosauri erano ancora mammiferi

Nel 1841 il paleontologo inglese Owen tenne una conferenza, in cui coniò il termine "dinosauri" e descrisse alcuni di questi animali, tra cui l´Iguanodon. Immaginava l´Iguanodon come una chimera di coccodrillo, elefante e ippopotamo, con un sperone all´estremità del muso, simile al corno del rinoceronte.
Nel 1854 lo scultore Benjamin Waterhouse Hawkins realizzò dei modelli di dinosauri e altri animali preistorici sotto la direzione di Owen per i giardini del Crystal Palace nella zona meridionale di Londra. L´esposizione fu un grande successo.

Fig.1. Il laboratorio di Hawkins a New York.

L'approccio della rappresentazione degli animali adottato da Owen e poi da Hawkins può essere spiegata considerando il contesto storico. Hawkins era stato seguace delle teorie dei tipi del naturalista francese Cuvier - Cuvier pensava che nel mondo animale esistessero quattro tipi fondamentali di "forme animali o archetipi" (oggi si potrebbe parlare di Phyla), un approccio simile sosteneva Owen, che considerava i dinosauri simili ai mammiferi.Di conseguenza, tra i rettili dovevano esistere lucertole che avevano sviluppato una forma di vita simile ai grandi carnivori e erbivori osservabili nei mammiferi odierni, e per questo Hawkins aveva ricostruito i dinosauri come i grandi mammiferi con la pelle coperte con squame rettiliane.
I dinosauri di Owen avevano anche due altri vantaggi: 1) I suoi sauri preistorici superiori ai odierni rettili confutano la scala naturae che i "evoluzionisti" sostengono - non c´e stato un lento progresso verso un perfezionamento, e 2) i superrettili sono (naturalmente) inglesi, la natura stessa fornisce le prove che l´Inghilterra era una nazione superiore già nel passato geologico.

Hawkins nel 1868 fu invitato a New York per realizzare dei modelli nel Central Park per il "American Museum of Natural History". Progettò un’enorme scena in cui dinosauri e altri animali preistorici venivano mostrati durante la predazione, combattimento e pascolo.Ma il crimine organizzato della città, che era coinvolto nel finanziamento del progetto, decise che la cosa non rendeva tanto quanto sperato, e fermò a modo suo il lavoro, distruggendo i modelli realizzati da Hawkins. Hawkins sconvolto si recò a Princeton - del suo progetto li restavano solo alcuni schizzi e disegni.
Per celebrare il centenario della dichiarazione d´indipendenza dal 1876 al 1878 si mise nuovamente al lavoro per realizzare un modello di Hadrosaurus, dinosauro descritto nel 1856 dal paleontologo americano Leidy. Il modello esposto a Princeton oggi e considerato il primo dinosauro ricostruito correttamente.
Fig.2. Nel 1860 Hawkins pubblicò "A Comparative View of the Human and Animal Frame" inteso da lui come opera "per dare una visione comparativa delle variazioni nella forma dello scheletro osseo o sistema di supporto di quei animali richiesti frequentemente dall'artista, disegnatore o ornamentista".

22.12.2009

Evoluzione del Koala e dell´Eucalipto

Il koala o orsetto marsupiale moderno (Phascolarctos cinereus) é un animale altamente specializzato a una dieta molto particolare vegetariana, a base quasi esclusiva di foglie di 12 specie di eucalipti, specialmente di Eucalyptus melliodora ed E. punctata.

Ricercatori australiani hanno scoperto esaminando resti fossili e cranii di animali moderni che questo adattamento é geologicamente molto giovane.
Quando hanno esaminato le specie fossili Litokoala kutjamarpensis e Nimiokoala greystanesi, vissute tra i 24 a 5 milioni di anni fa, hanno scoperto che differiscono dal cranio della specie attuale sopratutto nella strutura della mascella, mandibola e dentatura.

Fig.1. Cranio di Koala (Phascolarctos cinereus), tratto da LOUYS et al. 2009.

Basandosi sulle osservazioni, nel corso dell´evoluzione la forza di masticazione del koala é aumentata notevolmente, e i denti sono divenuti piú robusti, per meglio masticare le dure foglie del eucalipto.
I ricercatori suggeriscono che la specializzazione per la dieta su base di foglie di eucalipto sia avvenuta quando la diversitá di piante sul continente australiano é diminuita, e le diverse specie di eucalipti hanno preso il sopravvento sulla flora dell´Australia. Il successo di questi alberi - estremamente resistenti alle intemperie del deserto- é da attribuirsi alla deriva tettonica e risultante desertificazione del continente australiano.

FONTE:

LOUYS, J. et al. (2009): Cranial anatomy of Oligo-Miocene Koalas (Diprotodontia: Phascolarctidae): Stages in the evolution of an extreme leaf-eating specialization. Journal of Vertebrate Paleontology. 29(4): 981-992

Dr. Broom, I assume?

"Per dar vita al caso, sono necessari diversi preparativi."
Mark Twain (1835-1910).

Robert Broom nacque nel 1866 nella città di Paisley, in Scozia,e dopo la laurea in medicina nel 1887 intraprese diversi viaggi per soddisfare la sua grande passione: la ricerca di fossili. Medico di professione, si dedico a diversi problemi paleontologici nella sua lunga carriera.

Fig. 1. Dr. Robert Broom insieme a "Mrs. Ples".

Nei primi anni si interessò all´origine dei mammiferi, il che lo porto nel 1892 nell´Australia, dove studiò fossili di vertebrate e l´anatomia dei moderni marsupiali, su cui scrisse importanti pubblicazioni.

Nel 1896 Broom ritornò nella Scozia (anche per problemi con la burocrazia australiana per via della sua passione), ma dopo aver visto I fossili della regione del Karoo esposti nel British Museum decise di visitare questa regione. Nel 1897 emigrò per il Sudafrica, a studiare I sedimenti del Karoo - un semideserto sugli altopiani africani. Broom aprì un ambulatorio medico in una località non distante da Città del Capo, capitale del Sudafrica. Sempre alla ricerca di nuove scoperte, cambio spesso il luogo di residenza. Nel suo tempo libero andava a cercare fossili, e nel 1903 scopri I resti di un sauropode che chiamò Algosaurus.
Nella successione stratigrafica del Karoo che si estende dal Carbonifero al Giurassico inferiore scoprì e descrisse differenti specie di terapsidi. Il suo lavoro li frutto una nomina di professore per zoologia e geologia all´Università di Stellenbosch in Città del Capo. Ci rimase fino al 1909, anno in cui un cambiamento di governo, e nuovi problemi con la gestione dell´Università, lo convinsero a ritornare a Londra, e per brevi periodi a New York e Sudafrica. Dal 1916 in poi Broom si dedico dinnuovo principalmente ai fossili del Karoo, su cui pubblicò ampiamente.
Fig.2. Fossili della successione stratigrafica del Karoo, da una stampa del 1909.

Negli anni tardivi della sua vita dal 1936 in poi, scopri l´evoluzione umana come campo di ricerca, le sue scoperte più importanti sono quelle di resti di ominidi nelle caverne carsiche del Sudafrica, tra cui Mrs. Ples - Plesianthropus transvaalensis (oggi Australopithecus africanus).
Brown é stato descritto come carattere difficile e con molte abitudini”strane". Durante la ricerca di fossili lo si vedeva sempre in camicia e cravatta, ma dato che I fossili scoperti li avvolgeva nei vestiti, poteva succedere che ritornava a casa in mutande e scarpe. Le signorine della biblioteca non lo accompagnavano mai da sole, dato che aveva la reputazione di un "dongiovanni".Nella sua vita scrisse 450 pubblicazioni, ma questa produttività aveva anche I suoi lati negativi, era molto impaziente nel suo lavoro, e molte specie descritte da Broom sono definite molto superficialmente. I disegni nelle sue pubblicazioni sono molto tipici, disegnati frettolosamente con linee brevi "buttate" sulla carta molto velocemente.
Fig.3. Bauria cynops, specie descritta da Broom nel 1937, disegno che mostra i tipici segni lasciati da Brooms sui suoi schizzi.

Morì il 16. Aprile 1951, dopo molte onorazioni - tra cui 5 lauree a honoris causa - e medaglie, e il mito vuole che le sue ultime parole si riferissero alla sua monografia sugli ominidi (The South African Fossil Ape-Men - the Australopithecinae) "Now that´s finished… and so am I".

21.12.2009

Il dente e il mammifero - una coppia vincente

"L´abitudine di ritrarre le labbre e mostrare i denti durante gli accessi d´ira, come se volesse mordere, é ancora più rimarchevole se si pensa quanto raramente gli uomini utilizzino i denti per combattere."
"L `espressione dei sentimenti nell´uomo e negli animali", C. Darwin 1872

La dentatura riveste molta importanza nello studio paleontologico dei mammiferi, dato che sono la parte del corpo che si conserva meglio, e nei mammiferi sono molto distintivi. In maggior dei casi é possibile risalire alla famiglia di appartenenza e spesso perfino alla specie. La dentatura dei mammiferi comprende diversi tipi di denti (eterodontia), con forme e funzioni diverse: incisivi, canini, premolari e molari. Tutti sono fissati tramite le loro "radici" in alveoli disposti lungo le arcate dell’osso mascellare e mandibolare. Nei rettili i denti, anche se di numero elevato, sono molto simili tra di loro, senza specializzazione.

L´evoluzione della dentatura nei mammiferi comincio 300 milioni di anni fa quando le terre emersa era governata dai sinapsidi, creature lacertiformi dall´aspetto e la dentatura ancora molto simile a quella di un rettile, con un cranio grande e più alto, dotato di un´apertura temporale subcircolare, dietro le orbite.
Tra il Carbonifero e il Permiano i pelicosauri (ordine Pelycosauria) divennero i rettili più comuni. Comprendevano diverse famiglie, tra cui le più importanti sono gli ofiacodontidi, sfenacodontidi e edafosauridi. Un tipico sfenacodonte era Dimetrodon, un feroce carnivoro con una serie di denti di forme e dimensioni diverse, e un´ampia vela dorsale di pelle, sostenuta dalle spine neurali delle vertebre, enormemente allungate.

Fig.1. Dimetrodon sp. secondo una ricostruzione di Zdenek M.F. Burian (1905-1981), si noti la posizione degli arti anteriori e posteriori.

L´ultima famiglia erano i caseidi, che comparvero nel Permiano inferiore e sopravissero sino alla fine del periodo.

Il paesaggio dai pelicosauri ai terapsidi, detti anche rettili-mammifero, si realizzò nel Permiano superiore, forse anche influenzato da profondi cambiamenti climatici in quel periodo.

Già I primi pelicosauri possedevano tre differenti tipi di denti, incisive per strappare carne, lunghi canini per tratennere la preda e molari per la masticazione. Come nei rettili primitivi il rinnovo dei denti avveniva più volte nel corso della vita. Nei terapsidi il rinnovo era più raro, I denti rimanendo più a lungo in uso, sviluppono strutture come cuspidi e pieghe che combaciavano tra di loro, aumentando l´effetto della frantumazione e masticazione, aiutando la metabolizzazione del cibo. Allo stesso tempo la riduzione delle ossa della mascella e lo sviluppo di un´apposita giunzione (Processus coronoideus) a cui attaccava un singolo, ma potente muscolo, aumentano la forza di masticazione. Il cranio si allunga per aumentare il punto d´attacco del muscolo - il Muscolo temporale attacca ora la mascella con il cranio tramite l´apertura temporale.

I primi terapsidi (Therapsida) del Permiano superiore russo (Biarmosuchus) presentavano un cranio simile a quello degli sfenocodonti, ma gli arti li abilitavano a una postura più eretta, e probabilmente movimenti maggiori e veloci.

Fig.2. Distribuzione stratigrafica dei synapsidi e filogenesi schematica dei gruppi di maggiore importanza, modificato da KENNETH 2009 (cliccare sull´immagine per ingrandimento).

Le specie successive mostrano un'evoluzione per una vita sempre più attiva, con forti muscoli adduttori e una dentatura complessa, la formazione di un palato secondario, che consentiva una masticazione, e cosi un metabolismo più efficiente.
Esistevano diversi sottordini di terapsidi, tra cui i più importanti erano:


Biarmosuchia (Eotitanosuchia): i terapsidi più primitivi, ancora molto simili ai pelicosauri

Dinocephalia: i primi terapsidi erbivori. Limitati al Permiano superiore della Russia e Sudafrica, si estinsero prima del Mesozoico

Dicynodontia: furono i terapsidi più diffusi nel permotriassico, con un ´ alta biodiversità. Al posto dei denti anteriori avevano un becco corneo, mentre conservavano una coppia di canin
i a forma di zanna.

Fig.3. Lystrosaurus sp. (Burian), appartenente a un gruppo di grande successo, il genere Lystrosaurus era distribuito durante il Permiano superiore sull´intero supercontinente di Gondwana.

Gorgonopsia: terapsidi predatori dominanti con tre sottofamiglie, si svilupparono dagli eotitanosuchi, mantenendo una postura primitiva negli arti anteriori, con gli omeri quasi orizzontali, ma con arti posteriori semieretti.
Vengono ricostruiti come predatori agili e veloci, con primi peli sensoriali (vibrilli) nel campo del muso - caratteristica che diventerà tipica per i mammiferi. Sui crani di questi animali sono stati scoperte piccole fossette, che verosimilmente contenevano le radici di questi peli.


Fig.4. Gorgonopside secondo l´immaginazione di Burian.

Therocephalia: include terapsidi evoluti, che ebbero la loro massima espansione durante il Triassico inferiore, occupando ogni nicchia ecologica, da minuscoli insettivori a carnivori e erbivori di medie dimensioni.

Cinodonti: furono i terapsidi di maggior successo e i diretti antenati dei mammiferi. La loro struttura del complesso atlantico-epistrofeo (le prime due vertebre cervicali), la struttura di cinti e arti, la disposizione delle ossa del cranio, infatti, si avvicinano a quelle dei mammiferi. Spesso la somiglianza dei cinodonti con i mammiferi é tale che i soli elementi scheletrici non consentono un´agevole attribuzione alla classe dei rettili. È molto probabile che fossero ricoperti di peli, dato che alcuni scheletri sono stati trovati raggomitolati, simile alla posizione di mammiferi.


Fig.5. Cynognathus, il cui nome significa "mascella di cane", cinodonte del Triassico inferiore, dalle dimensioni di un grosso cane, con lineamenti assai massicci.

Fig.6. L´ingrandimento mostra le differenti forme di denti presenti nella dentatura dell´animale - si noti le multiple cuspidi dei denti posteriori. Cynognathus aveva denti molto specializzati, con piccoli incisivi, grossi canini e 9 post-canini per emimascella, muniti di numerose cuspidi. Nel corso dell´evoluzione dei mammiferi le forme e strutture dei denti diverranno sempre più complicati.

17.12.2009

La divulgazione della paleontologia in Italia... non esiste..

"Gestiamo la nostra vita quotidiana senza la minima comprensione del mondo."
Carl Sagan (1934-1966)

Propagare false affermazioni basandosi su falsi fatti é ingenuità, ma propagare falsitá ben conoscendo le spiegazioni scientifiche é un crimine. Le scienze naturali hanno un pessimo stato nel paese dei cachi, é di certo non aiutano i metodi divulgativi. Le affermazioni di alcuni gruppi meritano un approfondimento che spero di riassumere nei prossimi giorni e postare sotto questa rubrica.


"Voyager - Ai confini della conoscenza" è un programma televisivo la cui 15'a serie è andata in onda negli ultimi mesi settimanalmente su Rai Due, e si occupa soprattutto di temi legati a presunti misteri insoluti, dai fatti storici attraverso la cosiddetta archeologia misteriosa a diverse affermazioni della pseudoscienza. In onda dal 2003, ha riscontrato notevole successo di pubblico in seconda serata, inducendo RaiDue dal 2007 in poi a spostare il programma in prima serata e a distribuire alcune puntate anche su DVD in edicola.
In questo intento non ci sarebbe niente da obiettare se non fosse per il modo d’approccio scelto dai redattori del programma, approccio tipico anche usato dai sostenitori delle pseudoscienze - dagli ufologi ai sostenitori dell’Intelligent Design (ulteriore esempio). Per questo è importante prendere in considerazione quali sono le tattiche adottate dalla pseudoscienza:

1) Allo spettatore impreparato vengono presentati una grande varietà di spezzoni e fatti non verificabili in un breve intervallo di tempo, lo spettatore viene soprafatto invece di essere convinto.

2) In questo flusso di informazioni, fatti sostenuti da prove scientifiche possono deliberatamente essere mescolate con pure speculazioni o fatti da fonti non verificabili. Allo stesso tempo i tanti argomenti superficialmente toccati rende difficile all’esperto rifiutare singoli punti, per il semplice fatto della pura massa e le tante tematiche (che possono spaziare dalla biologia all’archeologia) che si dovrebbero affrontare.


3) Il sostenitore in questo caso proseguirà, o farà scendere in campo, il metodo del (presunto) “argumentum ad ignorantiam” -> dato che l’esperto non può confutare la mia ipotesi, la mia ipotesi è vera. I sostenitori dell’ID usano volentieri questo approccio: dato che con il metodo scientifico (applicabile solo nel mondo naturale) non si può dimostrare che un essere al di fuori del mondo naturale non esiste, risulta che questo fantomatico essere deve esistere. Naturalmente l’approccio contrario, cioè dimostrare con la scienza che un essere sovrannaturale esiste, metodo anch’ esso utilizzato largamente dei creazionisti, è altrettanto poco lecito.

Una varietà dell’argomento risultante dall’ignoranza e la proprio ignoranza (Ignorantia non est argumentum). L'ipotesi viene sostenuta tramite l'ignoranza del proponente, dato che non sa spiegare il fatto in ambito scientifico, o non e a conoscenza della spiegazione scientifica (anche se esiste). Ognuno di noi e ignorante (nel senso positivo della parola) in molti campi, ma alcuni sostenitori di ipotesi pseudoscientifiche deliberatamente scelgono l’ignoranza per poter promuovere le loro affermazioni, sia in buona fede, sia per scopi economici, politici o religiosi, per ottenere e tenersi un vantaggio. Il creazionismo americano vive abbastanza bene dalla vendita di libri e video in tema a persone desiderose di saper confermato le loro superstizioni, e tramite lo sponsoring da parte di importanti movimenti religiosi.

È un esempio di questo approccio anche l’affermazione nel spezzone di documentario, che ossa ritrovate siano di “esseri umani giganti”, mentre le foto pubblicate (nei libri a vendita o nelle esposizioni a pagamento) dagli stessi sostenitori mostrano chiaramente dettagli che fanno pensare che i denti di gigante in verità sono molare di proboscidati (la cui classificazione come denti di gigante ha – sic!- una lunga tradizione).


4) Notare anche come i presunti esperti interrogati non vengono ne citati ne specificati, un atteggiamento che nessuna pubblicazione seria può permettersi. Ci si può chiedere se questi esperti esistono realmente, e se si, che credenziali abbiano - purtroppo ci sono anche casi in cui un dentista o un veterinario non erano in grado di identificare un cranio di pecora (!). Le fonti di un’affermazione devono essere verificabili, è se un’affermazione straordinaria ha bisogno di prove straordinarie, e il dovere del sostenitore di una nuova ipotesi mettere a disposizione queste prove. I reperti in questione pero spesso sono andati persi o vengono tenuti sotto “stretta custodia” dagli scopritori, con la scusa che la scienza ufficiale li vorrebbe sequestrare, nascondere o distruggere. E naturalmente nel caso che un esperto esprime un parere negativo relativo al fossile in questione, la sua opinione e influenzata dalla cospirazione mondiale scientifica, confermando alla fine naturalmente la superstizione iniziale del credente.

15.12.2009

I molti Piltdown della paleontologia

"E 'meglio porre alcune domande che conoscere tutte le risposte."
James Thurber, scrittore americano e illustratore (1894-1961)

La falsificazione di fossili oggigiorno ha perlopiù scopo commerciale, molte fiere presentano fossili composti da singoli pezzi di valore minore, o completamente falsi in cemento.

Scalpore fece il cosiddetto "piltdown chicken", un falso dinosauro-uccello, la cui presentazione al pubblico fu "proposta" alla rivista National Geographic (NG) nel 1999. "Archaeoraptor" fu presentato durante una conferenza giornalistica tenuta dal NG nell'Ottobre 1999. Novembre 1999 fu poi pubblicato un articolo che prese spunto dal presunto fossile per discutere la parentela e l´evoluzione tra dinosauri e uccelli. Affermo che il fossile "era l´anello mancante tra dinosauri e uccelli che già poteva volare" e fu denominato "Archaeoraptor liaoningensis".

Immagine presa da ROWE et al. 2001.

Già questa procedura suscito la critica dei paleontologi, tra cui S.L. Olson, curatore del Museo di Scienze Naturali di Washington, la denominazione di un fossile in un organo senza "peer review" e di carattere generale non é scientifico e contro produttivo al metodo tassonomico.
Il 3. febbraio 2000, NG rilascio una notizia, in cui ammetteva che il fossile poteva essere contraffatto.
Nel Marzo Dr. Xu Xing dimostro che la coda e il resto del corpo non sembravano
combaciare. Ottobre 2000 NG pubblico un articolo in cui ammetteva che il fossile era composto da resti fossili di almeno due a tre diversi animali, tra cui un uccello (secondo uno studio condotto nel 2002 dal paleontologo Zhonghe Zhou la parte anteriore appartiene all´uccello Yanomis martini), Microraptor e un dinosauro sconosciuto (?). Secondo gli studi effettuati alla CT, il fossile era composto da 88 pezzi che rappresentavano almeno 2 specie e da 2 al massimo 5 individui.
Da notare che analisi alla TAC e una preparazione accurata del fossile avevano già sospettato diversi esperti molto prima della presentazione del fossile, a tal punto che il 20 agosto 1999 la rivista Nature, e poco dopo la rivista Science, rifiutarono di pubblicare un articolo scritti da Stephen Czerkas, Currie, Rowe, and Xu.
In questo esempio sicuramente i soldi hanno giocato un ruolo fondamentale, per l´abile artigiano chinese che ha fabbricato il fossile, per il NG che voleva vendere l´articolo, e per Czerkas, un appassionato collezionista di dinosauri, anche proprietario del fossile, e di gran lunga quello più interessato a pubblicare la scoperta per il suo museo privato nell'Utah...

Fossile di "Keichousaurus (??)", visto in vendita su e-bay...

Oggigiorno per lo scarso interesse del pubblico amatoriale non vale la pena falsificare fossili di mammiferi. Prima dell'hype dei dinosauri però, l´Inghilterra vittoriana impazziva per i mammiferi fossili. Cosi era solo una questione di tempo, finche il primo "piltdown man" fu scoperto.
Durante l´inizio del ventesimo secolo la ricerca dei nostri avi - i missing link tra uomo e animale, era un punto cruciale nel ambito della paleontologia. 1907 fu trovata una mandibola in Ge
rmania che mostrava caratteristiche intermedie tra scimmie e uomo - un buon inizio, ma gli scienziati volevano di meglio.

Nel 1908 in una cava nei pressi della città
di Piltdown nel Sussex, sud - Inghilterra, alcuni operai trovarono alcuni strane ossa, e li consegnarono all'antiquario e paleontologo/geologo amatoriale Charles Dawson (di professione avvocato). Dawson allora si mise a ricercare per conto suo, con l´aiuto di Arthur Smith Woodward, custode del dipartimento di geologia del British Museum. Dawson aveva già in passato donato diversi fossili al British Museum, ed era membro onorario della Società geologica.

Scavo delle ghiaie di Piltdown nel 1911, con Dawson (a destra) e Smith Woodward (al centro). Immagine scattata da John Frisby.
Curiosamente nelle immagini storiche della ricerca del fossile compare quasi sempre un'anatra - un indizio che il tutto era una papera?

Woodward accompagnò Dawson al sito, dove, tra Giugno e Settembre del 1912, ritrovarono insieme più frammenti di un teschio, ossa di elefante, mastodonte e denti di castoro e finalmente durante una "tiepida serata d´estate" (Woodward) la metà di una mascella, che ritenevano combaciassero con le ossa umane scoperte prima.
Woodward comincio segretamente con la ricostruzione utilizzando i frammenti a disposizione.
Il cranio ricostruito era in vari modi simile a quello dell'uomo moderno, eccetto per l'occipite (la parte del cranio che poggia sulla colonna spinale) e per le dimensioni del cervello (1070ccm), che erano circa due-terzi di quello dell'uomo moderno. Woodward poi proseguì indicando che, salvo per la presenza di due molari uguali a quelli umani, la mascella trovata era indistinguibile da quella di un moderno, giovane scimpanzé.

Il 18. D
icembre 1912 Woodward presento il tutto davanti ad un grande pubblico , e propose che il fossile rappresentasse un anello mancante evolutivo tra la scimmia e l'uomo, poiché la combinazione di un cranio uguale a quello umano con una mandibola uguale a quella di una scimmia tendeva a sostenere il concetto allora prevalente in Inghilterra, che l'evoluzione dell'essere umano fosse guidata dal cervello.
Fin quasi dal primo momento, la ricostruzione di Woodward dei frammenti di Piltdown fu aspramente messa in discussione. Molti dichiaravano che le parti fossili non avessero niente a che fare l´una con l´altra, il teschio sembrava troppo moderno per combaciare con una mandibola dai tratti cosi scimmieschi. Al Royal College of Surgeons le copie degli stessi frammenti usati dal British Museum nella loro ricostruzione furono usate dall´anatomo Arthur Keith per produrre un modello totalmente diverso, uno che nelle dimensioni del cervello e in altre fattezze rassomigliava all'uomo moderno (sopportando secondo Keith la sua teoria dell´antichità della specie Homo sapiens).

La ricostruzione del teschio di Piltdown secondo Woodward (in alto) e Keith (in basso).

Malgrado queste differenze, comunque, non sembra che la possibilità di un vero e proprio falso sia stata formulata relativamente al cranio, e cosi fu coniata una nuova specie, l´Eoanthropus dawsoni.

Col passar degli anni, ulteriori scoperte furono fatte a Piltdown: ossa d´animali, un oggetto che ricordava una mazza da cricket (!) e due (?) ulteriori teschi. Nel 1915, Dawson affermò di aver trovato frammenti di un secondo cranio (Piltdown II) ad un sito a circa due miglia ( o tre chilometri) di distanza dai ritrovamenti originali. Da quello che si sa il sito non è mai stato identificato e i ritrovamenti sembrano essere completamente non documentati. Woodward stesso sembra non aver mai visitato il secondo sito.
Dawson mori nell´Agosto 1916, lasciando come erede della scoperta del "primo inglese" Woodward, che presento le ulteriori scoperte nel 1917 alla Societa Geologica, i nuovi fossili sembravano confermare che si aveva scoperto una nuova specie di uomo prmitivo.

All´estero la scoperta veniva accolta con piú scetticismo. Marcellin Boule, un esperto francese del paleolitico, nell´1921, esaminando il fossile dichiaro che si trattava di due specie distinte, se non un falso composto (!). L´americano Gerrit Miller concluse anch´esso che si trattava di diversi fossili, e che la mandibola apparteneva a una specie di scimpanzé sconosciuta (Pan vetus). Negli anni venti, Franz Weidenreich esaminò i resti e riportò correttamente che consistevano di un cranio umano moderno e di una mascella di orangutan con denti limati.

Pero alla finfine mancava la prova definitiva che Piltdown era un imbroglio, e per i prossimi tre decenni l´uomo di Piltdown influenzo gli esperti a pensare che la caratteristica più importante dell´uomo primitivo fosse una grande capacitá cerebrale, cioè che il cervello grande era un carattere molto antico. Altri fossili, come l´uomo di Neandertal che sembravano mostrare minore intelligenza (ironico che la capacità dell´teschio di questa specie é perfino maggiore di quella odierna) furono interpretati come linee evolutive secondarie, estinte dato che non portarono all´superiore uomo moderno.

Pero ulteriore scoperte, sopratutto nell´Africa mostravano che Piltdown non trovava posto nel quadro generale dell´evoluzione umana. Anche la scoperta dei resti fossili di Swanscombe, anch´essi nell´Inghilterra, che mostravano una capacità cranica molto superiore a Piltdown, ma provenivano da sedimenti simili (ghiaie fluviali), non sopportava l´ipotesi dell´uomo di Piltdown.

Un altro indizio geologico finalmente svelo l´inganno, nell´ottobre 1948 il geologo Kenneth Oakley esamino il contenuto di fluoro delle ossa degli animali ritrovati (sicuramente del Pleistocene ) e dei resti di Piltdown. Mentre le ossa contenevano fino a 3% di fluoro, Piltdown ne mostrava appena 0,2%. Oramai troppi dettagli non combaciavano.

Kenneth Oakley (a sinistra) esamina insieme a L.E. Parsons la mandibola di Piltdown.

L'Uomo di Piltdown fu rivelato essere un falso composito, metà scimmia e metà uomo. Esso consisteva di un teschio umano di età compresa tra i 50.000 anni, e di una mandibola vecchia alcuni decenni di un orangutan. L'aspetto invecchiato era stato prodotta macchiando le ossa con una soluzione di ferro e con acido cromico. L'esame microscopico rivelò le tracce della lima, da cui si dedusse che qualcuno aveva limato i denti sino a dar loro una forma più adatta a quella che era la dieta umana.

Per il falsario, l'area dove la mascella si univa al cranio aveva presentato problemi superati con il semplice stratagemma di spezzare i terminali della mascella. I denti canini nella stessa erano poi stati limati per farli corrispondere, e fu questa modifica a far dubitare dell'autenticità dell'intero reperto. Per caso, si osservò che la cuspide di uno dei molari aveva un angolo molto diverso da quello dell'altro dente. Un esame più accurato condotto al microscopio rivelò a quel punto le tracce di fresatura, e da questo si dedusse che la fresatura aveva avuto lo scopo di alterare la forma dei denti, che nella scimmia è molto diversa da quella dei denti umani.

Il falsario non fu mai identificato, pero un sospetto ricadde su Dawson (che pero in fondo aveva già una buona reputazione), che cosi avrvebbe ingannanto il povero Woodward, considerato a suo tempo uomo onesto al di sopra di ogni sospetto, acquirendo fama scientifica. - come il sospetto nel corso dei tempi é caduto su ogni persona involta nel "caso".

D´altra parte l´oggetto a forma di mazza per alcuni autori é indizio che ci fu un terzo uomo, che dopo il riuscito scherzo cerco di smascherare la truffa (inutilmente).

È interessante notare che entrambi i fossili sono stati usati ancora di recente dalla "scienza" creazionistica come prove contro l´evoluzione - ignorando il progresso scientifico degli ultimi 100 anni - ma di questo nella prossima puntata...

08.12.2009

Therocephalia, i terapsidi dimenticati

I Therocephalia sono un gruppo estinto di vertebrati terrestri dal gruppo dei Terapsidi, imparentati con i più conosciuti - e per la loro affinità ai mammiferi meglio studiati - Cinodonti. Compaiono la prima volta in depositi del Permiano medio in Sud Africa, per diffondersi durante l´intero Permiano in Russia e Cina. Nel Triassico i reperti divengono più rari, anche se alcuni reperti sono conosciuti perfino dall`Antartide. Erano animali grandi, perlopiù predatori, anche se per il genere Bauria del Sud Africa viene supposto un modo di vita erbivoro.

Moschorhinus, rappresentante dei Therocephalia.

Uno studio condotto sulla struttura dello scheletro e sopratutto su caratteri morfologici del cranio di 23 generi, comparati con 7 generi di Terapsidi, ha evidenziato meglio la posizione evolutiva id questo gruppo. Secondo la ricerca condotta, i Therocephalia hanno sviluppati durante il Permiano-Triassico caratteri simili ai Cinodonti, pur percorrendo una loro propria linea evolutiva, parallela ai Cinodonti.

FONTE:

HUTTENLOCKER, A. (2009): An investigation into the cladistic relationships and monophyly of therocephalian therapsids (Amniota: Synapsida). Zoological Journal of the Linnean Society, 157: 865-891.