<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855182813996089758</id><updated>2012-01-13T09:15:11.549-08:00</updated><category term='Primates'/><category term='Prototheria'/><category term='P-movie'/><category term='Pliocene'/><category term='Estinzione'/><category term='Miocene'/><category term='Rodentia'/><category term='Paleoumore'/><category term='Ungulata'/><category term='Eocene'/><category term='Anatomia'/><category term='Eutheria'/><category term='Se la scienza è matta'/><category term='Oligocene'/><category term='Olocene'/><category term='Synapsida'/><category term='Tafonomia'/><category term='Pubblicazioni'/><category term='Paleontologia generale'/><category term='Metatheria'/><category term='Criptozoologia'/><category term='Carnivora'/><category term='Geologia'/><category term='Ultime notizie'/><category term='Paleocene'/><category term='Pleistocene'/><category term='Storia e Cultura'/><title type='text'>paleomammiferi</title><subtitle type='html'>Paleontologia e Cultura Pop su noi Mammiferi</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>David Bressan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17650115671464472095</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/SvHsFeec3cI/AAAAAAAAAvQ/XOjLs4H7RIw/S220/David_Bressan.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>159</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855182813996089758.post-9150235562425085975</id><published>2011-11-19T09:18:00.001-08:00</published><updated>2011-11-19T09:36:21.306-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Paleocene'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Estinzione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ultime notizie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pubblicazioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storia e Cultura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Paleontologia generale'/><title type='text'>L´estinzione C/P: tra Chicxulub e Trappi del Deccan</title><content type='html'>&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;Fino a circa cinquanta anni fa il limite Cretaceo-Paleocene (C/P), famoso per l´estinzione di massa che decretò la fine di alcuni dinosauri, era in sostanza sconosciuto per via della mancanza di una successione stratigrafica completa.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;Nel decennio 1960-1970 il geologo americano &lt;i&gt;Walter Alvarez&lt;/i&gt; studio nella &lt;a href="http://maps.google.at/maps?q=gubbio&amp;amp;hl=de&amp;amp;ll=43.363566,12.582371&amp;amp;spn=0.005569,0.01545&amp;amp;sll=47.635784,13.590088&amp;amp;sspn=10.574477,23.269043&amp;amp;vpsrc=6&amp;amp;hnear=Gubbio+Perugia,+Umbrien,+Italien&amp;amp;t=h&amp;amp;z=17"&gt;gola del &lt;i&gt;Bottaccione&lt;/i&gt; (nei pressi di &lt;i&gt;Gubbio&lt;/i&gt;,&lt;i&gt; Umbria&lt;/i&gt;)&lt;/a&gt; una successione di calcari e marne - la formazione della "&lt;i&gt;Scaglia rossa&lt;/i&gt;" - e cerco di calcolare la velocità di deposizione di questi strati torbiditici del Cretaceo - Paleocene. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/TI5v0pPAWSI/AAAAAAAABxg/hh4x5yXCLmk/s1600/BRESSAN_Gubbio_CPLimit.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5516469543788108066" src="http://3.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/TI5v0pPAWSI/AAAAAAAABxg/hh4x5yXCLmk/s400/BRESSAN_Gubbio_CPLimit.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 168px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;b&gt;Fig.1.&lt;/b&gt; La transizione Cretaceo - Paleocene nella formazione della "&lt;i&gt;Scaglia rossa&lt;/i&gt;" (rotata di 90°, il Paleocene si trova di sopra).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;Durante la ricerca sulla concentrazione di micro-meteore nei sedimenti scopri un'anomalia nella concentrazione di elementi rari, come per l´esempio &lt;i&gt;l´Iridio&lt;/i&gt;. La concentrazione era talmente elevata che era difficile spiegare il fenomeno solo con un'ipotetica fluttuazione del tasso di sedimentazione della Scaglia Rossa. In un primo momento Walter, insieme al padre e fisico (e premio nobel) &lt;i&gt;Luis W. Alvarez&lt;/i&gt;, propose una supernova e un incremento della caduta di polvere cosmica sulla terra come fonte dell´Iridio, ma ben presto cambio idea, formulando l´ipotesi di un impatto di meteorite metallico sulla terra. Per avvalorare l´ipotesi comunque mancavano successive prove e soprattutto il punto d´impatto. Tra il 1981 e il 1993 ricerche geofisiche scoprirono un immenso cratere d´impatto (con un diametro di 180 chilometri) nelle profondità della penisola dello &lt;i&gt;Yucatan&lt;/i&gt; - denominato &lt;i&gt;Chicxulub&lt;/i&gt;. Datazioni rivelarono che aveva l´età giusta per coincidere sia con l´incremento di Iridio, sia per spiegar l´estinzione di fine Cretaceo (il materiale fuso durante l´impatto e recuperato durante le trivellazioni fu datato a 65, 07 + -0,1 Ma).&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;L´impatto di Chicxulub (e altri) è volentieri visto nei media e nel collettivo generico come l´unico fattore plausibile per spiegare l´estinzione alla fine del Cretaceo, ma durante questa transizione sono state osservate molte altre e profonde variazioni sulla terra - cambiamenti climatici, fluttuazione del livello marino e un intenso vulcanismo.&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Secondo lo scenario proposto l´impatto uccise prima per via diretta (calore e onde di pressione sia nel cielo sia nel mare) e poi in modo indiretto: le polvere e i gas sprigionati dall´esplosione modificarono il clima, causando una piccola era glaciale, inoltre oscurarono il cielo, rendendo fotosintesi impossibili a tutte le piante. Dopo la morte delle piante ben presto tutte le catene trofiche collassarono - per primo morirono gli erbivori, seguiti ben presto dai piccoli carnivori e infine i grandi predatori. Ci sono diversi problemi con questa ricostruzione, che si basa più su considerazioni teoretiche che sull'evidenza dei fossili.&lt;br /&gt;L´estinzione di fine Cretaceo fu sorprendentemente selettiva: nei mari si estinse il nannoplancton, foraminiferi planctonici, molluschi come le ammoniti e i grandi rettili. Comunque nello stesso ambiente sopravissero i foraminiferi bentonici, le diatomee, il gruppo dei radiolari e gran parte dei bivalvi e soprattutto i pesci. Sembra difficile spiegare come organismi autotrofi come i radiolari sopravissero a un ipotetico inverno nucleare e una notte post- apocalittica; com'è difficile spiegare perché pesci, che hanno bisogno del fitoplancton, riuscirono a trovare abbastanza cibo quando i rettili marini perirono.&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Inoltre l´esatta datazione e processo dell´estinzione dei vari gruppi di organismi è incerta - non si sa esattamente se un determinato gruppo si è estinto esattamente 65 milioni di anni fa o forse già prima.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;Da &lt;a href="http://paleomammiferi.blogspot.com/2008/12/chixulub-non-f-la-causa-dellestinzione.html"&gt;diversi anni il gruppo di ricerca attorno all´americana &lt;i&gt;Gerta Keller&lt;/i&gt; ha messo in dubbio le datazioni proposte&lt;/a&gt;, basandosi soprattutto sul processo di estinzioni di foraminiferi. Keller ha proposto che già prima di Chicxulub molte specie di foraminiferi mostravano un declino o erano già estinte. Inoltre secondo l´interpretazione di una stratigrafia nei pressi di &lt;i&gt;Brazos&lt;/i&gt; (Texas) ci furono più di un singolo impatto nel Cretaceo superiore, che comunque non avevano quasi nessun effetto sulle comunità di fossili studiate.&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;In una &lt;a href="http://www.eurekalert.org/pub_releases/2011-11/pu-prm111711.php"&gt;nuova ricerca condotta su sedimenti e fossili dell´India&lt;/a&gt; il gruppo di lavoro ha proposto una via di mezzo per spiegare sia il declino precedente e considerando possibili effetti di un impatto.&lt;br /&gt;I &lt;i&gt;Trappi del Deccan&lt;/i&gt; sono un territorio igneo localizzato nella parte centro occidentale dell'India, e rappresenta una delle più estese zone vulcaniche del pianeta. Sono datati a un´età di 60 a 65 milioni di anni -&amp;nbsp; è considerate per questo da molti ricercatori come alternativa all´impatto per spiegare l´estinzione di fine Cretaceo. Comunque l´esatta cronologia dei Trappi rimaneva un mistero - poiché un periodo di cinque milioni di anni sembrava troppo lungo per spiegar una (dal punto geologico) improvvisa estinzione di massa.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://www.princeton.edu/main/images/news/2011/11/keller_Fig2deccanpulses_400.jpg" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://www.princeton.edu/main/images/news/2011/11/keller_Fig2deccanpulses_400.jpg" width="191" /&gt;&lt;/a&gt;Solo negli ultimi anni nuove tecnologie hanno reso possibile&amp;nbsp; capire meglio il processo di formazione: I Trappi del Deccan si sono formati in tre singole fasi, iniziate 67,5 milioni di anni fa. La seconda fase eruttiva e quella più forte è responsabile di circa l´80% della massa complessiva dei depositi vulcanici - ed è proprio questa fase che coincide con la maggiore estinzione dei foraminiferi studiati. L´ultima (la terza) fase eruttiva, la più debole, è datata a 300.000 anni dopo il picco complessivo dell´attività vulcanica (figura 2 secondo &lt;a href="http://www.princeton.edu/main/news/archive/S32/14/62G75/"&gt;KELLER&lt;/a&gt;).&lt;br /&gt;Secondo il nuovo scenario la prima fase di attività vulcanica ha ridotto notevolmente il tasso dell´evoluzione dei foraminiferi e indebolito le popolazioni esistenti, anche se non ha causato un'estinzione di massa. La seconda fase, quella più forte, ha colpito ecosistemi indeboliti dalle eruzioni precedenti - è proprio in questo periodo che molte specie studiate scompaiono nel record fossile. Dopo questa estinzione i mari furono lentamente ripopolati da specie opportunistiche - ma i sedimenti mostrano anche un livello ricco di Irido - occorre una seconda estinzione di massa che termina con la terza fase vulcanica.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.princeton.edu/main/images/news/2011/11/keller_Fig15stressmodel_575.jpg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="188" src="http://www.princeton.edu/main/images/news/2011/11/keller_Fig15stressmodel_575.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;b&gt;Fig.3.&lt;/b&gt; I cambiamenti nella comunità di foraminiferi studiati - si osservano delle estinzioni di singole specie, ma anche un generale indebolimento e rimpicciolimento delle specie superstiti (secondo &lt;a href="http://www.princeton.edu/main/news/archive/S32/14/62G75/"&gt;KELLER&lt;/a&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;Il gruppo di ricerca non nega completamente il ruolo di vari impatti di asteroidi sulla biodiversità, ma propone una catastrofe combinata per spiegare meglio la cronologia e selettività dell´estinzione Cretaceo-Paleocene. L´incremento dell´attività vulcanica indebolisce per migliaia di anni prima dell´impatto (gli impatti?) gli ecosistemi della terra - è durante questo periodo che molti organismi non riescono ad adattarsi alle nuove condizioni. I gas e le ceneri hanno modificato il clima, i livelli dei mari si abbassano, forse anch´essi per via dell´intensa attività magmatica del pianeta, infine l´impatto di asteroide - non forte come proposto in passato ma che colpisce in un momento critico - che decreta la fine di molti gruppi di organismi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Bibliografia:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;ALVAREZ, W., ALVAREZ, L.W., ASARO, F. &amp;amp; MICHELl, H.V. (1979): Anomalous iridium levels at the Cretaceous/Tertiary boundary at Gubbio, Italy: Negative results of tests for a supernova origin. In: Cretaceous-Tertiary Boundary Events Symposium; II. Proceedings (Eds W.K. Christensen and T. Birkelund), pp. 69. University of Copenhagen&lt;br /&gt;ALVAREZ, L.W., ALVAREZ, W., ASARO, F. &amp;amp; MICHEL, H.V. (1980): &lt;a href="http://www.google.at/url?sa=t&amp;amp;rct=j&amp;amp;q=extraterrestrial%20cause%20for%20the%20cretaceous-tertiary%20extinction.%20&amp;amp;source=web&amp;amp;cd=1&amp;amp;ved=0CCAQFjAA&amp;amp;url=http%3A%2F%2Fciteseerx.ist.psu.edu%2Fviewdoc%2Fdownload%3Fdoi%3D10.1.1.126.8496%26rep%3Drep1%26type%3Dpdf&amp;amp;ei=Kj-5TvPiIMvtsgaks9ngBg&amp;amp;usg=AFQjCNGmBvMqBkUQLcSjvreP79gAzUsvbA&amp;amp;cad=rja"&gt;Extraterrestrial cause for the Cretaceous-Tertiary extinction.&lt;/a&gt; Science 208: 1095-1108&lt;br /&gt;ALVAREZ, W. (2009): &lt;a href="http://usm.maine.edu/sites/default/files/The%20Collaborative%20of%20Global%20and%20Big%20History/Alvarez,%20145%20Gubbio%20review%20Sedgy%202009.pdf"&gt;The historical record in the Scaglia limestone at Gubbio: magnetic reversals and the Cretaceous-Tertiary mass extinction.&lt;/a&gt; Sedimentology 56: 137-148&lt;br /&gt;BAKER, V.R. (1998): &lt;a href="https://umdrive.memphis.edu/jpujol/public/Art-Earth-Sci/uniformitarianism-baker.pdf"&gt;Catastrophism and uniformitarianism” logical roots and current relevance in geology.&lt;/a&gt; In: BLUNDELL, D. J. &amp;amp; SOTT, A. C. (eds.) Lvell: the Past is the Key to the Present. Geological Society, London, Special Publications, 143: 171-182&lt;br /&gt;FRENCH, B.M. (2003): &lt;a href="http://www.lpi.usra.edu/publications/books/CB-954/intro.pdf"&gt;Traces of Catastrophes: A handbook of Shock-Metamorphic Effects in Terrestrial Meteorite Impact Structures.&lt;/a&gt; Lunar and planetary Institute&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;KELLER, G.; ABRAMOVICH, S.; BERNER, Z. &amp;amp; ADATTE, T. (2009): &lt;a href="http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0031018208005270"&gt;Biotic effects of the Chixulub impact, K-T catastrophe and sea level change in Texas.&lt;/a&gt; Paleogeography, Paleoclimatology, Paleoecology 271:52-68&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;SCHULTE et al. (2010): &lt;a href="http://www.nd.edu/%7Ecneal/CRN_Papers/Schulte10_Sci_Chicxulub.pdf"&gt;The Chicxulub Asteroid Impact and Mass Extinction at the Cretaceous-Paleogene Boundary.&lt;/a&gt; Science 327(5970): 1214 – 1218&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855182813996089758-9150235562425085975?l=paleomammiferi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/feeds/9150235562425085975/comments/default' title='Kommentare zum Post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855182813996089758&amp;postID=9150235562425085975&amp;isPopup=true' title='0 Kommentare'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/9150235562425085975'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/9150235562425085975'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/2011/11/lestinzione-cp-tra-chicxulub-e-trappi.html' title='L´estinzione C/P: tra Chicxulub e Trappi del Deccan'/><author><name>David Bressan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17650115671464472095</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/SvHsFeec3cI/AAAAAAAAAvQ/XOjLs4H7RIw/S220/David_Bressan.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/TI5v0pPAWSI/AAAAAAAABxg/hh4x5yXCLmk/s72-c/BRESSAN_Gubbio_CPLimit.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855182813996089758.post-7264721097886894544</id><published>2011-11-08T13:29:00.000-08:00</published><updated>2011-11-08T13:29:20.474-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Se la scienza è matta'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ungulata'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ultime notizie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pubblicazioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Anatomia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pleistocene'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tafonomia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storia e Cultura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Paleontologia generale'/><title type='text'>L´arte rupestre tra fauna preistorica e genetica</title><content type='html'>&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;L´arte rupestre preistorica dell´Europea è molto ricca, più di 100 siti sono conosciuti, perlopiù in Spagna e Francia, con più di 4.000 rappresentazioni di animali. Più di un terzo di queste raffigurazioni mostrano cavalli in diversi stili artistici, da disegni dettagliati e molto naturalistici a forme astratte o semplici sagome disegnate con le dita sul suolo fangoso. La caverna di &lt;i&gt;Pech Merle&lt;/i&gt; (Francia meridionale) è particolare dato che un grande disegno su una parete di roccia mostra macchie nere su sfondo bianco, sia dentro sia al di fuori della sagoma di due cavallini. Il disegno, datato a 25.000 anni, fu interpretato perlopiù come rappresentazione simbolica di significato conosciuto, poiché il particolare disegno di macchie nere e bianche é conosciuto solo da animali addomesticati da almeno 10.000 anni.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-NkFll2G3CCg/Trmd8m2rnxI/AAAAAAAADKA/cYiQmIDk0lw/s1600/PRUVOST_2011_+Genotypes+of+predomestic+horses.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="137" src="http://3.bp.blogspot.com/-NkFll2G3CCg/Trmd8m2rnxI/AAAAAAAADKA/cYiQmIDk0lw/s320/PRUVOST_2011_+Genotypes+of+predomestic+horses.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;b&gt;Fig.1.&lt;/b&gt; Diverse rappresentazioni di cavalli nell´arte rupestre, esempi delle caverne di &lt;i&gt;Lascaux, Chauvet&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;Pech Merle&lt;/i&gt;. Secondo analisi genetiche è possibile che tutte le raffigurazioni siano state ispirate da livree di animali reali - esempio di cavallo di przewalski e moderne razze di cavallo (immagine presa da PRUVOST et al. 2011).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Una nuova ricerca genetica ha ora rilevato che l´artista potrebbe essersi comunque ispirato ad animali reali. Un gruppo di ricercatori tedeschi e inglesi ha analizzato il DNA recuperato da trentuno resti fossili di cavalli, proveniente da tutta l´Eurasia e datati da 20.000 a 2.000 anni fa. Secondo i profili genetici ricostruiti diciotto cavalli avevano una pelliccia chiara, 7 erano scuri, ma 6 mostrano una mutazione genetica che causava una pelliccia a macchie bianche e nere. Le macchie bianche e nere erano particolarmente diffuse tra i resti fossili provenienti dall´Europa dell´est e ovest, dei dieci esemplari studiati quattro mostrano la particolare mutazione. Secondo i ricercatori è possibile che questa mutazione e livrea fossero molto più frequenti durante le fasi glaciali nella popolazione equina europee, poiché provvedeva una sorta di mimetismo nella tundra coperta da neve. Dopo i 14.000 anni la particolare varietà divenne molto rara, finche é stata riscoperta da moderni allevatori.&lt;br /&gt;Comunque le raffigurazioni nell´arte rupestre, anche se fossero state ispirate dal mondo naturale, contengono anche molti particolari spirituali e un forte simbolismo. Le macchie di Pech Merle non sono solo distribuite sugli animali, ma anche in file attorno alla testa e il corpo dei due cavallini, con tanto d'impronte di mane umane. Il significato di questa composizione rimane un mistero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Bibliografia:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PRUVOST, M. et al. (2011): &lt;a href="http://www.pnas.org/content/early/2011/11/02/1108982108"&gt;Genotypes of predomestic horses match phenotypes painted in Paleolithic works of cave art.&lt;/a&gt; Proceedings of the Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855182813996089758-7264721097886894544?l=paleomammiferi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/feeds/7264721097886894544/comments/default' title='Kommentare zum Post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855182813996089758&amp;postID=7264721097886894544&amp;isPopup=true' title='0 Kommentare'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/7264721097886894544'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/7264721097886894544'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/2011/11/larte-rupestre-tra-fauna-preistorica-e.html' title='L´arte rupestre tra fauna preistorica e genetica'/><author><name>David Bressan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17650115671464472095</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/SvHsFeec3cI/AAAAAAAAAvQ/XOjLs4H7RIw/S220/David_Bressan.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-NkFll2G3CCg/Trmd8m2rnxI/AAAAAAAADKA/cYiQmIDk0lw/s72-c/PRUVOST_2011_+Genotypes+of+predomestic+horses.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855182813996089758.post-9002386697231078667</id><published>2011-11-04T11:22:00.001-07:00</published><updated>2011-11-04T11:22:47.030-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Geologia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ultime notizie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pubblicazioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pliocene'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tafonomia'/><title type='text'>La Toscana: Terra di balene e vermi mangia-ossa</title><content type='html'>&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;"&lt;i&gt;They say the sea is cold, but the sea contains the hottest blood of all,&lt;br /&gt;and the wildest, the most urgent.&lt;/i&gt;"&lt;br /&gt;"&lt;i&gt;Whales Weep Not!&lt;/i&gt;" D.H. Lawrence (1885-1930)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli abissi marini sono stati spesso comparati con un deserto in cui solo occasionalmente si trovano delle oasi - campi idrotermali in cui sorgenti di acqua bollente offrono abbastanza energia da alimentare un ecosistema, oppure le carcasse in decomposizione di grandi animali marini.&lt;br /&gt;I processi tafonomici in mare aperto differiscono notevolmente da quelli osservabili vicino alla costa o in acque poco profonde - anche se purtroppo ancora poco si conosce sui fattori che gli influenzano - soprattutto se si tratta di gigantesche carcasse, come per esempio di balena. Si presume che la decomposizione di un corpo cosi grande è influenzata in una prima fase dalla profondità della colonna d´acqua e la pressione idrostatica, due fattori che influenzano il tempo in cui la carcassa galleggia nell´acqua. Una volta raggiunto il fondo, la decomposizione della balena segue una successione generale con diverse ondate di animali spazzini e saprofagi. La carne è rapidamente rimossa da grandi animali, come per esempio squali. I resti, come tessuto adiposo e cartilagine, sono colonizzati più lentamente&amp;nbsp; da organismi che si cibano sia dei resti organici che dal denso tappeto di batteri che si sviluppa su di essi. Dopo alcuni mesi rimangono solo le ossa, anch´esse sono colonizzate da una comunità di specie molto interessante è specializzata per quest'ambiente estremo composta principalmente da batteri, molluschi e policheti. &lt;br /&gt;Gli esempi di grandi balene morte studiate oggigiorno sono abbastanza rari e imprese difficili (al minimo serve un sottomarino), ma il record fossile, soprattutto del Neogene, ha restituito materiale molto interessante e di relativamente facile accesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Già nel &lt;a href="http://geology.gsapubs.org/content/37/9/815.abstract"&gt;2010 una ricerca condotta su scheletri di balena fossile ritrovati nel Pliocene toscano&lt;/a&gt; (per esempio localitá come Ponte a Elsa, Castelfiorentino, Castellarano e Castell' Arquato) ha mostrato che già in passato esisteva una successione di organismi sulle carcasse di balene e questa successione dipendeva in parte dalla profondità in cui giaceva la balena.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;Un´altra &lt;a href="http://www.bioone.org/doi/abs/10.2110/palo.2009.p09-112r"&gt;ricerca pubblicata nello stesso anno&lt;/a&gt; ha descritto su ossa fossili di un giacimento spagnolo degli &lt;a href="http://storiadellageologia.blogspot.com/2011/08/icnologia-italiana.html"&gt;icnofossili&lt;/a&gt; - &lt;i&gt;Trypanites ionasi&lt;/i&gt; - che sono stati attribuita a delle tane di un organismo comparabili al moderno genere di "vermi-mangia ossa"&lt;i&gt; Osedax&lt;/i&gt; (gruppo di animali descritto appena nel 2002 nelle ossa di balena ritrovati sul fondo della baia di Monterey, California). &lt;i&gt;Osedax &lt;/i&gt;e un policheto che non possiede bocca o sistema digerente, ma assorbe sostanze nutritive grazie a delle protuberanze a forma di radice che entrano all´interno delle ossa.&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-e39Gqta9wUw/TrQmRZJ5bNI/AAAAAAAADJo/gZa-ACX_RSs/s1600/MUNIZetal_2010_bone-dwelling-worms.jpg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/-e39Gqta9wUw/TrQmRZJ5bNI/AAAAAAAADJo/gZa-ACX_RSs/s1600/MUNIZetal_2010_bone-dwelling-worms.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;b&gt;Fig.1. &lt;/b&gt;Ricostruzione dell´organismo che ha prodotto l´icnofossile &lt;i&gt;Trypanites ionasi &lt;/i&gt;(immagine da MUNIZ et al. 2010), basandosi sopratutto sull´anatomia del moderno genere&lt;i&gt; Osedax.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;Una &lt;a href="http://www.tandfonline.com/doi/abs/10.1080/08912963.2011.621167"&gt;ricerca pubblicata recentemente nella rivista Historical Biology&lt;/a&gt; ha descritto simili tane su un reperto proveniente dalla Toscana - il primo esempio d'icnofossile di "vermi-mangia ossa" descritto dalla regione dal Mediterraneo, e il terzo esempio in assoluto nel record fossile (a parte il materiale spagnolo esistono resti di ossa con delle tracce ritrovate nei pressi della costa dello stato di Washington).&lt;br /&gt;L´icnofossile, composto di un bulbo all´interno delle ossa, è stato scoperto grazie a delle analisi di ossa con il metodo della tomografia computerizzata eseguite all´University of Leeds e il Natural History Museum in Inghilterra.&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-HVkYz-hzhp0/TrQmfe8nyjI/AAAAAAAADJw/roMH2FCfyy8/s1600/HIGGSetal_2011_Osedax_reconstruction.jpg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/-HVkYz-hzhp0/TrQmfe8nyjI/AAAAAAAADJw/roMH2FCfyy8/s320/HIGGSetal_2011_Osedax_reconstruction.jpg" width="318" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;b&gt;Fig.2. &lt;/b&gt;Scan di tomografia computerizzata con ricostruzione dell´organismo che ha prodotto le tane sulle ossa di balene del Pliocene toscano (HIGGS et al. 2011).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La scoperta è interessante perche amplifica notevolmente l´areale di distribuzione dei vermi mangia-ossa nel passato (6-3 milioni di anni). Inoltre è verosimile secondo i ricercatori che ancora oggi negli abissi del Mediterraneo esistano specie non ancora descritte di questo gruppo di policheti.&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Bibliografia:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ALLISON, P.A.; SMITH, C.R.; KUKERT, H.; DEMING, J.W. &amp;amp; BENNETT, B.A. (1991): &lt;a href="http://www.jstor.org/pss/2400991"&gt;Deep-water taphonomy of vertebrate carcasses: a whale skeleton in the bathyal Santa Catalina Basin.&lt;/a&gt; Paleobiology 17(1): 78-89&lt;br /&gt;DOMINICI, S.; CIOPPI, E.; DANISE, S.; BETOCCHI, U.; GALLAI, G.; TANGOCCI, F.; VALLERI, G. &amp;amp; MONECHI, S. (2009): &lt;a href="http://geology.gsapubs.org/content/37/9/815.abstract"&gt;Mediterranean fossil whale falls and the adaption of molluscs to extreme habitats. &lt;/a&gt;Geology 37(9): 815-818&lt;br /&gt;HIGGS, N.D.; LITTLE, C.T.S.; GLOVER, A.G.; DAHLGREN, T.G.; SMITH, C.R. &amp;amp; DOMINICI, S. (2011): &lt;a href="http://www.tandfonline.com/doi/abs/10.1080/08912963.2011.621167"&gt;Evidence of Osedax worm borings in Pliocene (3 Ma) whale bone from the Mediterranean.&lt;/a&gt; Historical Biology&lt;br /&gt;MUNIZ, F.; DE GIBERT, J.M. &amp;amp; ESPERANTE, R. (2010): &lt;a href="http://www.bioone.org/doi/abs/10.2110/palo.2009.p09-112r"&gt;First trace-fossil evidence of bone-eating worms in Whale carcasses.&lt;/a&gt; Palaios 25: 269-273&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855182813996089758-9002386697231078667?l=paleomammiferi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/feeds/9002386697231078667/comments/default' title='Kommentare zum Post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855182813996089758&amp;postID=9002386697231078667&amp;isPopup=true' title='1 Kommentare'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/9002386697231078667'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/9002386697231078667'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/2011/11/la-toscana-terra-di-balene-e-vermi.html' title='La Toscana: Terra di balene e vermi mangia-ossa'/><author><name>David Bressan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17650115671464472095</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/SvHsFeec3cI/AAAAAAAAAvQ/XOjLs4H7RIw/S220/David_Bressan.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-e39Gqta9wUw/TrQmRZJ5bNI/AAAAAAAADJo/gZa-ACX_RSs/s72-c/MUNIZetal_2010_bone-dwelling-worms.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855182813996089758.post-171991753731439136</id><published>2011-11-03T10:24:00.000-07:00</published><updated>2011-11-03T10:28:25.516-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ultime notizie'/><title type='text'>Cronopio dentiacutus</title><content type='html'>&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;Da sedimenti fluviali del Cretaceo é stata descritta una nuova specie di mammifero mesozoico, &lt;i&gt;Cronopio dentiacutus&lt;/i&gt;, il cui nome fa riferimento ai&lt;i&gt; Cronopio&lt;/i&gt; - creature fantastiche descritte nei saggi dell´autore argentino Julio Cortázar - e una caratteristica peculiare di questi mammiferi driolestidi (una linea evolutiva estinta di mammiferi) - un gruppo di sviluppati canini a forma di sciabola. &lt;i&gt;&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Cronopio&lt;/i&gt; era un insettivoro di piccole dimensioni, con una lunghezza stimata di 10-15cm, che viveva nei pressi di un fiume con sponde ricoperte da una lussureggiante vegetazione. I resti fossili sono stati scoperti nel 2006 sui greti del fiume &lt;i&gt;La Buitrera&lt;/i&gt; nella provincia del Rio Negro&lt;i&gt; &lt;/i&gt;(Patagonia) e comprendono due crani e una mandibola ben conservata - i resti più completi di driolestidi finora studiati.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-mdbXtAWMAkw/TrLMeQEtnbI/AAAAAAAADJg/HE79qoKbMwI/s1600/ROUGIERetal_2011_Cronopio_dentiacutus.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="260" src="http://1.bp.blogspot.com/-mdbXtAWMAkw/TrLMeQEtnbI/AAAAAAAADJg/HE79qoKbMwI/s320/ROUGIERetal_2011_Cronopio_dentiacutus.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;b&gt;&amp;nbsp;Fig.1.&lt;/b&gt; I resti fossili di &lt;i&gt;Cronopio dentiacutus&lt;/i&gt;, immagine tratta&lt;i&gt; da &lt;/i&gt;ROUGIERet al. 2011.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;Questi fossili aiutano anche a colmare una lacuna nel record fossile dei mammiferi. I driolestidi erano conosciuti dall'America settentrionale ed Europa occidentale, i resti sparsi - soprattutto in forma di denti datati al Cretaceo - dal continente sudamericano sembravano indicare che qui si erano sviluppate particolari forme endemiche. I caratteri di &lt;i&gt;Cronopio&lt;/i&gt; mostrano delle affinità con gruppi del Giurassico della Laurasia, ma anche importanti caratteri che si sono sviluppati nell´isolamento dopo la prima separazione del Gondwana dalla Laurasia (&lt;a href="http://cpgeosystems.com/170Marect.jpg"&gt;Giurassico medio&lt;/a&gt;), e in secondo luogo durante la separazione del continente sudamericano e la frammentazione del Gondwana (&lt;a href="http://cpgeosystems.com/090Marect.jpg"&gt;tardo Cretaceo&lt;/a&gt;).&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Bibliografia:&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;ROUGIER, G.W.; APESTEGUIA, S. &amp;amp; GAETANO, L.C. (2011): &lt;a href="http://www.nature.com/nature/journal/v479/n7371/full/nature10591.html"&gt;Highly specialized mammalian skulls from the Late Cretaceous of South America.&lt;/a&gt; Nature 479: 98-102&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855182813996089758-171991753731439136?l=paleomammiferi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/feeds/171991753731439136/comments/default' title='Kommentare zum Post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855182813996089758&amp;postID=171991753731439136&amp;isPopup=true' title='0 Kommentare'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/171991753731439136'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/171991753731439136'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/2011/11/cronopio-dentiacutus.html' title='Cronopio dentiacutus'/><author><name>David Bressan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17650115671464472095</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/SvHsFeec3cI/AAAAAAAAAvQ/XOjLs4H7RIw/S220/David_Bressan.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-mdbXtAWMAkw/TrLMeQEtnbI/AAAAAAAADJg/HE79qoKbMwI/s72-c/ROUGIERetal_2011_Cronopio_dentiacutus.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855182813996089758.post-1156816809551885536</id><published>2011-10-15T10:31:00.000-07:00</published><updated>2011-10-15T10:41:30.223-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Rodentia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Eutheria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ultime notizie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Eocene'/><title type='text'>Le origini dei roditori sudamericani</title><content type='html'>&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;Un'intera carrellata di nuove specie di roditori fossili é stata descritta dal Perù - l´associazione recuperata grazie a delle segnalazioni del geologo Bernhard Kummel nel lontano 1948 comprende i più antichi rappresentanti sudamericani del gruppo &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cavia"&gt;Caviomorpha&lt;/a&gt; - una piccola sensazione.&lt;br /&gt;Kummel aveva menzionato che sulle sponde del fiume Ucayali si possono trovare diversi fossili, i ricercatori sono riusciti a localizzare il sito e nei sedimenti datati a 41 milioni di anni hanno estratto minuscoli denti che sono stati attribuiti a tre nuove specie: &lt;i&gt;Cachiyacuy contamanensis &lt;/i&gt;(il cui nome è basata sulla regione del Contamana), &lt;i&gt;Cachiyacuy kummeli &lt;/i&gt;(dedicata a Kummel) e &lt;i&gt;Canaanimys maquiensis&lt;/i&gt; (per via del sito fossilifero). Inoltre sono stati trovati denti che sembrano rappresentare due generi già descritti nel 2004 dal Perù -&amp;nbsp; &lt;i&gt;Eobranisamys&lt;/i&gt; ed &lt;i&gt;Eospina &lt;/i&gt;- ma di cui mancavano informazione sulla età dei fossili. Il sito ha restituito anche resti fossili di marsupiali, di un armadillo e mammiferi ungulati, resti che però sono troppo frammentati perché siano identificate a livello di specie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La scoperta ha importanti implicazioni per capire l´evoluzione dei roditori sudamericani, che mostrano molte affinità a quelli del continente africano. Basandosi su siti di fossili datati dai 32 ai 30 milioni di anni nel Chile e Patagonia/Argentina si può assumere che questo gruppo sia migrato dall´Africa prima nella parte settentrionale del continente sudamericano e poi abbia colonizzato il resto del Sudamerica.&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-X1vmIRbSW-E/TpnBq7JtI9I/AAAAAAAADHs/82EWD8364ZY/s1600/ANTOINE_2011_Phylogeny_caviomorph.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="238" src="http://1.bp.blogspot.com/-X1vmIRbSW-E/TpnBq7JtI9I/AAAAAAAADHs/82EWD8364ZY/s320/ANTOINE_2011_Phylogeny_caviomorph.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;b&gt;Fig.1.&lt;/b&gt; Filogenia dei roditori asiatici -&amp;nbsp; africani - sudamericani, secondo ANTOINE et al. 2011.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;Resta l´enigma come gli antenati dei moderni roditori sudamericani siano riusciti ad attraversare l´oceano Atlantico (che ha cominciato ad aprirsi nel Triassico, 200 milioni di anni fa). Sono possibili due scenari - una migrazione lunga su terre emerse attraverso l´Africa, l´Europa e l´America settentrionale, o la dispersione casuale d'individui su "zattere" naturali, che hanno solcato l´oceano Atlantico primordiale - una traversata barriera - ma che a quei tempi non era ampio come nei giorni nostri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Bibliografia:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ANTOINE, P.-O. et al. (2011): &lt;a href="http://rspb.royalsocietypublishing.org/content/early/2011/10/08/rspb.2011.1732.full.pdf+html"&gt;Middle Eocene rodents from Peruvian Amazonia reveal the pattern and timing of caviomorph origins and biogeography.&lt;/a&gt; Proceedings of The Royal Society: 1-8&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855182813996089758-1156816809551885536?l=paleomammiferi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/feeds/1156816809551885536/comments/default' title='Kommentare zum Post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855182813996089758&amp;postID=1156816809551885536&amp;isPopup=true' title='0 Kommentare'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/1156816809551885536'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/1156816809551885536'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/2011/10/le-origini-dei-roditori-sudamericani.html' title='Le origini dei roditori sudamericani'/><author><name>David Bressan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17650115671464472095</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/SvHsFeec3cI/AAAAAAAAAvQ/XOjLs4H7RIw/S220/David_Bressan.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-X1vmIRbSW-E/TpnBq7JtI9I/AAAAAAAADHs/82EWD8364ZY/s72-c/ANTOINE_2011_Phylogeny_caviomorph.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855182813996089758.post-2461047563018973769</id><published>2011-09-07T11:51:00.000-07:00</published><updated>2011-09-07T11:53:17.169-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Olocene'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Metatheria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Estinzione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ultime notizie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Carnivora'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Criptozoologia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storia e Cultura'/><title type='text'>L´ultimo tilacino</title><content type='html'>&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&amp;nbsp;Riassunto dell´articolo originale pubblicato su Scientific American&lt;br /&gt;" &lt;a href="http://blogs.scientificamerican.com/history-of-geology/2011/09/07/september-7-1936-the-last-thylacine/"&gt;September 7, 1936: The last Thylacine&lt;/a&gt;" &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Il 7 settembre del 1936 muore nello zoo di Hobart l´ultimo esemplare accertato di tilacino (&lt;i&gt;Thylacinus cynocephalus&lt;/i&gt;), grande predatore marsupiale endemico dell´isola di Tasmania. Leggende metropolitane gli attribuiscono il nome di Benjamin (non esiste nessun documento scritto che confermi una denominazione dell´animale, neanche il sesso è accertato) e che mori di depressione. Cinquanta anni dopo la specie fu ufficialmente dichiarata estinta e il 7 settembre è tuttora ricordato in Australia come "National Threatened Species Day".&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Le cause principali dell´estinzione del tilacino sono moltipliche: una popolazione isolata e di numero limitato, la caccia, la distruzione dell'habitat naturale e concorrenza con altri predatori sull´isola.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-VVXaMIieUYY/Tme59PA_G5I/AAAAAAAADGE/agKVwlBdcAs/s1600/BURRELL_1921_Thylacine_chicken.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="166" src="http://1.bp.blogspot.com/-VVXaMIieUYY/Tme59PA_G5I/AAAAAAAADGE/agKVwlBdcAs/s320/BURRELL_1921_Thylacine_chicken.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;b&gt;Fig.1.&lt;/b&gt; Una fotografia del 1921 mostra il tilacino come predatore feroce e abituale di pecore e polli, in verità questo suo ruolo è disputabile.&amp;nbsp; Cronache del tempo da parte di naturalisti parlano del tilacino come un predatore (al massimo) occasionale. &lt;a href="http://paleomammiferi.blogspot.com/2011/09/giustizia-tardiva-per-il-tilacino.html"&gt;Una ricerca pubblicata di recente &lt;/a&gt;conferma che l´animale si era evoluto per cacciare prede più piccole della sua mole. Sta di fatto che l´ultimo esemplare ucciso nel maggio 1930 fu ucciso in un pollaio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;L´estinzione é rapida: Nel 1888 il governo locale promette una ricompensa di 1£ per ogni adulto abbattuto. All´inizio del XX secolo gli esemplari uccisi e le ricompense pagate diminuiscono nel corso di pochi anni, probabile segno che la popolazione stava collassando.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-yhHPPsrAEb4/Tme6Ci9DVEI/AAAAAAAADGI/ThsKPPtKqTs/s1600/GUILER_1985_Thylacine_bounty.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="269" src="http://1.bp.blogspot.com/-yhHPPsrAEb4/Tme6Ci9DVEI/AAAAAAAADGI/ThsKPPtKqTs/s320/GUILER_1985_Thylacine_bounty.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;b&gt;Fig.2.&lt;/b&gt; Ricompense per tilacini abbattuti pagate dal 1888 al 1912, dati tratti da GUILER 1985.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Nel 2008 il tilacino è ritornato - almeno in parte: DNA estratto da tessuti conservati in musei è stato introdotto in cellule di topo. Nell´embrione che si è sviluppato alcuni geni responsabili per il tessuto delle ossa si sono effettivamente attivati.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Comunque voci ottimistiche e sensazionali che parlavano di una resuscitazione di un esemplare clonato di tilacino entro il 2010 sono state smentite dal tempo e le difficoltà tecnologiche -&amp;nbsp;&amp;nbsp; il progetto è stato abbandonato.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Bibliografia:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;GUILER, E.R. (1985): Thylacine: The Tragedy of the Tasmanian Tiger, Melbourne. Oxford University Press: 23-29&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;OLSEN, P. (2010): Upside Down World: Early European Impressions of Australia's Curious Animals. National Library of Australia: 240&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;OWEN, D. (2003): Thylacine - The tragic tale of the Tasmanian Tiger. Allen &amp;amp; Unwin: 228&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855182813996089758-2461047563018973769?l=paleomammiferi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/feeds/2461047563018973769/comments/default' title='Kommentare zum Post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855182813996089758&amp;postID=2461047563018973769&amp;isPopup=true' title='0 Kommentare'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/2461047563018973769'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/2461047563018973769'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/2011/09/lultimo-tilacino.html' title='L´ultimo tilacino'/><author><name>David Bressan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17650115671464472095</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/SvHsFeec3cI/AAAAAAAAAvQ/XOjLs4H7RIw/S220/David_Bressan.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-VVXaMIieUYY/Tme59PA_G5I/AAAAAAAADGE/agKVwlBdcAs/s72-c/BURRELL_1921_Thylacine_chicken.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855182813996089758.post-6619740483815885264</id><published>2011-09-05T11:09:00.000-07:00</published><updated>2011-09-05T11:11:10.294-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ultime notizie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pubblicazioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pliocene'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pleistocene'/><title type='text'>Coelodonta thibetana e Megafauna</title><content type='html'>&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Una nuova specie di rinoceronte fossile descritta nella rivista Science aiuterà a ricostruire la storia evolutiva della Megafauna del Pleistocene. Molti caratteristici animali della tundra dell´era glaciale, tra cui il rinoceronte lanoso, il mammut o il cervo gigante, sono stati considerati specie autoctone dell´Eurasia, evolutosi in risposta ai cambiamenti climatici durante il Pleistocene. &lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;I resti fossiliferi della nuova specie &lt;i&gt;Coelodonta thibetana&lt;/i&gt; sono stati scoperti nel 2007 in sedimenti Pliocenici (ca. 3,7 milioni di anni) del bacino di Zanda sull'altopiano Tibetano. Il cranio di questa specie mostra alcune particolarità che sono state associate a una vita in ambienti freddi e con precipitazioni nevose. &lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;- I molari hanno una corona alta, adatti a una dieta a base di piante dure come l´erba che caratterizza le steppe asiatiche.&lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;- La base del (falso) corno del rinoceronte è appiattita e il corno stesso probabilmente era curvato in avanti e si espandeva sopra il muso. Questa particolare struttura potrebbe essere stata usata come una pala per liberare il suolo dalla neve - un simile carattere è conosciuto dalla specie Pleistocenica (ca. 2 milioni di anni) di &lt;i&gt;Coleodonta antiquitatis&lt;/i&gt;, il comune rinoceronte lanoso dell'iconografia sull´era glaciale.&lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;Questi caratteri erano in principio un adattamento a una vita nella steppa dell´altopiano, che si rivelarono favorevoli durante il raffreddamento del clima globale. Dall´altopiano il genere &lt;i&gt;Coleodonta&lt;/i&gt; si diffuse verso la regione dell´odierna China con la specie &lt;i&gt;Coelodonta nihowanensi&lt;/i&gt;,&amp;nbsp; verso la Siberia&amp;nbsp; con la specie &lt;i&gt;Coelodontia tologoijensis &lt;/i&gt;e verso l´Asia e l´Europa con la specie &lt;i&gt;Coleodonta antiquitatis.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-AGe4_lYcYUw/TmUJxwMVo7I/AAAAAAAADGA/ZEFYJOC2d98/s1600/DENGetal_2011_Coelodonta_thibetana+.jpg" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="230" src="http://3.bp.blogspot.com/-AGe4_lYcYUw/TmUJxwMVo7I/AAAAAAAADGA/ZEFYJOC2d98/s320/DENGetal_2011_Coelodonta_thibetana+.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;&lt;b style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Fig.1.&lt;/b&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt; Distribuzione geografica delle specie di &lt;i&gt;Coelodonta&lt;/i&gt; secondo &lt;a href="http://www.physorg.com/news/2011-09-important-woolly-rhino-fossil.html"&gt;DENG&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;L´associazione fossilifera a cui appartiene &lt;i&gt;C. thibetana&lt;/i&gt; include più di 23 specie di mammiferi, tra cui alcune relative a delle moderne specie, come la&amp;nbsp; pecora azzurra nana (&lt;i&gt;Pseudois schaeferi&lt;/i&gt;), il leopardo delle nevi (&lt;i&gt;Panthera uncia&lt;/i&gt;), l'antilope tibetana (&lt;i&gt;Pantholops hodgsonii&lt;/i&gt;) e il tasso (&lt;i&gt;Meles sp.&lt;/i&gt;), ma anche specie estinte come &lt;i&gt;Hipparion&lt;/i&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Un'associazione interessante, che include specie associate a steppe asciutte e fredde a specie di montagna e di distribuzione generale. La fauna della tundra pleistocenica probabilmente era un'associazione unica, che comprendeva animali che oggi troviamo nella tundra artica (fredda e umida) e altre specie adatte a un clima di steppa (fredda e secca). Durante il raffreddamento globale del Pleistocene questi due ecosistemi si avvicinarono geograficamente, e con essi le loro specie caratteristiche che formarono un'unica, oggi estinta, fauna.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Bibliografia:&lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;DENG, T.; WANG, X.; FORTELIUS, M.; LI, Q.; WANG, Y.; TSENG, Z.J.; TAKEUCHI, G.T.; SAYLOR, J.E.; SÄILÄ, L.K. &amp;amp; XIE G. (2011):&amp;nbsp; &lt;a href="http://www.sciencemag.org/content/333/6047/1285.abstract"&gt;Out of Tibet: Pliocene Woolly Rhino Suggests High-Plateau Origin of Ice Age Megaherbivores.&lt;/a&gt; Science Vol.333 (6047): 1285-1288&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855182813996089758-6619740483815885264?l=paleomammiferi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/feeds/6619740483815885264/comments/default' title='Kommentare zum Post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855182813996089758&amp;postID=6619740483815885264&amp;isPopup=true' title='0 Kommentare'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/6619740483815885264'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/6619740483815885264'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/2011/09/coelodonta-thibetana-e-megafauna.html' title='Coelodonta thibetana e Megafauna'/><author><name>David Bressan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17650115671464472095</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/SvHsFeec3cI/AAAAAAAAAvQ/XOjLs4H7RIw/S220/David_Bressan.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-AGe4_lYcYUw/TmUJxwMVo7I/AAAAAAAADGA/ZEFYJOC2d98/s72-c/DENGetal_2011_Coelodonta_thibetana+.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855182813996089758.post-5435105741348243640</id><published>2011-09-01T12:05:00.000-07:00</published><updated>2011-09-07T11:28:25.415-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Metatheria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Estinzione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ultime notizie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pubblicazioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Anatomia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Carnivora'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Criptozoologia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storia e Cultura'/><title type='text'>Giustizia tardiva per il Tilacino</title><content type='html'>&lt;i&gt;"Alcuni dei pastori affermano che uno di questi animali uccide centinaia di pecore in un tempo molto breve, ed esistono …[]… notizie che uomini sono stati attaccati da loro ... []"&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Gerard Krefft, 1871.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;"Il tilacino uccide le pecore, ma limita il suo attacco a una alla volta, ed è quindi in nessun modo distruttivo come un gruppo di cani domestici diventati selvatici o come il Dingo dell'Australia, che causano distruzione in una singola notte. Alte ricompense sono state tuttavia sempre date ai proprietari di pecore per la loro uccisione e dato che oggigiorno ogni pezzo di terra è occupato, è probabile che in alcuni anni quest'animale, talmente interessante per lo zoologo, si estinguerà; e ora estremamente raro, anche nei luoghi più remoti&amp;nbsp; e meno frequentati dell´isola."&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;John West, 1850.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-IigVj7XnWk0/Tl_Wek0W0TI/AAAAAAAADF0/LVMU-fGpXTs/s1600/Joseph_Matias_Wolf_1861_Thylacine.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="281" src="http://2.bp.blogspot.com/-IigVj7XnWk0/Tl_Wek0W0TI/AAAAAAAADF0/LVMU-fGpXTs/s320/Joseph_Matias_Wolf_1861_Thylacine.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Fig.1. &lt;a href="http://books.google.at/books?id=ThCrKAAxniUC&amp;amp;pg=PA30&amp;amp;dq=Thylacine&amp;amp;hl=de&amp;amp;ei=2CFxTceRJIGt8gOB_KCvCA&amp;amp;sa=X&amp;amp;oi=book_result&amp;amp;ct=result&amp;amp;resnum=3&amp;amp;ved=0CDIQ6AEwAjgU#v=onepage&amp;amp;q=Thylacine&amp;amp;f=false"&gt;Il Tilacino, in una raffigurazione da parte di Joseph Matias Wolf del 1861&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;Il Tilacino (T&lt;i&gt;hylacinus cynocephalus&lt;/i&gt;) era conosciuto durante il XIX secolo sotto vari nomi ai coloni dell´isola di Tasmania: lupo marsupiale, lupo-zebra, iena-opossum, tigre-bulldog, tigre marsupiale, pantera o Dingo della Tasmania - nomi che enfatizzano che l´animale era considerato un pericoloso predatore - soprattutto di pecore, animali importati che costituivano la base dell´economia dell´isola.&lt;br /&gt;Il primo tilacino avvistato dai esploratori europei fu descritto nel 1792 da un marinaio come un "&lt;i&gt;grande cane, di colore bianco e nero e apparenza di bestia feroce&lt;/i&gt;". Il primo esemplare ucciso risale a marzo 1805. Ritenuto animale nocivo e pericoloso, fu cacciato senza tregua fino alla seconda meta del XIX / inizo XX secolo, quando i numeri degli animali abbattuti e le taglie pagate diminuirono notevolmente, indicando che la popolazione stava collassando. L´ultimo esemplare confermato morirà il 7 settembre del 1936 nello zoo di Hobart.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;Una nuova ricerca (ATTARD et al. 2011) sembra confermare le - al tempo inutili - avvertenze di West che il Tilacino non era un predatore abituale di pecore. La mandibola del muso allungato si poteva aprire con un angolo massimo di 120 gradi - impressionante - ma la struttura era inadatta e troppo debole per attaccare grandi prede. Basandosi su modelli di biomeccanica i ricercatori hanno simulato le forze esercitate sul cranio di Tilacino durante i movimenti di predazione e masticazione. Secondo i risultati ottenuti il Tilacino con il suo cranio allungato e fragile si era adattato per catturare prede piccole e veloci, come specie di opossum o piccole specie di canguro (di cui resti furono ritrovati nel primo esemplare ucciso).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;La ricerca potrebbe anche spiegare l´estinzione "improvvisa" del Tilacino nella seconda meta del XIX secolo. Il Tilacino era specie già rara quando la Tasmania fu colonizzata all´inizio del secolo (alcune stime parlano di una populazione di 5.000 individui), la caccia indiscriminata impattó ulteriormente su di una popolazione già ridotta. Il crollo netto nei numeri degli esemplari uccisi (almeno 2.000) nella seconda meta del XIX secolo fu imputato in parte a un'epidemia che colpiva gli animali superstiti, fortemente indeboliti nel loro sistema immunitario da una diminuzione drastica della loro variabilità genetica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;Sulla base dei nuovi risultati e la dieta specializzata del Tilacino si può ipotizzare che anche senza caccia la distruzione dell'habitat e la conseguente diminuzione dell´areale della specie erano sufficienti per portare questo animale all´orlo dell´estinzione. Incapace di adattarsi a nuove prede, in forte concorrenza con altri grandi predatori, come il Diavolo della Tasmania, con una popolazione debole, il Tilacino si estinse nell´arco di pochi decenni, &lt;a href="http://www.wherelightmeetsdark.com/index.php?module=pagemaster&amp;amp;PAGE_user_op=view_page&amp;amp;PAGE_id=18"&gt;anche se alcuni criptozoologi non vogliono far morire la speranza&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: center;"&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="345" src="http://www.youtube.com/embed/6vqCCI1ZF7o" width="420"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Bibliografia:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;ATTARD, M.R.G.; CHAMOLI, U.; FERRARA, T.L.; ROGERS, T.L. &amp;amp; WROE. (2011): &lt;a href="http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/j.1469-7998.2011.00844.x/abstract"&gt;Skull mechanics and implications for feeding behaviour in a large marsupial carnivore guild: the thylacine, Tasmanian devil and spotted-tailed quoll.&lt;/a&gt; Journal of Zoology: 1-9&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855182813996089758-5435105741348243640?l=paleomammiferi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/feeds/5435105741348243640/comments/default' title='Kommentare zum Post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855182813996089758&amp;postID=5435105741348243640&amp;isPopup=true' title='0 Kommentare'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/5435105741348243640'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/5435105741348243640'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/2011/09/giustizia-tardiva-per-il-tilacino.html' title='Giustizia tardiva per il Tilacino'/><author><name>David Bressan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17650115671464472095</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/SvHsFeec3cI/AAAAAAAAAvQ/XOjLs4H7RIw/S220/David_Bressan.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-IigVj7XnWk0/Tl_Wek0W0TI/AAAAAAAADF0/LVMU-fGpXTs/s72-c/Joseph_Matias_Wolf_1861_Thylacine.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855182813996089758.post-1460241632524178194</id><published>2011-08-31T10:15:00.000-07:00</published><updated>2011-08-31T13:02:27.085-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Metatheria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Eutheria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ultime notizie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pubblicazioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Anatomia'/><title type='text'>Juramaia sinensis: fossile aiuta a colmare lacuna evoluzionistica</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Uno scheletro incompleto ritrovato nella provincia di Liaoning (nord est China) potrebbe rivelarsi un importante tassello per comprendere meglio l´evoluzione dei mammiferi durante il Mesozoico.  &lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Juramaia sinensis&lt;/span&gt; -la "&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Madre Giurassica dalla China&lt;/span&gt;" - è stata descritta dal paleontologo specializzato in mammiferi Zhe-Xi Luo e il suo gruppo di lavoro in un articolo pubblicato recentemente nella rivista "Nature".&lt;br /&gt;L´animale si è conservato in argille della formazione di Tiaojishan, il fossile comprende un cranio incompleto e parte anteriore dello scheletro, la roccia conserva anche impronte di parti molle come per esempio la pelliccia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div  style=" text-align: justify;font-family:arial;"&gt;Basandosi sulla morfologia delle ossa degli arti conservati e soprattutto dei denti i ricercatori hanno proposto che il piccolo animale possa essere imparentato con i moderni mammiferi placentali, spostando l´avvento di questo gruppo di almeno trentacinque milioni di anni.&lt;br /&gt;Basandosi su cronologie molecolari la diversificazione tra i mammiferi marsupiali e placentali fu postulata a circa 160 milioni di anni fa, ma il mammifero placentale più antico conosciuto finora era la specie &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Eomaia scansoria&lt;/span&gt; (descritta nel 2002 dalla formazione di Yixian) datata ad appena 125 milioni di anni fa. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Juramaia&lt;/span&gt; ora ha aiutato a colmare questa lacuna.&lt;br /&gt;Il fossile chiarisce anche un altro aspetto importante dell´evoluzione negli antichi mammiferi: Gli arti conservati di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Juramaia&lt;/span&gt; mostrano primi adattamenti a una vita arboricola, stile di vita che nei mammiferi placentali del Mesozoico avrà un grande successo evolutivo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-dBLnqAh4uOU/Tl5shRhGjBI/AAAAAAAADFo/ETPEBh_XloY/s1600/LUOetal_2011_Juramaia_skeletal_reconstruction.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 336px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-dBLnqAh4uOU/Tl5shRhGjBI/AAAAAAAADFo/ETPEBh_XloY/s400/LUOetal_2011_Juramaia_skeletal_reconstruction.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5647070301662907410" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-TRUDCxRFH9Q/Tl5smdxkb4I/AAAAAAAADFw/f6zRxOoKxik/s1600/MARK_2011_Juramaia_life_reconstruction.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 309px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-TRUDCxRFH9Q/Tl5smdxkb4I/AAAAAAAADFw/f6zRxOoKxik/s400/MARK_2011_Juramaia_life_reconstruction.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5647070390852546434" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fig.1.&lt;/span&gt; Fossile e ricostruzione dello scheletro e aspetto di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Juramaia sinensis&lt;/span&gt; eseguita da Mark A. Klingler del &lt;a href="http://www.carnegiemnh.org/press/11-jul-sep/082511fossil.htm"&gt;Carnegie Museum of Natural History&lt;/a&gt;. Questo mammifero del Giurassico era di piccole dimensioni, il cranio preservato é lungo appena 22 millimetri (la lunghezza completa é sconosciuta per via delle parti mancanti). Dalla dentatura si presuppone che l´animale si cibava d'insetti e piccoli invertebrati, gli arti sono adatti per una vita arboricola e attiva (da &lt;a href="http://www.nature.com/nature/journal/v476/n7361/fig_tab/nature10291_F1.html"&gt;LUO et al. 2011&lt;/a&gt;).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-lVEnfYDrwNM/Tl5sbdijZCI/AAAAAAAADFg/ZFqqeKvTppI/s1600/LUOetal_2011_Juramaia_phylogeny.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 307px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-lVEnfYDrwNM/Tl5sbdijZCI/AAAAAAAADFg/ZFqqeKvTppI/s400/LUOetal_2011_Juramaia_phylogeny.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5647070201811002402" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fig.2. &lt;/span&gt;Ricostruzione della filogenia dei maggiori gruppi di mammiferi, basandosi sulla &lt;a href="http://www.nature.com/nature/journal/v476/n7361/fig_tab/nature10291_F2.html"&gt;morfologia dei molari&lt;/a&gt; (che mostrano una cresta per la masticazione basale molto ampia a differenza dei mammiferi Metateri) &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Juramaia&lt;/span&gt; è stata collocata alla base dei mammiferi Euteri (da &lt;a href="http://www.nature.com/nature/journal/v476/n7361/fig_tab/nature10291_F3.html"&gt;LUO et al.2011&lt;/a&gt;).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Bibliografia:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;LUO, Z.-X., YUAN, C.-X., MENG, Q.J. &amp;amp; JI, Q. (2011): &lt;a href="http://www.nature.com/nature/journal/v476/n7361/full/nature10291.html"&gt;A Jurassic eutherian mammal and divergence of marsupials and placentals.&lt;/a&gt; Nature 476: 442-445&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855182813996089758-1460241632524178194?l=paleomammiferi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/feeds/1460241632524178194/comments/default' title='Kommentare zum Post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855182813996089758&amp;postID=1460241632524178194&amp;isPopup=true' title='0 Kommentare'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/1460241632524178194'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/1460241632524178194'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/2011/08/juramaia-sinesi-fossile-aiuta-colmare.html' title='Juramaia sinensis: fossile aiuta a colmare lacuna evoluzionistica'/><author><name>David Bressan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17650115671464472095</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/SvHsFeec3cI/AAAAAAAAAvQ/XOjLs4H7RIw/S220/David_Bressan.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-dBLnqAh4uOU/Tl5shRhGjBI/AAAAAAAADFo/ETPEBh_XloY/s72-c/LUOetal_2011_Juramaia_skeletal_reconstruction.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855182813996089758.post-2995763991768114963</id><published>2011-06-22T13:11:00.000-07:00</published><updated>2011-06-22T13:12:15.219-07:00</updated><title type='text'>Le scienze della terra nelle notizie: tra balena-volpe e il Tyrannosaurus che si é mangiato le cervella</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: arial;"&gt;Nonostante il dato di fatto che le  scienze geologiche a paleontologiche dovrebbero svolgere un ruolo  importante nella nostra società - ricordiamo l´effetto devastante dei  terremoti su scala globale, su scala piú locale l´impatto di frane,  oppure i ripetuti tentativi del creazionismo italiano di spacciarsi come  scienza e di interpretare catastrofi naturali come giudizio divino.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;La  realtá mediatica é purtroppo spesso molto diversa - le notizie vengono  riportate come un miscuglio di ignoranza, mancato interesse e malintesi,  oppure adattate per promuovere scopi propri o politici. &lt;a href="http://storiadellageologia.blogspot.com/2011/06/le-scienze-della-terra-nelle-notizie.html"&gt;Leggi qui...&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855182813996089758-2995763991768114963?l=paleomammiferi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/feeds/2995763991768114963/comments/default' title='Kommentare zum Post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855182813996089758&amp;postID=2995763991768114963&amp;isPopup=true' title='0 Kommentare'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/2995763991768114963'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/2995763991768114963'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/2011/06/le-scienze-della-terra-nelle-notizie.html' title='Le scienze della terra nelle notizie: tra balena-volpe e il Tyrannosaurus che si é mangiato le cervella'/><author><name>David Bressan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17650115671464472095</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/SvHsFeec3cI/AAAAAAAAAvQ/XOjLs4H7RIw/S220/David_Bressan.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855182813996089758.post-2167061711422113305</id><published>2011-02-19T08:35:00.000-08:00</published><updated>2011-02-19T08:43:45.997-08:00</updated><title type='text'>Il spirito dell´armadillo</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Un gruppo di ricercatori ha descrito il resto piú antico finora conosciuto di un genere di armadillo, la scoperta é avvenuta in materiale ritrovato 30 anni fa durante una spedizione in Bolivia e depositato nel museo di scienze naturali di Parigi.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;La storia evolutiva del moderno ordine degli xenartri é ancora poco compresa, secondo l´analisi del DNA delle specie moderne la specifica sottofamiglia dei Tolypeutinae, a cui é stata attribuita la nuova specie fossile, si é separata dalle altre famiglie circa 26 milioni di anni fa, ma finora i resti fossili conosciuti raggiungevano al massimo una etá di 12 ai 14 milioni di anni.&lt;br /&gt;All´appello mancavano 15 milioni di anni della storia evolutiva del gruppo, una sorta di linea fantasma che &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;collegava i rari fossili all´ultimo comune antenato degli armadilli rilevato dalla genetica. Questa mistero ha anche suggerito il nome per il nuovo genere e specie che con 26 milioni di anni raggiunge l´eta sostenuta dai dati genetici - &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Kuntinaru&lt;/span&gt;, che nel dialetto di Aymara, una lingua nativa delle Ande boliviani, significa "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Spirito&lt;/span&gt;".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-xEYujWeEVuI/TV_xjU_rOjI/AAAAAAAAChY/o1iwM84mMeM/s1600/BILLETetal_2011_Kuntinaru.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 371px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-xEYujWeEVuI/TV_xjU_rOjI/AAAAAAAAChY/o1iwM84mMeM/s400/BILLETetal_2011_Kuntinaru.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5575440452941462066" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fig.1.&lt;/span&gt; I resti fossili di &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:85%;"  &gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Kuntinaru boliviensis gen and sp. nov., &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;ricoverati 30 anni fa ma riconosciuti importanti solo di recente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style=";font-family:arial;font-size:85%;"  &gt;Bibliografia:&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style=";font-family:arial;font-size:85%;"  &gt;BILLET, G.; HAUTIER, L.;MUIZON, de C. &amp;amp; VALENTIN, X. (2011): &lt;a href="http://rspb.royalsocietypublishing.org/content/early/2011/01/29/rspb.2010.2443.abstract"&gt;Oldest cingulate skulls provide congruence between morphological and molecular scenarios of armadillo evolution.&lt;/a&gt; Proc. R. Soc. B published online 2 February 2011:doi: 10.1098/rspb.2010.2443&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855182813996089758-2167061711422113305?l=paleomammiferi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/feeds/2167061711422113305/comments/default' title='Kommentare zum Post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855182813996089758&amp;postID=2167061711422113305&amp;isPopup=true' title='0 Kommentare'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/2167061711422113305'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/2167061711422113305'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/2011/02/il-spirito-dellarmadillo.html' title='Il spirito dell´armadillo'/><author><name>David Bressan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17650115671464472095</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/SvHsFeec3cI/AAAAAAAAAvQ/XOjLs4H7RIw/S220/David_Bressan.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-xEYujWeEVuI/TV_xjU_rOjI/AAAAAAAAChY/o1iwM84mMeM/s72-c/BILLETetal_2011_Kuntinaru.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855182813996089758.post-7690749315859583463</id><published>2010-12-28T09:28:00.000-08:00</published><updated>2010-12-29T02:57:09.492-08:00</updated><title type='text'>Homo sapiens da quando?</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Secondo il modello in vigore la nostra specie &lt;span style="font-style: italic;"&gt;H. sapiens &lt;/span&gt;si sviluppó in Africa circa 200.000 anni fa e solo 100.000 anni fa  lascio questo continente per diffondersi nell´Asia (la teoria dell´"Out of Africa").&lt;br /&gt;Una scoperta nei sedimenti, datati a 200.000-400.000 anni, della caverna di Qesem in Israele ora potrebbe riscrivere questa ricostruzione.&lt;br /&gt;Secondo la ricerca pubblicata nel "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Am&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;erican Journal of Physical Anthropology&lt;/span&gt;" otto denti fossili recuperati dai sedimenti sono molto simili ai caratteri morfologici dei fossili di Skhul/Qafzeh, considerati  le piú antiche testimonianze di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;H. sapiens&lt;/span&gt; (ca. 110.000 anni, Israele) al di fuori del continente africano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/TRoe_VWXFAI/AAAAAAAACVc/uqcV_JxidFk/s1600/HERSHKOVITZ_2010_01.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 266px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/TRoe_VWXFAI/AAAAAAAACVc/uqcV_JxidFk/s400/HERSHKOVITZ_2010_01.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5555787163726451714" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fig.1.&lt;/span&gt; Vista di alcuni dei denti recuperati nella caverna di &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:85%;"  &gt;Qesem, datati a 200.000-400.000 anni. La loro attribuzione a &lt;span style="font-style: italic;"&gt;H. sapiens&lt;/span&gt; al momento é dubbia, se confermata sarebbero i reperti piú antichi della nostra specie al di fuori dell´Africa (immagine da &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:85%;"  &gt;HERSHKOVITZ et al. 2010).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/TRoevROI5UI/AAAAAAAACVU/AllT9gn9GDM/s1600/HERSHKOVITZ_2010_02.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 266px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/TRoevROI5UI/AAAAAAAACVU/AllT9gn9GDM/s400/HERSHKOVITZ_2010_02.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5555786887740319042" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:85%;"  &gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fig.2.&lt;/span&gt; Vista della zona di scavi nella caverna di Qesem, nei pressi di Ha'ayin, ovest di Tel Aviv (Israele) (immagine da AP).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Se confermato, questo potrebbe significare che l´uomo moderno si é sviluppato probabilmente nel Medio Oriente, anziche Africa, prima di quanto si abbia pensato.&lt;br /&gt;Comunque altri esperti,  e gli autori stessi della ricerca, sono molto cauti - in alternativa  é possibile che i denti siano appartenuti alla linea evolutiva dell´uomo di Neandertal, che si é separata 700.000 anni fa da progenitori di  &lt;span style="font-style: italic;"&gt;H. sapiens &lt;/span&gt;e i cui rappresentanti lascarono l´Africa anche prima. I denti recuperati non bastano per chiarire la questione, i ricercatori ora sperano di recuperare ulteriori fossili dai sedimenti per chiarire definitivamente l´appartenenza di specie.&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Bibliografia:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:85%;"  &gt;HERSHKOVITZ, I. et al. (2010): &lt;a href="http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/ajpa.21446/abstract"&gt;Middle pleistocene dental remains from Qesem Cave (Israel).&lt;/a&gt; American Journal of Physical Anthropology. Article first published online: 23 DEC 2010 DOI: 10.1002/ajpa.21446&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855182813996089758-7690749315859583463?l=paleomammiferi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/feeds/7690749315859583463/comments/default' title='Kommentare zum Post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855182813996089758&amp;postID=7690749315859583463&amp;isPopup=true' title='0 Kommentare'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/7690749315859583463'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/7690749315859583463'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/12/homo-sapiens-da-quando.html' title='Homo sapiens da quando?'/><author><name>David Bressan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17650115671464472095</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/SvHsFeec3cI/AAAAAAAAAvQ/XOjLs4H7RIw/S220/David_Bressan.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/TRoe_VWXFAI/AAAAAAAACVc/uqcV_JxidFk/s72-c/HERSHKOVITZ_2010_01.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855182813996089758.post-5941698584132606887</id><published>2010-12-22T12:00:00.000-08:00</published><updated>2010-12-22T12:17:23.649-08:00</updated><title type='text'>Novità sugli Ominidi di Denisova</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:100%;"  &gt;L´&lt;a href="http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/03/ominidi-di-denisova.html"&gt;annuncio nel febbraio 2010&lt;/a&gt; di  DNA mitocondriale ricavato da un osso fossile dalla Siberia era intrigante: la serie di nucleotidi non coincideva con nessuna delle specie di ominidi che si riteneva popolavano la zona 30.000 anni fa - &lt;span style="font-style: italic;"&gt;H. sapiens&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;H. neanderthalensis.&lt;/span&gt; &lt;/span&gt; &lt;span style=";font-family:arial;font-size:100%;"  &gt;&lt;br /&gt;Dopo i primi risultati si ha proseguito nella ricerca, cercando di ricavare materile genetico del nucleo delle cellule dallo stesso reperto. I ricercatori sono rimasti piacevolmente sorpresi, il materiale recuperato era estremenente puro, 70% del DNA (a differenze di una media di pochi percentili in casi analoghi) puó essere attribuito all´ominidi di Denisova.&lt;br /&gt;Gr&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:100%;"  &gt;azie al materiale genetico si ha potuto avvalorare l´ipotesi che il nuovo ominide rappresenta un ceppo distinto che si é separato da un progenitore comune con l´uomo di Neandertal circa 300.000 anni fa.&lt;br /&gt;Inoltre paragonando la sequenza di DNA con dati dell´uomo moderno, si ha riscontrato somiglianze con popolazioni indigeni della Papua-Nuova Guinea - Indonesia.&lt;br /&gt;Il modello sviluppato su questi dati assume che l´ominide di Denisova si sia&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:100%;"  &gt; sviluppato prima nell´Asia centrale da un ominidi migrato dall´Africa. Qui due linee evolutive si sono separate - una ha portata all´uomo di Neandertal che si é concentrato sopratutto nell´Asia occidentale e Europa, l´altra linea evolutiva col tempo si é spostata verso oriente. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;La ricerca del DNA ha rilevato un ulteriore reperto fossile attribuito al nuovo ceppo umano, un grande molare, possibilmente di un ominide maschio, ha mostrato una sequenza genetica molto simile a quella del osso di falange esaminato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S6zHggpt4KI/AAAAAAAABHQ/diNYvPedOBs/s1600/KRAUSEetal_2010_Denisova.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 368px; height: 231px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S6zHggpt4KI/AAAAAAAABHQ/diNYvPedOBs/s1600/KRAUSEetal_2010_Denisova.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fig.1.&lt;/span&gt; Albero filogenetico del DNA mitocondriale analizzato (cliccare sull´immagine per un ingrandimento), in colore grigio i 54 rappresentanti di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;H. sapiens &lt;/span&gt;moderno (di cui un individuo fossile), in blu i 6 individui di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;H. neanderthalensis&lt;/span&gt; e in rosso l'ominide di Denisova, sul lato destro la provenienza geografica del materiale analizzato (da KRAUSE et al. 2010). N.B.: Le immagini sono riprese dalla pubblicazione in risoluzione minore per soli scopi di discussione e didattica.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Bibliografia:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;REICH. D. GREEN, R.E.; KIRCHER, M.; KRAUSE, J.; PATTERSON, N. et al. (2010): G&lt;a href="http://www.nature.com/nature/journal/v468/n7327/abs/nature09710.html"&gt;enetic history of an archaic hominin group from Denisova Cave in Siberia.&lt;/a&gt; Nature 468: 1053-1060&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;KRAUSE et al. (2010): The complete mitochondrial DNA genome of an unknown hominin from southern Siberia. Nature online publication 24 March 2010: doi:10.1038/nature08976&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855182813996089758-5941698584132606887?l=paleomammiferi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/feeds/5941698584132606887/comments/default' title='Kommentare zum Post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855182813996089758&amp;postID=5941698584132606887&amp;isPopup=true' title='0 Kommentare'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/5941698584132606887'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/5941698584132606887'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/12/novita-sugli-ominidi-di-denisova.html' title='Novità sugli Ominidi di Denisova'/><author><name>David Bressan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17650115671464472095</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/SvHsFeec3cI/AAAAAAAAAvQ/XOjLs4H7RIw/S220/David_Bressan.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S6zHggpt4KI/AAAAAAAABHQ/diNYvPedOBs/s72-c/KRAUSEetal_2010_Denisova.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855182813996089758.post-7404739475959054202</id><published>2010-11-03T03:42:00.000-07:00</published><updated>2010-11-03T03:52:42.485-07:00</updated><title type='text'>Platearostrum hoekmani – un nuovo inusuale delfino pliocenico</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Dai sedimenti del Pliocene-Pleistocene affioranti in fondo al mare del nord è stata annunciata la scoperta di una nuova specie della famiglia dei delfini (è stata attr&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;ibuita preliminarmente ai Globicephalinae), &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Platalearostrum hoekmani &lt;/span&gt;caratterizzata da un rostro a forma di spatola (da cui il nome), la cui descrizione è stata  pubblicata dai ricercatori Klaas Post e Erwin Kompanje del Museo di Scienze naturali di Rotterdam nella riv&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;ista Deinsea.&lt;br /&gt;I resti parziali del cranio (perlopiù la parte superiore della mandibola sinistra) sono stati recuperati dal fondo marino nel novembre 2008 grazie alle reti usate dalla navi per la pesca di fondo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/TNE86uHI8qI/AAAAAAAACAg/uO7idbKIeFU/s1600/POST_KOMPANJE_2010_Platearostrum_skull.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 313px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/TNE86uHI8qI/AAAAAAAACAg/uO7idbKIeFU/s400/POST_KOMPANJE_2010_Platearostrum_skull.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5535272396523106978" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fig.1.&lt;/span&gt; Olotipto di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Platearostrum hoekmani&lt;/span&gt; da POST &amp;amp; KOMPANJE 2010.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;La conformazione inusuale della parte anteriore del rostro, ampia e curvata in su, formando una sorta di spatola, e la superficie ruvida dell’ osso, adatta ad attaccare tessuto muscolare, fa ipotizzare che l’ osso sosteneva una grande massa di tessuto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;Mod&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;erni delfi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;ni possiedono una struttura in tessuto di grasso e fibroso nel muso, parte del loro sistema di ecolocalizzazione, usato come lente acustica per focalizzare i loro ultrasuoni, la ricostruzione attuale di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Platalearostrum&lt;/span&gt; assume in base alla conformazione dei resti scheletrici un melone partic&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;olarmente sviluppato, che si estendeva sopra ai lati delle mandibole formando un muso molto “gonfiato”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/TNE9Vnlk88I/AAAAAAAACAo/0q9ctj00yZ8/s1600/POST_KOMPANJE_2010_Platearostrum.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 248px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/TNE9Vnlk88I/AAAAAAAACAo/0q9ctj00yZ8/s400/POST_KOMPANJE_2010_Platearostrum.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5535272858628191170" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fig.2&lt;/span&gt;. Ricostruzione di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Platearostrum hoekmani&lt;/span&gt; da parte di  Remie Bakker pubblicata in POST &amp;amp; KOMPANJE 2010.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bibliografia:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;POST, K. &amp;amp; KOMPANJE, E.J.O. (2010): &lt;a href="http://www.nmr.nl/nmr/pages/showPage.do?instanceid=16&amp;amp;itemid=9756&amp;amp;style=default"&gt;A new dolphin (Cetacea, Delphinidae) from the Plio-Pleistocene of the North Sea.&lt;/a&gt; Deinsea 14:1-14&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855182813996089758-7404739475959054202?l=paleomammiferi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/feeds/7404739475959054202/comments/default' title='Kommentare zum Post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855182813996089758&amp;postID=7404739475959054202&amp;isPopup=true' title='1 Kommentare'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/7404739475959054202'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/7404739475959054202'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/11/platearostrum-hoekmani-un-nuovo.html' title='Platearostrum hoekmani – un nuovo inusuale delfino pliocenico'/><author><name>David Bressan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17650115671464472095</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/SvHsFeec3cI/AAAAAAAAAvQ/XOjLs4H7RIw/S220/David_Bressan.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/TNE86uHI8qI/AAAAAAAACAg/uO7idbKIeFU/s72-c/POST_KOMPANJE_2010_Platearostrum_skull.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855182813996089758.post-6303172858373422203</id><published>2010-08-05T02:20:00.000-07:00</published><updated>2010-08-05T02:47:23.071-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ultime notizie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pubblicazioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Anatomia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Synapsida'/><title type='text'>Pakasuchus: Il "coccodrillo gatto"</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:100%;"  &gt;Dopo due anni di studi ricercatori dell’Università dell’Ohio hanno pubblicato la descrizione di una nuova specie di coccodrillo che mostra una peculiarità molto "mammaliana".&lt;br /&gt;Le somiglianze ritrovate hanno perfino indotto i paleontologi a designare la specie &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;con il termine swahili per "gatto” (Paka): &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pakasuchus kapilimai&lt;/span&gt; (anche se le due specie sistematicamente non centrano nulla – restiamo a osservare se i media generali capiranno il concetto). &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/TFqDC-4DbAI/AAAAAAAABpc/n9HnPY4U7MQ/s1600/SATTLE_2010_Pakasuchus_reconstruction.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 140px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/TFqDC-4DbAI/AAAAAAAABpc/n9HnPY4U7MQ/s400/SATTLE_2010_Pakasuchus_reconstruction.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5501853982047562754" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fig.1.&lt;/span&gt; Ricostruzione di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pakasuchus kapilimai&lt;/span&gt; (National Science Foundation / Zina Deretsky).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il fossile pressoché completo (soprattutto il cranio) dell'animale è stato scoperto nel 2008 sulle sponde di un fiume in un bacino secondario della Rift Valley africana, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Rukwa Rift Basin nei pressi del lago Tanganica nello stato della Tanzania. I sedimenti fluviali da cui proviene il reperto sono datati a 105 milioni di anni, è hanno restituiti inoltre una grande varietà di altre specie di rettili, dinosauri e pesci (speriamo che in futuro s&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;entiremo altre novità di questo giacimento).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;I grandi coccodrilli moderni con i loro denti conici sono perfettamente adattati a catturare, trattenere e trascinare le loro prede, ma non a masticarla e processare il cibo già nella cavità orale. A differenza di essi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;, la nuova specie mostra molte peculiarità che ricordare tratti di mammiferi, era un animale piccolo e gracile, le placche ossee tipiche dei coccodrilli mostrano una riduzione per minimizzare la massa del corpo  e aumentare la sua mobilità e gli arti sono mo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;lto snelli in relazione al corpo, ma la più grande sorpresa paleontologica è la complessa dentizione che questa specie aveva sviluppato. Il numero complessivo dei denti è molto ridotto se comparata ai coccodrilli moderni, ma altamente specializzati con una pronunciata conformazione eterodonte  - i denti posteriori ricordano dei molari, sono ampi è le loro corone relative combaciano, formando come nei mammiferi delle placche capaci di tritare il cibo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/TFqC4QrPW7I/AAAAAAAABpU/PeV5STO6a9c/s1600/SATTLE_2010_Pakasuchus_skull.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 216px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/TFqC4QrPW7I/AAAAAAAABpU/PeV5STO6a9c/s400/SATTLE_2010_Pakasuchus_skull.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5501853797847096242" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fig.2.&lt;/span&gt; Cranio di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pakasuchus kapilimai&lt;/span&gt;, che in un' primo momento ricorda  veramente il cranio di un sinapside, a parte che le aperture del cranio non coincidono  (AFP / National Science Foundation / John Sattle).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questi è altri caratteri pongono la nuova specie tra o relativa al sottoordine dei  Notosuchia, un gruppo di “coccodrilliformi” diffuso tra i 110 agli 80 milioni di anni fa sul continente australe di Gondawana e relativi subcontinenti dal Cretaceo in poi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno sbalorditivo esempio di evoluzione convergente - secondo l'ipotesi preliminare formulata in base agli ultimi ritrovamenti, questi rettili si sono adattati sull’emisfero australe alle nicchie che nell’emisfero boreale erano occupati dai mammiferi: piccoli, ma agili predatori specializzati a inseguire e processare piccole prede come insetti e vertebrati di minore stazza.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Bibliografia:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CONNOR et al. (2010): &lt;a href="http://www.nature.com/nature/journal/v466/n7307/abs/nature09061.html"&gt;The evolution of mammal-like crocodyliforms in the Cretaceous Period of Gondwana.&lt;/a&gt; nature 466: 748-751&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855182813996089758-6303172858373422203?l=paleomammiferi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/feeds/6303172858373422203/comments/default' title='Kommentare zum Post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855182813996089758&amp;postID=6303172858373422203&amp;isPopup=true' title='0 Kommentare'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/6303172858373422203'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/6303172858373422203'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/08/pakasuchus-il-coccodrillo-gatto.html' title='Pakasuchus: Il &quot;coccodrillo gatto&quot;'/><author><name>David Bressan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17650115671464472095</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/SvHsFeec3cI/AAAAAAAAAvQ/XOjLs4H7RIw/S220/David_Bressan.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/TFqDC-4DbAI/AAAAAAAABpc/n9HnPY4U7MQ/s72-c/SATTLE_2010_Pakasuchus_reconstruction.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855182813996089758.post-5331490597839360753</id><published>2010-07-31T08:41:00.000-07:00</published><updated>2010-08-05T02:36:36.728-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ultime notizie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pleistocene'/><title type='text'>Nuove specie di "ratto gigante" descritte dall´Indonesia</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Ricercatori australiani hanno pubblicato l´immagine dei resti di una nuova specie di roditore fossile attribuita al genere &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i style="font-family: arial;"&gt;Coryphomys&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;, comparabile dalla morfologia con l´odierno genere &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Rattus,&lt;/span&gt; ma notevolmente piú grande con un peso stimato di 6 chilogrammi.&lt;br /&gt;I resti fossili, che comprendono in complessivo 11 nuove specie di roditori, provengono da scavi archeologici in sedimenti di caverne datati dai 1.000 ai 2.000 anni dell´isola di &lt;a href="http://magicstatistics.com/wp-content/pictures/maps/East_Timor.gif"&gt;Timor&lt;/a&gt;. &lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;L´eta molto recente di questi fossili nutre un cauto ottimismo: Secondo i ricercatori é possibile che alcune di queste specie, conosciute al momento solo allo stato fossile, si rivelino tuttora viventi nella foresta pluviale che ricopre ancora il 15% dell´isola.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/TFRExYYB_wI/AAAAAAAABoE/6sRWrlP1GQc/s1600/Fossil_Easttimor.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 383px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/TFRExYYB_wI/AAAAAAAABoE/6sRWrlP1GQc/s400/Fossil_Easttimor.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5500096660073742082" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fig.1.&lt;/span&gt; Comparazione dei resti fossili di &lt;/span&gt;&lt;i style="font-family: arial;"&gt;Coryphomys &lt;/i&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;con un cranio di ratto comune (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Rattus rattus)&lt;/span&gt;, vista ventrale, immagine &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;AFP / CSIRO / Ken Aplin.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;I rappresentanti dei Murinae (il gruppo che comprende topi e ratti) piú grandi viventi sono attribuiti al genere &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Mallomys&lt;/span&gt;, endemico dell´Indonesia, e che in alcune specie possono raggiungere un peso di 2 chilogrammi. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Bibliografia:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;APLIN et al. (2010): &lt;a href="http://www.bioone.org/doi/abs/10.1206/692.1"&gt;Quaternary Murid Rodents of Timor Part I: New Material of Coryphomys buehleri Schaub, 1937, and Description of a Second Species of the Genus. &lt;/a&gt;Bulletin of the American Museum of Natural History: 3411 DOI: 10.1206/692.1&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Video con esemplare di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Mallomys&lt;/span&gt;:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="640" height="385"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/3uP-kOPirdg&amp;amp;hl=de_DE&amp;amp;fs=1"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/3uP-kOPirdg&amp;amp;hl=de_DE&amp;amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="420" height="320"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855182813996089758-5331490597839360753?l=paleomammiferi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/feeds/5331490597839360753/comments/default' title='Kommentare zum Post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855182813996089758&amp;postID=5331490597839360753&amp;isPopup=true' title='0 Kommentare'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/5331490597839360753'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/5331490597839360753'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/07/archeologhi-descrivono-nuove-specie-di.html' title='Nuove specie di &quot;ratto gigante&quot; descritte dall´Indonesia'/><author><name>David Bressan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17650115671464472095</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/SvHsFeec3cI/AAAAAAAAAvQ/XOjLs4H7RIw/S220/David_Bressan.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/TFRExYYB_wI/AAAAAAAABoE/6sRWrlP1GQc/s72-c/Fossil_Easttimor.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855182813996089758.post-1214563246094041558</id><published>2010-07-30T03:56:00.000-07:00</published><updated>2010-07-30T04:12:43.996-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Se la scienza è matta'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Paleoumore'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Synapsida'/><title type='text'>Adotta un Dimetrodon!</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/TFKxlYSJ6aI/AAAAAAAABmE/jSFwuv3hWM0/s1600/542px-Dimetrodon_BW.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 180px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/TFKxlYSJ6aI/AAAAAAAABmE/jSFwuv3hWM0/s200/542px-Dimetrodon_BW.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5499653350704671138" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Secondo un sondaggio condotto dalla rivista “nature” nel 2009 una percentuale di 63% degli giornalisti hanno usato dei blog come fonti o spunti per le loro notizie scientifiche (&lt;a href="http://www.nature.com/news/2009/090318/full/458274a.html"&gt;BRUMFIELD 2009&lt;/a&gt;).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Questo potrebbe essere uno sviluppo positivo considerando il crescente numero di ottimi &lt;a href="http://geoblogs.stratigraphy.net/"&gt;blog scientifici&lt;/a&gt; (prevalentemente inglesi), ma naturalmente nel paese dei cachi in ambito scientifico si sceglie una via “alternativa”. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Avevo segnalato 10 giorni fa un &lt;a href="http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/07/dimetrodon-is-not-dinosaur.html"&gt;post su un tipico blog di fuffa&lt;/a&gt;, già per se al limite del sopportabile in ambito paleontologico, ma comunque errori grossolani che penso si debba far risalire alla fonte originale, e non sorprende che sia l’ ANSA.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Difficile pensare che la “qualità” di tale fonte possa essere “sor(tto)passata”, ma purtroppo il sempre vigile &lt;a href="http://geomythology.blogspot.com/"&gt;Leonardo A.&lt;/a&gt; segnala una nuova &lt;a href="http://geomythology.blogspot.com/2010/07/adotta-un-dimetrodon-anche-tu-puoi.html"&gt;perla del giornalismo “scientifico” prodotta dal “Corriere della Sera”.&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Non c’e molta da aggiungere al commento e l’analisi di Leonardo, mi veniva da ridere per non piangere - questa “opera” di un giornale ufficiale (!) è perfino ancor a più scadente del post del blog privato (e da questo ne deduco dell’ ANSA) sopra menzionato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il testo a parte gli errori scientifici e grammaticali è in parte di un’infantilità sconcertante: r&lt;span style="font-style: italic;"&gt;ettili con le ali grandi come un elefante&lt;/span&gt; (mi dispiace, alla veloce non ho a portata un pachiderma per la comparazione)  e che “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;urlano e balzano nell’aria&lt;/span&gt;”?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;E se ci fosse ancora la remota speranza che l’autrice abbia almeno un dubbio e si informi prima di proseguire, ecco che segue questa frase che nella sua contraddizione è un paradosso di entità cosmica:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;“I pelicosauri, dinosauri dotati di una enorme vela dorsale (come quella del dimetrodonte),…”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Che ironia della sorte (?), per usare questi termini e per l’immagine (vedi quella introduttiva del post) penso si debba aver fatto una breve ricerca su &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pelycosauria"&gt;Wikipedia&lt;/a&gt;, ma per coniare questa frase, che più errata non può essere, è necessario ignorare volutamente e completamente quello che c’ e scritto…é proprio vero, i blog sono più scientifici del giornalismo (sigh!).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;È infine mai, e  poi mai citare la fonte scientifica di certe notizie…&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E dato che mi diletto di fare l’indovino, prevedo che presto leggeremo delle testate giornalistiche di questo stampo: "&lt;span style="font-style: italic;"&gt; Il canguro e un animale Sudamericano.&lt;/span&gt;”&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855182813996089758-1214563246094041558?l=paleomammiferi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/feeds/1214563246094041558/comments/default' title='Kommentare zum Post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855182813996089758&amp;postID=1214563246094041558&amp;isPopup=true' title='1 Kommentare'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/1214563246094041558'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/1214563246094041558'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/07/adotta-un-dimetrodon.html' title='Adotta un Dimetrodon!'/><author><name>David Bressan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17650115671464472095</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/SvHsFeec3cI/AAAAAAAAAvQ/XOjLs4H7RIw/S220/David_Bressan.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/TFKxlYSJ6aI/AAAAAAAABmE/jSFwuv3hWM0/s72-c/542px-Dimetrodon_BW.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855182813996089758.post-2999898953724502913</id><published>2010-07-16T02:49:00.000-07:00</published><updated>2010-07-16T02:59:29.426-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Se la scienza è matta'/><title type='text'>Benvenuti nel paese dei puffi...</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/9/9c/Smurf1.gif"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 105px; height: 139px;" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/9/9c/Smurf1.gif" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:100%;"  &gt;Dopo la mozzarella blu ecco i &lt;a href="http://www.repubblica.it/scienze/2010/07/15/news/neanderthal-5582078/?ref=HREC2-12"&gt;fossili blu&lt;/a&gt; - oramai il paese dei cachi fa parlare di se in ambito scientifico solo dalle bufale prodotte &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:100%;"  &gt;in esso...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.nature.com/news/2010/100712/full/466306a.html"&gt;Ancient Italian artefacts get the blues.&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"A mysterious blue sheen that is creeping over precious archaeological artefacts has sparked a political firestorm in Italy. Scientists are battling local authorities to save the damaged collection — and determine who is to blame.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;" &gt;"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855182813996089758-2999898953724502913?l=paleomammiferi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/feeds/2999898953724502913/comments/default' title='Kommentare zum Post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855182813996089758&amp;postID=2999898953724502913&amp;isPopup=true' title='1 Kommentare'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/2999898953724502913'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/2999898953724502913'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/07/benvenuti-nel-paese-dei-puffi.html' title='Benvenuti nel paese dei puffi...'/><author><name>David Bressan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17650115671464472095</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/SvHsFeec3cI/AAAAAAAAAvQ/XOjLs4H7RIw/S220/David_Bressan.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855182813996089758.post-6841672556267310017</id><published>2010-07-16T01:52:00.000-07:00</published><updated>2010-07-16T02:08:15.146-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Primates'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ultime notizie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Oligocene'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Paleontologia generale'/><title type='text'>Fossile mette in dubbio la datazione della diversificazione principale nelle scimmie del Vecchio Mondo</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:100%;"  &gt;I due rami evolutivi che hanno portata da un lato agli ominidi (&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Hominoidea"&gt;Hominoidea&lt;/a&gt;), inclusi noi stessi, e dall’altro verso il gruppo dei moderni cercopitechi (&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cercopithecoidea"&gt;Cercopithecoidea&lt;/a&gt;) si sono separati più recentemente di quanto finora postulato.&lt;br /&gt;Questa nuova ipotesi di datazione si basa sul ritrovamento di un cranio parziale nell'odierna Arabia Saudita occidentale.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:100%;"  &gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dai resti frammentari conosciuti precedentemente e considerati intermedi tra i due gruppi, datati tra i 23 - 30 milioni di anni, si era concluso che la diversificazione sia avvenutoa come minimo tra i 30 ai 35 milioni di anni fa.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma i nuovi fossili, rinvenuti nel 2009 nella parte mediale della formazione geologica di Shumaysi, sono stati datati a un’età compresa  tra i 28 e 29 milioni di anni, e comprendono parti del cranio di un individuo maschile.&lt;br /&gt;I caratteri più distintivi, per la sua attribuzione a un antenato comune, sono un muso protruso, mancante delle cavità nasali laterali e dei grandi molari. Questi caratteri secondo gli autori della ricerca non coincidono con i fossili delle scimmie del Vecchio Mondo (&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Scimmie_del_Vecchio_Mondo"&gt;Catarrhini&lt;/a&gt;) finora conosciute, è sembrano confermare l’attribuzione di questa specie nell’area di transizione dei due  grandi gruppi compresi nei Catarrini, che secondo la nuova ricerca si sono separati appena 28 milioni di anni fa.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;a onblur="try  {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/TEAeL48_UCI/AAAAAAAABi0/yzFS7ck5yI8/s1600/image-111183-galleryV9-fgem.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 265px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/TEAeL48_UCI/AAAAAAAABi0/yzFS7ck5yI8/s400/image-111183-galleryV9-fgem.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5494424735007592482" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fig.1&lt;/span&gt;. Il fossile rinvenuto…&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;a onblur="try  {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/TEAd9rPKNTI/AAAAAAAABis/7yQ_CV9YpDU/s1600/image-111184-galleryV9-itvx.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 265px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/TEAd9rPKNTI/AAAAAAAABis/7yQ_CV9YpDU/s400/image-111184-galleryV9-itvx.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5494424490807538994" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fig.2.&lt;/span&gt; ... è il geologo Mohammed Ali (uno degli autori della ricerca) davanti alla Formazione di Shumaysi in cui è avvenuto la scoperta (fonte per entrambi le immagini: University of Michigan / Museum of Paleontology / Iyad S. Zalmout).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bibliografia:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ZALMOUT, I.S.; SANDERS, W.J.; MACLATCHY, L.M.; GUNNELL, G.F.; AL-MUFARREH, Y.A.; ALI, M.A.; NASSER, A.H.; AL-MASARI, A.M.; AL-SOBHI, S.A.; NADHRA, A.O.; MATARI, A.H.; WILSON, J.A. &amp;amp; GINGERICH, P.D. (2010): &lt;a href="http://www.nature.com/nature/journal/v466/n7304/abs/nature09094.html"&gt;New Oligocene primate from Saudi Arabia and the divergence of apes and Old World monkeys.&lt;/a&gt; Nature Vol. 466: 360–364 doi:10.1038/nature09094&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855182813996089758-6841672556267310017?l=paleomammiferi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/feeds/6841672556267310017/comments/default' title='Kommentare zum Post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855182813996089758&amp;postID=6841672556267310017&amp;isPopup=true' title='0 Kommentare'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/6841672556267310017'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/6841672556267310017'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/07/fossile-mette-in-dubbio-la-datazione.html' title='Fossile mette in dubbio la datazione della diversificazione principale nelle scimmie del Vecchio Mondo'/><author><name>David Bressan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17650115671464472095</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/SvHsFeec3cI/AAAAAAAAAvQ/XOjLs4H7RIw/S220/David_Bressan.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/TEAeL48_UCI/AAAAAAAABi0/yzFS7ck5yI8/s72-c/image-111183-galleryV9-fgem.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855182813996089758.post-7715680216173898343</id><published>2010-07-10T11:09:00.000-07:00</published><updated>2010-07-27T13:35:28.044-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Se la scienza è matta'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Synapsida'/><title type='text'>Dimetrodon  Is Not a Dinosaur !!</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:100%;"  &gt;Tra affermazioni del giornalismo italiano che &lt;a href="http://fabristol.splinder.com/post/15212681/balene-volpi-e-copia-incollisti"&gt;le balene discendono da una volpe&lt;/a&gt;, che i &lt;a href="http://archiviostorico.corriere.it/2010/giugno/29/Enigma_alle_Maldive_atollo_per_co_9_100629020.shtml"&gt;s&lt;/a&gt;&lt;a href="http://archiviostorico.corriere.it/2010/giugno/29/Enigma_alle_Maldive_atollo_per_co_9_100629020.shtml"&gt;quali balene sono di fatto mammiferi&lt;/a&gt;, ecco un´altra &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;perla del copia e incolla: &lt;a href="http://mysterium.blogosfere.it/2010/07/nuova-ricerca-le-creste-dei-dinosauri-servivano-ad-attirare-i-partner.html"&gt;citando un´ipotesi per spiegare l´evoluzione di creste nei "sauri", la notizia é accompagnata da un bell ´(?) esemplare di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Dimetrodon. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ma nel testo si fa poi riferimento ai dinosauri !&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Prosegue poi la mischia allegra tra dinosauri, pterosauri, rettili-mammiferi, mammiferi-uccelli, mammiferi mammaliani e altro ancora.&lt;br /&gt;Una breve ricerca rivela che la notizia si sta &lt;a href="http://www.google.at/#hl=de&amp;amp;q=Nuova+ricerca%3A+le+creste+dei+Dinosauri+servivano+ad+attirare+i+partner&amp;amp;aq=f&amp;amp;aqi=&amp;amp;aql=&amp;amp;oq=&amp;amp;gs_rfai=&amp;amp;fp=5c5a92193132c8e2"&gt;diffondendo&lt;/a&gt; sui soliti siti dedicati alla &lt;a href="http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/05/carl-sagan-pronto-soccorso-antifuffa.html"&gt;fuffa&lt;/a&gt;. È un errore che potrebbe essere corretto con una breve ricerca: anche solo guardando su wikipedia: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Dimetrodon &lt;/span&gt;é un &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pelycosauria"&gt;PELYCOSAURO&lt;/a&gt; (non essendo troppo pignolo) -  questo ulteriore esempio conferma - i &lt;a href="http://jurassicitalyblog.splinder.com/post/22858442/divulgazione-dinosauri-e-paleontologia-in-italia-prima-parte"&gt;blog  italiani dedicati al "debunking" della paleontologia giornalistica&lt;/a&gt; sono assolutamente necessari.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/TDi5AK_EBhI/AAAAAAAABic/0cWNANGUq9E/s1600/yor15.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 278px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/TDi5AK_EBhI/AAAAAAAABic/0cWNANGUq9E/s400/yor15.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5492343158178317842" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:85%;"  &gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fig.1. &lt;/span&gt;Ricostruzione di "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Dimetrodon&lt;/span&gt;" dal film "&lt;a href="http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/04/hunter-from-future-1983.html"&gt;Yor&lt;/a&gt;".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/TDi46P2l9OI/AAAAAAAABiU/B0deZDUy1l4/s1600/KENNETH_2009.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 342px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/TDi46P2l9OI/AAAAAAAABiU/B0deZDUy1l4/s400/KENNETH_2009.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5492343056405755106" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fig.2.&lt;/span&gt; Filogenia semplificata dei Sinapsidi in relazione a mammiferi e dinosauri - notare che &lt;a href="http://paleomammiferi.blogspot.com/2009/12/il-dente-e-il-mammifero-una-coppia.html"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Dimetrodon&lt;/span&gt; é un sfenocodonte&lt;/a&gt;, é parente piú stretto di noi che dei dinosauri, figura presa da KENNETH 2009.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Bibliografia:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;KENNETH, D.A. (2009): &lt;a href="http://www.springerlink.com/content/w3u27142m0144433/"&gt;Dimetrodon Is Not a Dinosaur&lt;/a&gt;: Using Tree Thinking to Understand the Ancient Relatives of Mammals and their Evolution. Evo Edu Outreach 2: 257 - 271&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855182813996089758-7715680216173898343?l=paleomammiferi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/feeds/7715680216173898343/comments/default' title='Kommentare zum Post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855182813996089758&amp;postID=7715680216173898343&amp;isPopup=true' title='1 Kommentare'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/7715680216173898343'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/7715680216173898343'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/07/dimetrodon-is-not-dinosaur.html' title='Dimetrodon  Is Not a Dinosaur !!'/><author><name>David Bressan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17650115671464472095</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/SvHsFeec3cI/AAAAAAAAAvQ/XOjLs4H7RIw/S220/David_Bressan.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/TDi5AK_EBhI/AAAAAAAABic/0cWNANGUq9E/s72-c/yor15.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855182813996089758.post-6815109564473091582</id><published>2010-07-07T07:21:00.000-07:00</published><updated>2010-07-07T12:26:08.182-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ultime notizie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pubblicazioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Anatomia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Carnivora'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pleistocene'/><title type='text'>La tigre dai denti a sciabola: Il predatore perfetto si riconosce dalle sue ossa</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;a style="font-family: arial;" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e)  {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/TDOJJpE7JXI/AAAAAAAABhc/vNZbdMZsqzQ/s1600/KNIGTH_1903_Smilodon.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 234px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/TDOJJpE7JXI/AAAAAAAABhc/vNZbdMZsqzQ/s400/KNIGTH_1903_Smilodon.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5490883169433101682" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fig.1.&lt;/span&gt;  Una rappresentazione di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Smilodon &lt;/span&gt;del 1903, esempio del lavoro pionieristico di Charles  R. Knight, figura da CHORLTON 1985.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Pochi predatori estinti sono noti al grande pubblicò come la tigre dai denti a sciabola, che viene ritenuta per le sue spettacolari zanne come  perfetto esempio di mammifero predatore.&lt;br /&gt;Ma lo studio della struttura e la forma delle zanne ha rivelato che possiedono una sezione ovale, è per questo, a differenza dei felini odierni, sono inadeguato a sopportare le forze di una preda che lotta per liberarsi dal morso del predatore (McHENRY et al. 2007). Secondo questo modello, per evitare una frattura dei canini, era necessario per questi predatori di gestire e immobilizzare la preda il più efficacemente possibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Confrontando radiografie della tigre dai denti a sciabola, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Smilodon fatalis&lt;/span&gt;, del leone americano, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Panthera atrox&lt;/span&gt;, e di 28 specie di felini moderni, una ricerca pubblicata di recente (MEACHEN-SAMUELS et al. 2010) ha osservato effettivamente che gli omeri degli arti anteriori di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;S. fatalis &lt;/span&gt;erano molto più spessi in relazione alla loro lunghezza, e la corteccia ossea esterna era più sviluppata in confronto a tutti gli altri felini studiati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sulla base di queste osservazioni, la ricerca deduce che &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Smilodon&lt;/span&gt; era un predatore potente che differisce dai felini esistenti nella sua maggiore capacità di sottomettere la preda usando gli arti anteriori. Questo sviluppo e la risultante forza maggiore degli arti anteriori faceva parte di un complesso adattamento guidata dalla necessità di minimizzare la durata e l’ entità della lotta per sopraffare la preda, al fine di proteggere gli allungati canini e di posizionare accuratamente il finale morso letale.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Bibliografia:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;CHORLTON, W. (ed) (1985): Ice Ages (Planet Earth).  Time-Life Books: 176&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;MEACHEN-SAMUELS,  J.A. &amp;amp; VALKENBURGH, B. van (2010): &lt;a href="http://www.plosone.org/article/info%3Adoi%2F10.1371%2Fjournal.pone.0011412"&gt;Radiographs  Reveal Exceptional Forelimb Strength in the Sabertooth Cat, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Smilodon fatalis&lt;/span&gt;.&lt;/a&gt; PLOS One 5(7):  e11412. doi:10.1371/journal.pone.0011412&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;McHENRY, C.R.; WROE, S.; CLAUSEN, P.D:; MORENO, K. &amp;amp;  CUNNINGHAM, E. (2007): &lt;a href="http://www.pnas.org/content/104/41/16010.abstract"&gt;Supermodeled  sabercat, predatory behavior in &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Smilodon&lt;/span&gt;  fatalis revealed by high-resolution 3D computer simulation. &lt;/a&gt;PNAS  Vol. 104(41):   16010-16015&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855182813996089758-6815109564473091582?l=paleomammiferi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/feeds/6815109564473091582/comments/default' title='Kommentare zum Post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855182813996089758&amp;postID=6815109564473091582&amp;isPopup=true' title='0 Kommentare'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/6815109564473091582'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/6815109564473091582'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/07/la-tigre-dai-denti-sciabola-il.html' title='La tigre dai denti a sciabola: Il predatore perfetto si riconosce dalle sue ossa'/><author><name>David Bressan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17650115671464472095</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/SvHsFeec3cI/AAAAAAAAAvQ/XOjLs4H7RIw/S220/David_Bressan.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/TDOJJpE7JXI/AAAAAAAABhc/vNZbdMZsqzQ/s72-c/KNIGTH_1903_Smilodon.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855182813996089758.post-8121509561291844239</id><published>2010-07-01T05:54:00.000-07:00</published><updated>2010-07-01T06:09:58.001-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ungulata'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ultime notizie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Anatomia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Miocene'/><title type='text'>L. melvillei: Una nuova inusuale balena del Miocene sudamericano</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Quando furono trovati i primi fossili nel deserto del Perù i ricercatori pensarono alle zanne di un elefante, ma i resti parziali del cranio e i denti  sono risultati appartenere a una balena del Miocene (ca.12-13Ma) lunga fino a 14m. I fossili sono stati scoperti nel 2008 nel deserto di Pisco-Ica, nel sud del Perù, e ora descritti e pubblicati in un articolo nella rivista “Nature”. Tra i resti frammentari, spuntano la mandibola e i 29 denti, che  raggiungono una lunghezza fino a 40cm e una larghezza di 12cm, i più grandi denti di balena finora conosciuti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;a onblur="try  {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/TCyQelOJkNI/AAAAAAAABg0/1tuWgWzZzZ0/s1600/LAMBERTetal_2010_Leviathan.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 236px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/TCyQelOJkNI/AAAAAAAABg0/1tuWgWzZzZ0/s400/LAMBERTetal_2010_Leviathan.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5488920900919726290" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:85%;"  &gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fig.1&lt;/span&gt;. Rappresentazione schematica dei resti ricuperati, cranio in vista dorsale (a) e ventrale (b), mandibola in vista dorsale (c), vista laterale della mandibola attaccata al cranio(d), e-g dentatura di L. melvillei, h+i dentatura di capodoglio attuale, figura da LAMBERT et al. 2010.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La nuova specie, che rappresenta anche un nuovo  genere, è stata provvisoriamente denominata &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Leviathan melvillei&lt;/span&gt;, il nome del genere è ispirato al racconto del mostro marino mitologico nella Bibbia e la specie è un tributo all’autore Melville, conosciuto per il suo racconto su di Moby-Dick. Secondo &lt;a href="http://svpow.wordpress.com/2010/06/30/is-the-new-miocen-sperm-whale-leviathan-validly-named/"&gt;contestazioni al momento non ancora ufficiali&lt;/a&gt; la denominazione &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Leviathan&lt;/span&gt; però è già occupato per un genere di proboscidato nordamericano (KOCH 1841).&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo la ricerca l’animale è paragonabile con il comune capodoglio (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Physeter macrocephalus&lt;/span&gt;), il più grande odontocete esistente, è la dentatura conferma che si doveva trattare di un predatore specializzato per grosse prede. Moderni capodogli possiedono denti relativamente piccoli, dato che preferiscono cibarsi di grandi cefalopodi, che più che azzannare lì “risucchiano”. Data la grandezza nella mole e nella dentatura della nuova specie, si specula che tra le prede abituali si trovavano anche balene più piccole, che con le loro riserve di grasso sarebbero bastate per il fabbisogno del &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Leviathan&lt;/span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/TCugZbpYRMI/AAAAAAAABgs/g8OWL9lwTUY/s1600/Leviathan+melvillei.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 315px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/TCugZbpYRMI/AAAAAAAABgs/g8OWL9lwTUY/s400/Leviathan+melvillei.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5488656929659569346" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fig.2. &lt;/span&gt;&lt;span&gt;Ricostruzione di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Leviathan melvillei&lt;/span&gt; durante l’atto di prelazione su una balena di dimensioni minori, data la frammentarietà dei resti del cranio l’aspetto è speculativo e si basa soprattutto sulla presunta relazione con l’attuale capodoglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bibliografia:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LAMBERT, O.; BIANUCCI, G.; POST, K.; DE MUIZON, C.; SALA-GISMONDI, R.; URBINA, M. &amp;amp; REUMER, J. (2010): The giant bite of a new raptorial sperm whale from the Miocene epoch of Peru. Nature Vol. 466: 105-108 doi:10.1038/nature09067&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855182813996089758-8121509561291844239?l=paleomammiferi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/feeds/8121509561291844239/comments/default' title='Kommentare zum Post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855182813996089758&amp;postID=8121509561291844239&amp;isPopup=true' title='0 Kommentare'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/8121509561291844239'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/8121509561291844239'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/07/l-melvillei-una-nuova-inusuale-balena.html' title='L. melvillei: Una nuova inusuale balena del Miocene sudamericano'/><author><name>David Bressan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17650115671464472095</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/SvHsFeec3cI/AAAAAAAAAvQ/XOjLs4H7RIw/S220/David_Bressan.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/TCyQelOJkNI/AAAAAAAABg0/1tuWgWzZzZ0/s72-c/LAMBERTetal_2010_Leviathan.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855182813996089758.post-1936380655983434517</id><published>2010-06-23T12:03:00.000-07:00</published><updated>2010-06-23T12:13:20.855-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Primates'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ultime notizie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Anatomia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pleistocene'/><title type='text'>Kadanuumuu - il grande</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Dall’Etiopia arriva la notizia del ritrovamento di ossa di gigante - un gigante per l’epoca in cui viveva.&lt;br /&gt;Archeologi hanno pubblicato la ricerca condotta sui resti di un esemplare maschio di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;a href="http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/04/il-genere-australopithecus.html"&gt;Australopithecus&lt;/a&gt; afarensis &lt;/span&gt;con un'altezza di 1,52m, 40cm più alto della celebre Lucy, anch’ essa appartenente alla stessa specie. Il fossile è stato denominato appropriatamente Kadanuumuu, che nella lingua degli Afar vuole dire "grande uomo".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il reperto è stato dissotterrato nel 2005 nella regione dell’Afar (Etopia), è datato a 3,58 milioni di anni. Questa età si colloca tra &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ardipithecus &lt;/span&gt;(4,4Ma), considerato uno degli ominidi più antichi finora conosciuti, ma la cui relazione evolutiva al genere &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Australopithecus &lt;/span&gt;non è chiara,  e Lucy, più giovane di 400.000 anni.&lt;br /&gt;Il fossile di Kadanuumuu grazie alla preservazione di molte ossa postcraniali finora mancanti nelle ricostruzioni dei Australopithechi ha riconfermato &lt;a href="http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/03/postura-erettanon-e-un-carattere.html"&gt;studi anatomici e biomeccanici condotti in precedenza&lt;/a&gt; su altri fossili di Australopithecus. Il genere poteva camminare eretto su due piedi in modo efficace e molto simile all’uomo moderno già 3,6 milioni di anni fa. I nuovi fossili inoltre mostrano una evoluzione delle proporzioni del torace e degli arti inferiori in &lt;span style="font-style: italic;"&gt;A. africanus&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;L'allungamento degli arti è un adattamento a una camminata potente è veloce, è conferma che questi adattamenti, insieme a altri, per la camminata bipede sono caratteri molto antichi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Bibliografia:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SELASSIE, Y.H.; LATIMER, B.M.; ALENE, M.; DEINO, A.L.; GILBERT, L.; MELILLO, S.M.; SAYLOR, B.Z.; SCOTT, G.R. &amp;amp; LOVEJOY, C.O. (2010): &lt;a href="http://www.pnas.org/content/early/2010/06/07/1004527107.abstract"&gt;An early Australopithecus afarensis postcranium from Woranso-Mille, Ethiopia.&lt;/a&gt; PNAS online June 21 doi: 10.1073/pnas.1004527107&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855182813996089758-1936380655983434517?l=paleomammiferi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/feeds/1936380655983434517/comments/default' title='Kommentare zum Post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855182813996089758&amp;postID=1936380655983434517&amp;isPopup=true' title='0 Kommentare'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/1936380655983434517'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/1936380655983434517'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/06/kadanuumuu-il-grande.html' title='Kadanuumuu - il grande'/><author><name>David Bressan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17650115671464472095</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/SvHsFeec3cI/AAAAAAAAAvQ/XOjLs4H7RIw/S220/David_Bressan.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855182813996089758.post-6769595547723434603</id><published>2010-06-22T07:42:00.000-07:00</published><updated>2010-06-22T07:46:10.713-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Primates'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ultime notizie'/><title type='text'>La guerra degli scimpanzé</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family: arial;"&gt;Si riuniscono per la battuta di caccia e poi attaccano i più vulnerabili, scimpanzé tendono a mostrare violenza eccessiva contro altri gruppi, fino all’uccisione di individui estranei. Un possibile motivo? Competizione per cibo e conquista di nuovi territori.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: arial;"&gt;Già Jane Goodall ha descritto la scena, perlopiù scimpanzé maschi si riuniscono per perlustrare i confini del loro territorio, sistematicamente sconfinano nel territorio di altri gruppi e attaccando e uccidendo gli individui che incontrano, fino all’annientamento completo dell’altro gruppo, un comportamento di una ferocità rara nel regno animale. Secondo una ricerca pubblicata nella rivista "Current Biology" dietro a questo comportamento c’è un fine molto preciso, conquistare nuove terre e risorse.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: arial;"&gt;Per la loro ricerca i primatologi hanno osservato gli scimpanzé nel Parco Nazionale di Kibale in Uganda. Il gruppo di scimpanzé di Ngogo consiste di 150 individui, un gruppo straordinariamente grande.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: arial;"&gt; I ricercatori sono stati in grado di documentare 18 campagne di “guerra” contro gruppi di scimpanzé che vivono nelle vicinanze. In ognuno di questi attacchi è stato ucciso almeno un animale del gruppo avversario.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: arial;"&gt;Circa due uccisioni nel corso di un anno possono seriamente compromettere un gruppo piccolo di scimpanzé, il cui numero medio si aggira sui 20 individui.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: arial;"&gt;Gli attacchi avvengono sempre in modo simile, fino a trenta individui di Ngogo, la stragrande maggioranza è composta da maschi, ma si sono osservati anche femmine, si avventa nel territorio straniero, alla ricerca degli individui più deboli, soprattutto femmine con i loro piccoli o individui giovani. In un caso si è osservato che il gruppo di attaccanti ha cercato per più di mezz’ ora a strappare un neonato a sua madre, ferendolo mortalmente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: arial;"&gt;Finora non era completamente chiaro perché gli scimpanzé mostrano questo atteggiamento, si assumeva una cosa simile all’invidia o lotta per le risorse, ma l’attuale ricerca ha dimostrato che il gruppo vincente ha effettivamente preso in possesso il territorio liberatosi, sia che gli individui estranei sono stati tutti uccisi, sia che hanno scelto di ritirarsi definitamente. Il grande gruppo di Ngogo con questa tattica di intimidazione è riuscito a ampliare il suo territorio negli anni passati per il 22 per cento.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Bibliografia:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MITANI, J.C.; WATTS, D.P. &amp;amp; AMSLER, S.J. (2010): &lt;a href="http://www.cell.com/current-biology/abstract/S0960-9822%2810%2900459-8"&gt;Lethal intergroup aggression leads to territorial expansion in wild chimpanzees.&lt;/a&gt; Current Biology, Vol. 20(12): R507-R508 doi:10.1016/j.cub.2010.04.021&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855182813996089758-6769595547723434603?l=paleomammiferi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/feeds/6769595547723434603/comments/default' title='Kommentare zum Post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855182813996089758&amp;postID=6769595547723434603&amp;isPopup=true' title='0 Kommentare'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/6769595547723434603'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/6769595547723434603'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/06/la-guerra-degli-scimpanze.html' title='La guerra degli scimpanzé'/><author><name>David Bressan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17650115671464472095</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/SvHsFeec3cI/AAAAAAAAAvQ/XOjLs4H7RIw/S220/David_Bressan.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855182813996089758.post-8484519519359840749</id><published>2010-06-17T02:37:00.000-07:00</published><updated>2010-06-17T05:47:33.447-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ultime notizie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Anatomia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tafonomia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Paleontologia generale'/><title type='text'>Identificate tracce di denti di mammifero su ossa del Cretaceo (tra cui di dinosauro)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/TBntr0cLFTI/AAAAAAAABdc/tMqvC8uVwc4/s1600/Mammal_gnaw.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5483675358367257906" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: pointer; HEIGHT: 335px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/TBntr0cLFTI/AAAAAAAABdc/tMqvC8uVwc4/s400/Mammal_gnaw.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;Fig.1.&lt;/span&gt; Le tracce identificati come probabili segni di un mammifero che ha rosicchiato l’osso&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;, da MUZZIN 2010.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;In un comunicato di stampa provvisorio dell'Università di Yale viene annunciata la notizia che nella rivista "&lt;a href="http://www3.interscience.wiley.com/journal/118531917/home?CRETRY=1&amp;amp;SRETRY=0"&gt;Paleontology&lt;/a&gt;" paleontologi hanno pubblicato la scoperta di impronte di denti di mammiferi su diverse ossa, tra cui anche di dinosauro.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; S&lt;span style="font-family:arial;"&gt;e confermato, queste sono le più antiche testimonianze di questo tipo di &lt;a href="http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/06/sulle-orme-dellichnologia-italiana.html"&gt;ichnotraccia &lt;/a&gt;identificato finora.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Nicholas Longrich, dell'Università di Yale, è Michael J. Ryan, del Cleveland Museum of Natural History, hanno riscoperto varie ossa nella collezione dell' Università dell' Alberta e del Royal Tyrrell Museum, è altre ancora durante una campagna di scavi nella provincia di Alberta.&lt;br /&gt;Tutti i fossili provengono da sedimenti del Cretaceo, i segni sono stati trovati su un femore di &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Champsosaurus &lt;/span&gt;(rettile aquatico), su una costola di dinosauro (Hadrosauria/Ceratopsia indet.), femore di presunto ornithischio e su una mandibola di un marsupiale.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;L' attribuzione dei segni a dei mammiferi multitubercolati viene supposta sulla base di due solchi paralleli tra di loro, simile alla conformazione di due incisivi paralleli, caratteristica conosciuta solo dai mammiferi in quel periodo. Molte ossa mostrano multipli segni disposti in fila sulla circonferenza dell' osso.&lt;br /&gt;I paleontologi assumono che le ossa sono state &lt;a href="http://paleomammiferi.blogspot.com/2009/12/dinosauri-mangiati-da-mammiferi.html"&gt;rosicchiate non per scarnificarli&lt;/a&gt;, ma per il loro contenuto di minerali e per soddisfare il bisogno alimentare supplementare dell' animale in questione.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Risorsa:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MUZZIN, S.T. (2010): &lt;a href="http://www.eurekalert.org/pub_releases/2010-06/yu-dml061610.php"&gt;Dinosaur-chewing mammals leave behind oldest known tooth marks.&lt;/a&gt; Online 16.06.2010, consultato 17.06.2010&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855182813996089758-8484519519359840749?l=paleomammiferi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/feeds/8484519519359840749/comments/default' title='Kommentare zum Post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855182813996089758&amp;postID=8484519519359840749&amp;isPopup=true' title='0 Kommentare'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/8484519519359840749'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/8484519519359840749'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/06/identificate-tracce-di-denti-di.html' title='Identificate tracce di denti di mammifero su ossa del Cretaceo (tra cui di dinosauro)'/><author><name>David Bressan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17650115671464472095</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/SvHsFeec3cI/AAAAAAAAAvQ/XOjLs4H7RIw/S220/David_Bressan.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/TBntr0cLFTI/AAAAAAAABdc/tMqvC8uVwc4/s72-c/Mammal_gnaw.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855182813996089758.post-7836297762813261431</id><published>2010-06-14T12:36:00.000-07:00</published><updated>2010-06-14T13:13:42.535-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Geologia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tafonomia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storia e Cultura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Paleontologia generale'/><title type='text'>Sulle orme dell´Ichnologia italiana</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;L´Ichnologia é considerata una branca delle scienze della terra relativamente giovane, anche se, come i fossili "comuni", impronte fossili erano notate già nell'antichità, é hanno trovato spesso espressione nei miti e nelle leggende dei popoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma solo nel 19° secolo le impronte vengono soggetti dell'ichnologia - la scienza delle impronte di vita di animali e piante - con le prime ricerche condotte dal reverendo Buckland, con la descrizione del &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Chirotherium&lt;/span&gt; - l´animale dalle mani - in sedimenti triassici dell´Europa e con il riconoscimento che strane strutture sedimentarie, considerati resti di vegetali, rappresentano le impronte dei movimenti di animali invertebrati.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div  style="text-align: justify;font-family:arial;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:100%;"  &gt;I sedimenti mesozoici e cenozoici della penisola italiana hanno giocato un importante ruolo nel progresso di questa disciplina. Le marne a Fucoidi sono denominate proprio per l´abbondanza di questo icnogenere, di cui l'icnospecie &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Fucoides&lt;/span&gt; (=&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Chondrites&lt;/span&gt;) &lt;span style="font-style: italic;"&gt;targionii&lt;/span&gt; é stata descritta nel 1823 dal geologo francese Adolphe Brongniart basandosi su materiale italiano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();}  catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/TBaGSCc0WoI/AAAAAAAABcs/C5g5Y4zO_Rw/s1600/Fucoides_Gola_Bottacione.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 258px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/TBaGSCc0WoI/AAAAAAAABcs/C5g5Y4zO_Rw/s400/Fucoides_Gola_Bottacione.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5482717240823667330" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:85%;"  &gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fig.1.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Fucoides&lt;/span&gt;, Gola del Bottaccione, Gubbio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Il termine si trova spesso in pubblicazioni o guide della geologia italiana - é, infatti, é una struttura sedimentaria molto diffusa nelle formazioni dell´Appenninico, anche se a quei tempi si riteneva che si trattasse di un resto vegetale, e non un'impronta di scavo da parte di un organismo animale. I&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; grandi geologi inglesi Lyell e Murchinson entrambi visitarono l´Italia per studiare gli affioramenti di queste rocce e i loro icnofossili.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Nel 1855 il naturalista Abramo Massolongo denomina formalmente l´icnogenere Z&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;" &gt;oophycos&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;, descritto poco prima da Antonio Villa (1844), e nel 1850 Giuseppe Meneghini descrive &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;" &gt;Paleodictyon&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;, a ancora insieme a Paolo Savi nello stesso anno descrive &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;" &gt;Nemertilites &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;(=&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;" &gt;Scolicia&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;), tutti icnogeneri molto diffusi è di notevole importanza per la ricostruzione paleo ambientale della formazione geologica.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;a onblur="try  {parent.deselectBloggerImageGracefully();}  catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/TBaF7teRvjI/AAAAAAAABck/9Pj9laiA4ZY/s1600/Zoophycos_Capo_Rossello.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/TBaF7teRvjI/AAAAAAAABck/9Pj9laiA4ZY/s400/Zoophycos_Capo_Rossello.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5482716857235521074" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fig.2.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Zoophycos&lt;/span&gt; dal Capo Rossello, Sicilia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma già nel 16° secolo, quasi 300 anni prima, alcuni naturalisti del rinascimento italiano hanno studiato icnofossili è speculato sulle loro origini. Tra questi spicca il genio universale di Leonardo da Vinci, che basandosi sulle sue osservazioni di animali recenti scopri cose eccezionali per il suo tempo sui fossili.&lt;br /&gt;È noto che Leonardo rifiuta il mito che vuole i gusci (i suoi "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;nichi&lt;/span&gt;", come li descriveva) nei sedimenti come testimonianza del diluvio universale, e riconosce che per il processo di formazione di queste "caratteristiche" nei sedimenti si ha bisogno di molto tempo: una prima idea del processo di fossilizzazione.&lt;br /&gt;Scrive a proposito nel Codice "Leicester":&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Come tutti li fanghi marini ritengano ancora de "nicchi", ed è pietrificato il nicchio insieme col fango."&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Meno noto é che Leonardo si interessò anche di tracce impresse nel sedimento e bioerosione in forme di tane "scavate", a pari come un tarlo nella legna, nei gusci. Basandosi su osservazioni di gusci recenti e la vita marina nei littoriali, Leonardo riconosce che i singoli strati rappresentano dei sedimenti depositati in antichi fondali marini:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Come nelle falde, infra l´una e l´altra si trovano ancora gli andamenti delli lombrici, che camminavano infra esse quando non erano ancora asciutte."&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sui buchi di gusci fossili  scrive:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Ancora resta il vestigio del suo andamento sopra la scorza che lui già, a uso di tarlo sopra il legname, andò consumando."&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e ancora&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Vedesi in nelle montagne di Parma e Piacentia le moltitudini di nichi e coralli intarlati".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Leonardo uso un approccio molto moderno: l' attualismo - paragono i vecchi segni con tracce di moderni animali, é giustamente riconosce la loro "parentela".&lt;br /&gt;Ma Leonardo comunque, come é noto, non sostenne mai i suoi risultati pubblicamente, e il suo sapere andò perso per le prossime generazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Erano comunque tempi pericolosi, il naturalista Ulisse Aldrovandi, vissuto poco dopo Leonardo, fini i suoi ultimi anni di vita in arresto domiciliare, accusato di eresia.&lt;br /&gt;Nella sua opera più importante, il "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Musaeum Metallicum&lt;/span&gt;" (1648) descrive e rappresenta centinaia di fossili, minerali e tracce fossili, a pari di stranezze e mostri mitologici - anche se incline all´osservazione personale, Aldrovandi combina come del resto gran parte dei naturalisti di quei tempi, l´approccio scientifico di Galileo con l´approccio teoretico e filosofico dei pensatori dell'´era classica greca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La conoscenza che fossili rappresentano i resti e le impronte di animali verrà accettata universalmente  appena a meta del 18° secolo, anche se si rimarrà dell´idea che siano i testimoni del diluvio universale...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/TBaFDPCZlLI/AAAAAAAABcc/-dnoktv6ra4/s1600/Theropoda_Gargano.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 267px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/TBaFDPCZlLI/AAAAAAAABcc/-dnoktv6ra4/s400/Theropoda_Gargano.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5482715886992856242" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:arial;" &gt;Fig.3.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; Non solo invertebrati - impronta tridattile del Gargano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Bibliografia:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;BAUCON, A. (2008): &lt;a href="http://www.mtsn.tn.it/pubblicazioni/rivista.asp?codice=521"&gt;Italy, the Cradle of Ichnology: the legacy of Aldrovandi e Leonardo.&lt;/a&gt; Studi. Trent. Sci,Nat., Acta Geol. 83: 15-29&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855182813996089758-7836297762813261431?l=paleomammiferi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/feeds/7836297762813261431/comments/default' title='Kommentare zum Post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855182813996089758&amp;postID=7836297762813261431&amp;isPopup=true' title='0 Kommentare'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/7836297762813261431'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/7836297762813261431'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/06/sulle-orme-dellichnologia-italiana.html' title='Sulle orme dell´Ichnologia italiana'/><author><name>David Bressan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17650115671464472095</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/SvHsFeec3cI/AAAAAAAAAvQ/XOjLs4H7RIw/S220/David_Bressan.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/TBaGSCc0WoI/AAAAAAAABcs/C5g5Y4zO_Rw/s72-c/Fucoides_Gola_Bottacione.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855182813996089758.post-2277234167833700656</id><published>2010-06-01T12:30:00.000-07:00</published><updated>2010-06-03T07:16:38.727-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Se la scienza è matta'/><title type='text'>La svizzera dice no al creazionismo di Harun Yahya</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Mentre la &lt;a href="http://aldopiombino.blogspot.com/search/label/De%20Mattei"&gt;terra dei cachi incoraggia il creazionismo&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://jurassicitalyblog.splinder.com/post/22785771/finanziamenti-dinosauri-paleontologia-in-italia"&gt;a spese della scienza vera,&lt;/a&gt; a Zurigo (Svizzera) una manifestazione del creazionista islamico &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Adnan_Oktar"&gt;Harun Yahya&lt;/a&gt; é stata boicottata simbolicamente da 70 persone riunite in un FlashMob, che dopo l´inizio dell´arringa insensata del relatore Oktar Babuna hanno lasciato la sala - la risposta del delegato creazionista (Yahya non era presente) &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;" &gt;"This is very anti-democratic ??"&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; - &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;una contestazione sbalorditiva:&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; per il semplice fatto che delle persone hanno mostrato buon senso é un´opposizione passiva a della &lt;a href="http://www.scienceblogs.de/zoonpolitikon/2010/05/kreationistische-offensive-in-der-schweiz.php"&gt;propaganda&lt;/a&gt; ?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma si sa, l´ultima cosa che ai creazionisti serve é il "buon senso"...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="480" height="385"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/F2kG2QIMR9o&amp;amp;hl=de_DE&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/F2kG2QIMR9o&amp;amp;hl=de_DE&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="420" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855182813996089758-2277234167833700656?l=paleomammiferi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/feeds/2277234167833700656/comments/default' title='Kommentare zum Post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855182813996089758&amp;postID=2277234167833700656&amp;isPopup=true' title='2 Kommentare'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/2277234167833700656'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/2277234167833700656'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/06/la-svizzera-dice-no-al-creazionismo-di.html' title='La svizzera dice no al creazionismo di Harun Yahya'/><author><name>David Bressan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17650115671464472095</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/SvHsFeec3cI/AAAAAAAAAvQ/XOjLs4H7RIw/S220/David_Bressan.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855182813996089758.post-2113078233349090701</id><published>2010-05-31T05:35:00.000-07:00</published><updated>2010-05-31T05:57:00.717-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Se la scienza è matta'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='P-movie'/><title type='text'>DARWIN – come non l’avete mai visto</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;" &gt;"Nel 1835, Charles Darwin si imbarca per le Galapagos a scoprire la verità. Ma la verità non può essere raggiunta senza combattere ..." &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;"DarWIN": la vita di Darwin* nella versione blockbuster alla Hollywood: un film pieno di azione, violenza e  pessime battute, dallo show “Spoof” di Dana Carvey &amp;amp; Spike Feresten:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family: arial;"&gt;* a proposito, Darwin aveva appena 27 anni quando ritorno in patria con il Beagle, ma sembra che l’immagine di Darwin senior sia oramai entrato nella cultura Pop.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="640" height="385"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Odsuv8x67dk&amp;amp;hl=de_DE&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/Odsuv8x67dk&amp;amp;hl=de_DE&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="410" height="320"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855182813996089758-2113078233349090701?l=paleomammiferi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/feeds/2113078233349090701/comments/default' title='Kommentare zum Post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855182813996089758&amp;postID=2113078233349090701&amp;isPopup=true' title='0 Kommentare'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/2113078233349090701'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/2113078233349090701'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/05/darwin-come-non-lavete-mai-visto.html' title='DARWIN – come non l’avete mai visto'/><author><name>David Bressan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17650115671464472095</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/SvHsFeec3cI/AAAAAAAAAvQ/XOjLs4H7RIw/S220/David_Bressan.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855182813996089758.post-2216473979494029917</id><published>2010-05-31T02:50:00.000-07:00</published><updated>2010-05-31T12:01:43.845-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Olocene'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Estinzione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ultime notizie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pleistocene'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Criptozoologia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storia e Cultura'/><title type='text'>L’arte rupestre australiana: datata a 40.000 anni ?</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Archeologi hanno annunciato negli ultimi giorni la scoperta (avvenuta due anni fa) di quello che potrebbero essere i più antichi esempi di arte rupestre del continente australiano. Il disegno in ocra rossa, situato nell’entroterra della terra di Arnhem, mostra apparentemente due grandi uccelli non volatori.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/TAOGwjO5xsI/AAAAAAAABYE/SqJtfxiUmUM/s1600/GUNN_2010_Arte_rupestre.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 265px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/TAOGwjO5xsI/AAAAAAAABYE/SqJtfxiUmUM/s400/GUNN_2010_Arte_rupestre.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5477369740462245570" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fig.1.&lt;/span&gt; Immagine di Benn Gunn, tratta da MASTERS 2010.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;Secondo un’interpretazione il disegno è stato ispirato dal genere &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Genyornis,&lt;/span&gt; che comprende &lt;a href="http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/03/uccelli-del-terrore.html"&gt;uccelli giganti &lt;/a&gt;che secondo il record fossile (tra cui gusci di uova) si sono estinti tra i 43.000 e 40.000 anni fa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;L’archeologo Benn Gunn cita un paleontologo, rimasto al momento ancora anonimo, secondo cui i caratteri del disegno sono riconducibili all’uccello gigante, e chi ha realizzato il disegno doveva avere a disposizione un modello vivente. Nella zona sono già conosciuti esempi che mostrano la fauna preistorica dell’Australia, &lt;a href="http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/03/la-fauna-pleistocenica-nel-tempo-del.html"&gt;tra cui animali accertati come il Tilacino, ma anche di dubbia attribuzione come il leone marsupiale, l’echidna gigante o il canguro gigante.&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;I disegni non possono essere datati direttamente, dato che non sono composti da sostanze organiche, per questo se l’interpretazione degli animali rappresentati è corretta, due sono le interpretazioni possibili: i disegni datano almeno a 40.000 anni fa, prima dell’estinzione di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Genyornis&lt;/span&gt;, o i disegni sono più recenti, è il genere al contrario di finora ritenuto si è estinto in tempi più recenti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa interpretazione comunque è da considerare con molta cautela, l’identificazione di animali dipinti è molto speculativa, e se mai &lt;a href="http://www.naturalwanders.com/aboriginalartgallery.htm"&gt;le rappresentazioni dovrebbero rappresentare una fauna reale&lt;/a&gt;, è non una fauna con caratteri religiosi o fantastici, gli uccelli in questione potrebbero essere stati ispirati anche da uccelli non volatori più piccoli e tuttora in vita nell’Australia, come per esempio il comune Emu (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Dromaius novaehollandiae&lt;/span&gt;).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;Inoltre è interessante notare che gli animali mostrano un disegno a strisce. Questo potrebbe rappresentare o un disegno naturale degli uccelli, o, dato che sembra una caratteristica frequente nei disegni di aborigeni, un simbolo forse religioso, smentendo le varie &lt;a href="http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/03/la-fauna-pleistocenica-nel-tempo-del.html"&gt;ricostruzioni fatti su questi particolari di marsupiali estinti come p.e. il leone marsupiale&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Bibliografia:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MASTERS, E. : &lt;a href="http://www.abc.net.au/news/stories/2010/05/31/2913350.htm"&gt;Megafauna cave painting could be 40,000 years old. &lt;/a&gt;ABC News. Online 31. May 2010. Accessed 31.05.2010&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855182813996089758-2216473979494029917?l=paleomammiferi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/feeds/2216473979494029917/comments/default' title='Kommentare zum Post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855182813996089758&amp;postID=2216473979494029917&amp;isPopup=true' title='0 Kommentare'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/2216473979494029917'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/2216473979494029917'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/05/larte-rupestre-australiana-datata-40000.html' title='L’arte rupestre australiana: datata a 40.000 anni ?'/><author><name>David Bressan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17650115671464472095</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/SvHsFeec3cI/AAAAAAAAAvQ/XOjLs4H7RIw/S220/David_Bressan.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/TAOGwjO5xsI/AAAAAAAABYE/SqJtfxiUmUM/s72-c/GUNN_2010_Arte_rupestre.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855182813996089758.post-5339033480785509971</id><published>2010-05-30T11:26:00.000-07:00</published><updated>2010-05-31T05:32:01.984-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storia e Cultura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Paleontologia generale'/><title type='text'>Darwin e la teoria degli equilibri punteggiati</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Charles Darwin nella sua opera più nota stranamente quasi non menziona i &lt;a href="http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/01/charles-darwin-attaccato-da-ratto.html"&gt;fossili che lui stesso raccolse nel Sudamerica&lt;/a&gt;, a parte brevi accenni nell' introduzione. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;" &gt;"WHEN on board H.M.S. 'Beagle,' as naturalist, I was much struck with certain facts in the distribution of the inhabitants of South America, and in the geological relations of the present to the past inhabitants of that continent. These facts seemed to me to throw some light on the origin of species-that mystery of mysteries, as it has been called by one of our greatest philosophers."&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/TAKu50c8_0I/AAAAAAAABX0/j3aziZqtsuo/s1600/DARWIN_1840_Fossil_Mammals.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 208px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/TAKu50c8_0I/AAAAAAAABX0/j3aziZqtsuo/s400/DARWIN_1840_Fossil_Mammals.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5477132405191802690" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fig.1. &lt;/span&gt;Il fossile che Darwin attribuisce a un piccolo mammifero roditore, dalla formazione di Monte Hermoso nell´Argentina (Pliocene inferiore), da DARWIN 1840, Fossil Mammalia Pl. XXXII.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Al contrario un intero capitolo di "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Origin of Species&lt;/span&gt;" è dedicato alle lacune del record geologico è l'apparente mancanza di fossili di transizione. Questa discrepanza era nota già a Lamarck, che aveva postulato (e formulato una teoria) che le specie non sono fisse, è i limiti discreti tra di loro sono il risultato di una preservazione incompleta di forme di transizioni durante l'atto di fossilizzazione. Questa idea verra adoperata anche da Darwin ("&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Chapter IX, on the imperfection of the geological record&lt;/span&gt;").&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;A meta del 19. secolo era chiaro che specie si potevano estinguere,  ma rimase il problema di come queste estinzioni avvengono e come dopo una di queste fasi il pianeta veniva ripopolato. Anche Darwin durante il suo  viaggio sul Beagle, ancora prima della formulazione della sua teoria di trasmutazione, si chiedeva se delle specie possono morire e in che modo vengono rinate (escludendo una creazione divina), un'idea che era stata anche ipotizzata dal geologo italiano Giovanni Battista Brocchi nel 1814 (dimostrando ancora una volta il profondo cambio di pensiero in quei decenni).&lt;br /&gt;Osservando fossili simili all'odierna Mara (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Dolichotis patagonum&lt;/span&gt;), un roditore sudamericano che assomiglia a un piccolo cervo, Darwin pensava che specie venivano rimpiazzate nel tempo da forme simili tra di loro (Owen determinerà i fossili appartenenti a un relativo dell' odierno tucutucu o tuco-tuco, piccolo roditore del genere &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ctenomys&lt;/span&gt;).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comunque queste forme rimanevano entità concrete nello spazio e nel tempo, per esempio sul Warra, la volpe endemica e estinta che Darwin poté ancora osservo sulle Isole Falkland, scrive nel 1834 "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;…indisputable proof of its individuality as a species…&lt;/span&gt;".&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;Darwin comincio a lavorare sulla sua teoria dopo il ritorno in patria, e in un primo tentativo cerco di conciliare la sua vista delle specie come entità concrete con una possibile trasmutazione tramite salti concreti tra specie, cioè una specie poteva dare "nascita" a una nuova specie entro breve tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Continua...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;a onblur="try  {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/TAKuk3UYijI/AAAAAAAABXs/ZQt7V2zMCCw/s1600/ELDREGE_2008_Transmutation.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 243px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/TAKuk3UYijI/AAAAAAAABXs/ZQt7V2zMCCw/s400/ELDREGE_2008_Transmutation.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5477132045183912498" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fig.2.&lt;/span&gt; Le tre possibili relazioni di forme fossili di un certo orizzonte e recenti elaborate da Darwin tra il 1832 e 1835. Nel caso A il bradipo gigante/ armadillo gigante si estinguono e vengono rimpiazzati dalle specie recenti. Le specie non hanno una connessione diretta tra di loro. Nei molluschi (caso C) Darwin osserva una continuità delle specie, che persistono attraverso il tempo geologico. Il caso B é una versione intermediata dei primi due, i resti fossili dei peculiari roditori sudamericani sono relati con specie di roditori moderni, che si susseguono nel tempo geologico (ELDREGE 2008).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Bibliografia:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DARWIN, C. R. (1859): &lt;a href="http://darwin-online.org.uk/content/frameset?itemID=F373&amp;amp;viewtype=text&amp;amp;pageseq=1"&gt;On the origin of species by means of natural selection, or the preservation of favoured races in the struggle for life. &lt;/a&gt;London: John Murray. [1st edition]&lt;br /&gt;DARWIN, C. R. ed. (1840): &lt;a href="http://darwin-online.org.uk/graphics/Zoology_Illustrations.html"&gt;Fossil Mammalia Part 1 No. 4 of The zoology of the voyage of H.M.S. Beagle. &lt;/a&gt;By Richard Owen. Edited and superintended by Charles Darwin. London: Smith Elder and Co.&lt;br /&gt;ELDREDGE, N. (2009): &lt;a href="http://www.springerlink.com/content/n944775p0407277q/fulltext.pdf"&gt;A Question of Individuality: Charles Darwin, George Gaylord Simpson and Transitional Fossils.&lt;/a&gt; Evo. Edu. Outreach 2(1): 150-155&lt;br /&gt;ELDREDGE, N. (2008): &lt;a href="http://www.springerlink.com/content/54n5418h4g7676wu/"&gt;Experimenting with Transmutation: Darwin, the Beagle, and Evolution.&lt;/a&gt; Evo. Edu. Outreach 2(1): 35-54&lt;br /&gt;QUATTROCCHIO, M.E.; DESCHAMPS, C.M.; ZAVALA, C.A.; GRILL, S.C. &amp;amp; BORROMEI, A.M. (2009): &lt;a href="http://www.scielo.org.ar/scielo.php?pid=S0004-48222009000100015&amp;amp;script=sci_arttext"&gt;G&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.scielo.org.ar/scielo.php?pid=S0004-48222009000100015&amp;amp;script=sci_arttext"&gt;eology of the area of Bahia Blanca, Darwin´s view and the present knowledge: a storay of 10 million years.&lt;/a&gt; Revista de la Asociacion Geologica Argentina 64(1): 137-146&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855182813996089758-5339033480785509971?l=paleomammiferi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/feeds/5339033480785509971/comments/default' title='Kommentare zum Post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855182813996089758&amp;postID=5339033480785509971&amp;isPopup=true' title='0 Kommentare'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/5339033480785509971'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/5339033480785509971'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/05/darwin-e-la-teoria-degli-equilibri.html' title='Darwin e la teoria degli equilibri punteggiati'/><author><name>David Bressan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17650115671464472095</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/SvHsFeec3cI/AAAAAAAAAvQ/XOjLs4H7RIw/S220/David_Bressan.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/TAKu50c8_0I/AAAAAAAABX0/j3aziZqtsuo/s72-c/DARWIN_1840_Fossil_Mammals.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855182813996089758.post-4179197134592099582</id><published>2010-05-28T01:40:00.000-07:00</published><updated>2010-05-28T01:51:37.230-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Geologia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storia e Cultura'/><title type='text'>Sir Charles Lyell (1797 - 1875)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;"The greatest merit of the Principles was that it altered the whole tone of one's mind, and therefore that, when seeing a thing never seen by Lyell, one yet saw it through his eyes."&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;C. Darwin&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S_-CHYw4hbI/AAAAAAAABW0/cXEygU3FlGo/s1600/lyell_principles_geology.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 327px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S_-CHYw4hbI/AAAAAAAABW0/cXEygU3FlGo/s400/lyell_principles_geology.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5476238735323989426" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fig.1.&lt;/span&gt; "&lt;a style="font-style: italic;" href="http://www.archive.org/details/principlesgeolo15lyelgoog"&gt;Principles of Geology&lt;/a&gt;", 1st edition, 1st vol. Jan. 1830&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;I profondi cambiamenti durante la meta del 19. secolo nella paleontologia e l’avvento della teoria dell’evoluzione non possono essere compresi se non si considera i cambiamenti nella geologia promossi da un naturalista che viene ritenuto uno dei padri della geologia: Charles Lyell.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Sir Charles Lyell (1797 - 1875) si iscrisse all´Università di Oxford all´età di 19 anni. Studio per primo matematica, arti classiche e diritto (si laureo in legge), ma dopo che aveva assistito a una lezione di &lt;a href="http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/01/evoluzione-e-mammiferi.html"&gt;William Buckland&lt;/a&gt; nacque il suo interesse per la geologia. Dopo l´inizio come avvocato, nel 1827 il suo interesse per le scienze naturali e la geologia lo portarono a viaggiare in lungo e in largo per il continente europeo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Nel periodo che va dal 1830 al 1833 pubblicò i risultati dei suoi studi nell’opera storica "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Principles of Geology&lt;/span&gt;", in cui applicò e sviluppò la sua versione della teoria “attualista”, concepita in principio da James Hutton, e contrapposta al catastrofismo di quel periodo, sviluppata particolarmente dal naturalista &lt;a href="http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/01/lopossum-di-cuvier.html"&gt;Georges Cuvier.&lt;/a&gt; Non catastrofi e cambiamenti rapidi scolpirono la terra, ma lenti processi di deposizione e erosione, osservabili anche nei tempi moderni (da cui il nome "Attualismo"), anche se necessitano migliaia, se non milioni di anni. Nell’Uniformitarismo di Lyell le &lt;a href="http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/04/il-professore-ittiosauro-tiene-una.html"&gt;forze della natura sono le stesse nel passato, presente, e futuro&lt;/a&gt;. Lyell si ribello in questo modo contro le teorie geologiche accertate del suo tempo. Nella terza edizione dei suoi “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Principles&lt;/span&gt;” si occupo di paleontologia e stratigrafia, é anche della storia naturale dell´uomo. Lyell affermo che l’età della terra e con essa del genere umano fosse molto più antica di quanto finora ritenuta.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Fu proprio una copia di Lyell´s libro, prestata a Darwin dal capitano Fitzroy, a dare a  Charles un’idea degli abissi del tempo (e interessarlo nuovamente alla geologia, che dopo i primi corsi intrapresi all’Università considerava una scienza noiosa) che la terra  é la vita avevano attraversati, un lasso di tempo necessario per la lenta evoluzione degli organismi come molti anni più tardi postulerò Darwin.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Darwin e Lyell diventeranno amici, e dopo la presentazione di Darwin sua teoria sulla trasmutazione, Lyell, dopo il primo scetticismo (che comunque si protrasse per più di 25 anni) diverrà uno dei più importanti sostenitori.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855182813996089758-4179197134592099582?l=paleomammiferi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/feeds/4179197134592099582/comments/default' title='Kommentare zum Post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855182813996089758&amp;postID=4179197134592099582&amp;isPopup=true' title='0 Kommentare'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/4179197134592099582'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/4179197134592099582'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/05/sir-charles-lyell-1797-1875.html' title='Sir Charles Lyell (1797 - 1875)'/><author><name>David Bressan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17650115671464472095</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/SvHsFeec3cI/AAAAAAAAAvQ/XOjLs4H7RIw/S220/David_Bressan.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S_-CHYw4hbI/AAAAAAAABW0/cXEygU3FlGo/s72-c/lyell_principles_geology.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855182813996089758.post-8960921888315559591</id><published>2010-05-24T12:24:00.000-07:00</published><updated>2010-05-28T02:08:24.941-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Se la scienza è matta'/><title type='text'>Il mostro di Kitchenuhmaykoosib</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:100%;"  &gt;Il 2008 aveva il "&lt;a href="http://scienceblogs.com/tetrapodzoology/2008/08/the_montauk_monster.php"&gt;Mostro di Montauk&lt;/a&gt;", nel 2010 dopo lo "&lt;a href="http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/04/catturato-finalmente-lo-yeti.html"&gt;Yeti Orientale&lt;/a&gt;" ecco il mostro di Kitchenuhmaykoosib, che ci arriva &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=meAfM33RCYI"&gt;via internet&lt;/a&gt; direttamente dal Canada (Ontario):&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S_rV8F6yd6I/AAAAAAAABWM/l2EXk4dTJNg/s1600/Kitchenuhmaykoosib_Monster_1.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 355px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S_rV8F6yd6I/AAAAAAAABWM/l2EXk4dTJNg/s400/Kitchenuhmaykoosib_Monster_1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5474923525379880866" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fig.1.&lt;/span&gt; Il "mostro" nel suo splendore&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Secondo i testimoni, due ragazze, il cadavere é stato scoperto sulla riva di un lago da parte del loro cane. Hanno fatto in tempo di realizzare alcune fotografie, dopodiché sono ritornate in cittá per avvertire le autoritá. Ritornati sul luogo della scoperta, la carcassa era sparita.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S_rS3by9ASI/AAAAAAAABWE/NnHXlw-y_Mw/s1600/Kitchenuhmaykoosib_Monster.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 357px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S_rS3by9ASI/AAAAAAAABWE/NnHXlw-y_Mw/s400/Kitchenuhmaykoosib_Monster.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5474920146818367778" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:85%;"  &gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fig.2.&lt;/span&gt; Il "mostro", naturalmente la carcassa é sparita e i biologi non sono in grado di determinarla (a parte che sicuramente non sono stati informati della faccenda), le scomesse per l´identificazione sono aperte...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Neovison_vison"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;P.S. non é tanto difficile determinare l'animale...&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family: arial;"&gt;e &lt;a href="http://scienceblogs.com/tetrapodzoology/2010/05/big-trout-lake-monster.php?utm_source=feedburner&amp;amp;utm_medium=feed&amp;amp;utm_campaign=Feed%3A+TetrapodZoology+%28Tetrapod+Zoology%29"&gt;Darren Naish spiega anche il perchè&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Intanto questa fuffa si sta &lt;a href="http://www.google.it/#q=mostro+Kitchenuhmaykoosib&amp;amp;hl=it&amp;amp;start=0&amp;amp;sa=N&amp;amp;fp=98ad28bc8541325b"&gt;diffondendo nella rete&lt;/a&gt; senza il minimo accennò di scetticismo o voglia di capire cosa sia realmente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Il modo in cui viene gestita questa notizia è vergognoso, ma forse ancora più sorprendente è l’apparente mancanza delle più minime conoscenze della forma e dell’anatomia (.&lt;a href="http://www.ilsussidiario.net/News/Curiosita/2010/5/24/ONTARIO-Video-il-mistero-del-mostro-dalla-faccia-umana-e-la-coda-da-topo-scoperto-dagli-indiani/1/88259/"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;..un volto quasi umano...&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; !!!) di mammiferi comuni nella stampa e nel pubblico.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855182813996089758-8960921888315559591?l=paleomammiferi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/feeds/8960921888315559591/comments/default' title='Kommentare zum Post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855182813996089758&amp;postID=8960921888315559591&amp;isPopup=true' title='0 Kommentare'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/8960921888315559591'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/8960921888315559591'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/05/il-mostro-di-kitchenuhmaykoosib.html' title='Il mostro di Kitchenuhmaykoosib'/><author><name>David Bressan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17650115671464472095</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/SvHsFeec3cI/AAAAAAAAAvQ/XOjLs4H7RIw/S220/David_Bressan.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S_rV8F6yd6I/AAAAAAAABWM/l2EXk4dTJNg/s72-c/Kitchenuhmaykoosib_Monster_1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855182813996089758.post-7285882519032469690</id><published>2010-05-24T10:23:00.000-07:00</published><updated>2010-05-25T00:38:26.026-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Estinzione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ultime notizie'/><title type='text'>Il metano incolpato per l´estinzione di fine Pleistocene</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Ci sono molte ipotesi che cercano di spiegare l'estinzione della megafauna alla fine del Pleistocene (&lt;a href="http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/04/dna-rivela-che-lestinzione-del-mammut-e.html"&gt;qui&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/01/nuove-ricerche-su-un-vecchio-problema.html"&gt;qui&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://paleomammiferi.blogspot.com/2009/01/mammuts-uccisi-da-cometa.html"&gt;qui&lt;/a&gt;). Ora un gruppo di ricercatori dell´Università del New Mexico in Albuquerque aggiunge un diverso approccio al problema del cambiamento climatico osservato all´inizio dell´olocene é che viene imputato come il più probabile fattore a causare l'estinzione.&lt;br /&gt;SMITH et al. hanno pubblicato i risultati di una ricerca, in cui hanno confrontato e modellato la produzione di metano da parte di moderni animali da allevamento con degli erbivori estinti. Il metano è conosciuto come un gas serra molto efficace.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Il team di ricerca ha comparato i valori ottenuti con osservazioni nel record geologico di forti variazioni della concentrazione del metano tra l'ultimo massimo glaciale, 18.000 anni fa, e il Dryas recente (13.000 anni fa). Specialmente all'inizio di questo periodo con notevole abbassamento delle temperature si osserva anche una diminuzione della concentrazione del metano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Il gruppo di ricerca ipotizza che con l´inizio dell'estinzione dei grandi erbivori una fonte importante di metano è stata rimossa dal sistema climatico, destabilizzando come conseguenza ulteriormente il clima e l´ambiente, e aumentando il tasso di estinzione. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Il cambiamento osservato secondo la ricerca é avvenuto molto più veloce rispetto a variazioni precedenti. Forse questa differenza é legata a delle attività umane, smentendo ricerche precedenti che escludevano un significante contributo dell´uomo per l'estinzione di fine Pleistocene.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;BIBLIOGRAFIA:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;SMITH, F.A.; ELLIOTT, S.M.. &amp;amp; YONS, K. (2010): &lt;a href="http://www.nature.com/ngeo/journal/vaop/ncurrent/full/ngeo877.html"&gt;Methane emissions from extinct megafauna.&lt;/a&gt; Nature Geoscience. Published online: 23. May 2010: doi:10.1038/ngeo877&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855182813996089758-7285882519032469690?l=paleomammiferi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/feeds/7285882519032469690/comments/default' title='Kommentare zum Post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855182813996089758&amp;postID=7285882519032469690&amp;isPopup=true' title='0 Kommentare'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/7285882519032469690'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/7285882519032469690'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/05/il-metano-incolpato-per-lestinzione-di.html' title='Il metano incolpato per l´estinzione di fine Pleistocene'/><author><name>David Bressan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17650115671464472095</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/SvHsFeec3cI/AAAAAAAAAvQ/XOjLs4H7RIw/S220/David_Bressan.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855182813996089758.post-2431891417191310613</id><published>2010-05-23T06:01:00.001-07:00</published><updated>2010-05-25T00:34:28.970-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Se la scienza è matta'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ultime notizie'/><title type='text'>La storia umana raccontata da pidocchi e babbuini</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S_knWQOtNxI/AAAAAAAABVo/D05XRb2ZJMc/s1600/STROUHAL_1993_TombaRekhmira.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 369px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S_knWQOtNxI/AAAAAAAABVo/D05XRb2ZJMc/s400/STROUHAL_1993_TombaRekhmira.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5474450085312804626" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fig.1.&lt;/span&gt; Nubiani portano come tributo una giraffa, sul cui collo si arrampica una scimmia; Tomba di Rekhmira, Sheikh Abd el-Qurna; XVIII dinastia (1550-1070 a.C.).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;La ricerca sui &lt;a href="http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/05/il-mammifero-e-il-suo-pelo.html"&gt;peli mammaliani&lt;/a&gt; é nuove tecnologie portano a sorprendenti risultati. Per esempio cosa centra il comune pidocchio con la domanda da quando l´uomo usa abiti, oppure cosa ci possono dire dei babbuini sulla mitica terra di Punt?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://m.wired.com/wiredscience/tag/andrew-kitchen/"&gt;Una ricerca condotta&lt;/a&gt; dal gruppo di  Andrew Kitchen dell´Università di Pennsylvania ha stabilito che l´ultimo antenato comune del pidocchio del cuoio capelluto (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pediculus humanus humanus&lt;/span&gt;) e del corpo (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pediculus humanus corporis&lt;/span&gt;) risale a 190.000 anni fa.&lt;br /&gt;Mentre il primo si trova a suo agio nelle zone coperte dai capelli naturali dell´uomo, la seconda varietà può vivere anche nei tessuti composte da fibre animali - indumenti portati dall´uomo. Secondo Kitchen questa differenza getta luce sull´uso da parte dell´uomo di abiti. Le due  sottospecie di pidocchio si sono differenziate con l´avvento dei due diversi habitat, cioè da quando l´uomo ha cominciato a coprirsi il suo corpo nudo con degli indumenti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;In una &lt;a href="http://www.archaeologydaily.com/news/201004153814/Mummified-Baboons-in-British-Museum-May-Reveal-Location-of-the-Land-of-Punt.html"&gt;seconda ricerca&lt;/a&gt;, grazie all´analisi effettuata su peli di babbuini mummificati (genere &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Papio&lt;/span&gt;), ricercatori dell´Università della California sperano di chiarire un antico mistero archeologico: dove si trovava la leggendaria &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Land_of_Punt"&gt;terra di Punt,&lt;/a&gt; da cui i faraoni dell´Egitto si procurarono le loro ricchezze in oro?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;L´estensione del regno di Punt non é chiaro, possibili regioni comprendono i moderni stati dello Yemen, Etiopia, Eritrea o Somalia. Da liste mercantili  e papiri che si sono conservati fino a noi sappiamo che l´Egitto importava da Punt oro e argento, merci da lusso ma anche animali esotici.&lt;br /&gt;I due esemplari che ora vengono studiati risalgono a 3.000 di anni fa, ma probabilmente non erano nativi della valle del Nilo, ma furono appunto portati tramite viaggi su mare in Egitto, come regalo o tributo regale da Punt.&lt;br /&gt;La ricerca cercherà di determinare la &lt;a href="http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/01/mangiatori-di-uomini-dello-tsavo.html"&gt;composizione isotopica dei peli&lt;/a&gt; (sopratutto l'ossigeno) di babbuino, questa varia con il cibo é sopratutto con l´acqua che l´animale assumeva. Dato che a sua volta la composizione dell´acqua dipende da fattori geologici locali, se si riesce a determinare la composizione dell´acqua bevuta dai babbuini si potrà confrontare i dati con dati di acqua di diverse regioni geologiche dell´Africa, é forse chiarire dove in principio vivevano gli animali.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855182813996089758-2431891417191310613?l=paleomammiferi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/feeds/2431891417191310613/comments/default' title='Kommentare zum Post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855182813996089758&amp;postID=2431891417191310613&amp;isPopup=true' title='0 Kommentare'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/2431891417191310613'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/2431891417191310613'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/05/la-storia-umana-raccontata-da-pidocchi.html' title='La storia umana raccontata da pidocchi e babbuini'/><author><name>David Bressan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17650115671464472095</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/SvHsFeec3cI/AAAAAAAAAvQ/XOjLs4H7RIw/S220/David_Bressan.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S_knWQOtNxI/AAAAAAAABVo/D05XRb2ZJMc/s72-c/STROUHAL_1993_TombaRekhmira.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855182813996089758.post-8915550462905353819</id><published>2010-05-21T07:16:00.000-07:00</published><updated>2010-05-21T07:30:40.748-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Anatomia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tafonomia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Paleontologia generale'/><title type='text'>Il mammifero e il suo pelo</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:100%;"  &gt;Una delle caratteristiche fondamentali di tutte le specie di mammiferi sono la presenza di peli sulla dermide, che fungono da strato isolante e giocano un importante ruolo nel mantenimento della temperatura corporea. La struttura  dei peli può essere di importanza tassonomica, infatti, molte identificazioni in campo aperto e studi forensi si basano sul recupero e la determinazione di ciuffi strappati dalla peluria dell’animale. Grazie a questi studi  per esempio è stato possibile identificare le pelli usati da “Ötzi” come indumenti, tra cui capra e cervo.&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:100%;"  &gt;I caratteri distintivi dei peli di mammifero sono.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div  style="text-align: justify;font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;- &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La struttura esterna dei peli:&lt;/span&gt; la forma e disposizione rispetto all'asse del pelo delle scaglie cuticolari.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;- &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il bordo delle singole scaglie.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;- &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La grandezza e la distanza dei bordi delle singole scaglie&lt;/span&gt; rispetto all’intero pelo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;- La &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;sezione trasversale e longitudinale del pelo&lt;/span&gt; e la forma della cavità centrale (medulla)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S_aWkW-1HHI/AAAAAAAABVg/DiWIzLrbdEM/s1600/BACKWELLetal_2009_FossilHair.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 308px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S_aWkW-1HHI/AAAAAAAABVg/DiWIzLrbdEM/s400/BACKWELLetal_2009_FossilHair.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5473727948503981170" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fig.1.&lt;/span&gt; Le caratteristiche per descrivere il pelo di mammifero ( da BACKWELL et al. 2009).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;- disposizione delle scaglie rispetto all’asse del pelo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;- forma delle singole scaglie&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;- forma dei bordi delle singole scaglie&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;- distanza dei bordi delle singole scaglie ("grandezza delle scaglie")&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S_aWWt5n7AI/AAAAAAAABVY/K1yl5RCMmQU/s1600/BACKWELLetal_2009_FossilHair_2.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S_aWWt5n7AI/AAAAAAAABVY/K1yl5RCMmQU/s400/BACKWELLetal_2009_FossilHair_2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5473727714137992194" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fig. 2.&lt;/span&gt; Esempi di strutture di peli osservate tramite microscopio elettronico. a,b) cercopiteco (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Chlorocebus sp.)&lt;/span&gt;, c) galago (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Galago sp.&lt;/span&gt;), d) umano (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Homo sapiens&lt;/span&gt;), preso da BACKWELL et al. 2009.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Con l'avvento delle tecniche genetiche, se in un pelo ritrovato è ancora integro il follicolo pilifero possono essere effettuati anche identificazione tramite il DNA delle cellule.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Anche se la ceratina, di cui sono composti i peli mammaliani, è abbastanza resistente alle intemperie del tempo, resti o impronte di peli di mammiferi sono abbastanza rari nel record geologico. Durante la fossilizzazione devono essere presenti condizioni particolari (p.e. ambiente anossico o asciutto), e gli spazzini che amano la ceratina come spuntino (p.e. coleotteri dermistidi) non devono avere accesso al reperto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Dal Paleocene cinese (ca. 59-56 milioni di anni) sono conosciute impronte fossili di peli, conservati nelle feci di mammiferi carnivori e uccelli rapaci. La conservazione è talmente perfetta, che è stato possibile osservare le singole scaglie dei peli e a attribuire i resti a almeno quattro specie, tra cui probabilmente anche un rappresentante del genere &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Lambdopsalis&lt;/span&gt;, un Multitubercolato relativamente grande per i suoi tempi. La scoperta conferma che anche questi progenitori dei moderni mammiferi possedevano uno strato isolante costituito da peli.&lt;br /&gt;Dalla Cina viene anche il più antico mammifero placentale con tanto di peli: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Eomaia scansoria&lt;/span&gt;. Il fossile è stato rinvenuto nella formazione di Yixian (Provincia di Liaoning), datata al Cretaceo (125 milioni di anni). Lo scheletro conservato completo e in connessione anatomica è circondato dalla sagoma della folta pelliccia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Nell’ambra sono conosciuti peli del Miocene della Repubblica Dominicana e del Mar Baltico, e dal Cretaceo della Francia è stato descritto &lt;a href="http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/05/il-pelo-di-mammifero-nellambra.html"&gt;l'esempio più antico finora conosciuto.&lt;/a&gt; Nel permafrost della Siberia e del Canada si sono conservati integri le pelurie di mammut e altri animali del Pleistocene.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;La più antica testimonianza di capelli umani conosciuti fino all’ultimo anno erano resti trovati su una mummia del popolo dei Chincorro (Chile del Nord), datata a 9.000 anni, ma in un coprolite di iena vecchio più di 200.000 anni è stato descritto quello che viene interpretato come  l’&lt;a href="http://paleomammiferi.blogspot.com/2009/03/la-storia-delluomo-la-racconta-liena.html"&gt;impronta di peli delle prime specie di Homo&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;BIBLIOGRAFIA:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;BACKWELL, L.; PICKERING, R.; BROTHWELL, D.; BERGER, L.; WITCOMB, M.; MARTILL, D.; PENKMAN, K. &amp;amp; WILSON, A. (2009): P&lt;a href="http://www.sciencedirect.com/science?_ob=ArticleURL&amp;amp;_udi=B6WH8-4VH4DN6-1&amp;amp;_user=10&amp;amp;_rdoc=1&amp;amp;_fmt=&amp;amp;_orig=search&amp;amp;_sort=d&amp;amp;view=c&amp;amp;_acct=C000050221&amp;amp;_version=1&amp;amp;_urlVersion=0&amp;amp;_userid=10&amp;amp;md5=a5d392802fadabb995f60233a4d67755"&gt;robable human hair found in a fossil hyaena coprolite from Gladysvale cave, South Africa.&lt;/a&gt; Journal of ARcheological Science 36: 1269-1276&lt;br /&gt;JI, Q.; LUO, Z.-X.; YUAN, C.X.; WIBLE, J.R.; ZHANG, J.-P. &amp;amp; GEORGI, J.A. (2002): &lt;a href="http://www.carnegiemnh.org/vp/media/JiEtAl%28Eomaia-Nature%29.pdf"&gt;The earliest known eutherian mammal. &lt;/a&gt;Nature (416): 816-822&lt;br /&gt;MENG, J. &amp;amp; WYSS, A.R. (1997): &lt;a href="http://cat.inist.fr/?aModele=afficheN&amp;amp;cpsidt=2570718"&gt;Multituberculate and other mammal hair recovered from Palaeogene excreta.&lt;/a&gt; Nature 385(6618): 712-714&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855182813996089758-8915550462905353819?l=paleomammiferi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/feeds/8915550462905353819/comments/default' title='Kommentare zum Post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855182813996089758&amp;postID=8915550462905353819&amp;isPopup=true' title='0 Kommentare'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/8915550462905353819'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/8915550462905353819'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/05/il-mammifero-e-il-suo-pelo.html' title='Il mammifero e il suo pelo'/><author><name>David Bressan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17650115671464472095</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/SvHsFeec3cI/AAAAAAAAAvQ/XOjLs4H7RIw/S220/David_Bressan.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S_aWkW-1HHI/AAAAAAAABVg/DiWIzLrbdEM/s72-c/BACKWELLetal_2009_FossilHair.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855182813996089758.post-7271836731732332300</id><published>2010-05-20T11:49:00.000-07:00</published><updated>2010-05-21T07:32:39.265-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ultime notizie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Anatomia'/><title type='text'>Il (pelo di) mammifero nell'ambra</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S_WE7XpNoAI/AAAAAAAABVQ/otLG-FK3rIs/s1600/VULLOetal_2010_HairMammal.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 357px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S_WE7XpNoAI/AAAAAAAABVQ/otLG-FK3rIs/s400/VULLOetal_2010_HairMammal.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5473427077632729090" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fig.1.&lt;/span&gt; Il due frammenti di pelo conservato nell´ambra e disegni interpretativi con evidenziato la struttura esterna (da VULLO et al. 2010).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Sul suo &lt;a href="http://scienceblogs.com/laelaps/2010/05/tiny_treasures_-_100_million_y.php?utm_source=feedburner&amp;amp;utm_medium=feed&amp;amp;utm_campaign=Feed%3A+scienceblogs%2FmTGk+%28Laelaps%29"&gt;blog Brian Switek&lt;/a&gt; ha riportato una nuova ricerca che descrive &lt;a href="http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/05/il-mammifero-e-il-suo-pelo.html"&gt;peli di mammifero&lt;/a&gt; in un'ambra di 100 milioni di anni fa. La scoperta del fossile è avvenuta nello stesso sito, nel sud ovest della Francia, che ha restituito già diversi mammiferi mesozoici e in cui l'anno scorso è stato recuperato il fossile di &lt;a href="http://paleomammiferi.blogspot.com/2009/11/arcantiodelphys-un-nuovo-genere-di.html"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Arcantiodelphys&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;L'attribuzione dei peli a un determinato gruppo di mammiferi recenti o fossili non è possibile, ma comunque la struttura esteriore assomiglia molto a peli di mammiferi moderni. Insieme al pelo nell'ambra si sono conservate anche larve di ditteri, che forse offrono un indizio tafonomico di come i peli siano finiti incastonati nella resina. Dato che molte larve di specie di mosce si cibano di carcasse, forse la resina ha inglobato parte di una  carcassa di mammifero insieme a questi piccoli spazzini.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;BIBLIOGRAFIA:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;VULLO, R.; GIRARD, V.; AZAR, D. &amp;amp; NERAUDEAU, D. (2010): &lt;a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20467722"&gt;Mammalian hairs in Early Cretaceous amber. &lt;/a&gt;Naturwissenschaften. DOI: 10.1007/s00114-010-0677-8&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855182813996089758-7271836731732332300?l=paleomammiferi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/feeds/7271836731732332300/comments/default' title='Kommentare zum Post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855182813996089758&amp;postID=7271836731732332300&amp;isPopup=true' title='0 Kommentare'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/7271836731732332300'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/7271836731732332300'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/05/il-pelo-di-mammifero-nellambra.html' title='Il (pelo di) mammifero nell&apos;ambra'/><author><name>David Bressan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17650115671464472095</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/SvHsFeec3cI/AAAAAAAAAvQ/XOjLs4H7RIw/S220/David_Bressan.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S_WE7XpNoAI/AAAAAAAABVQ/otLG-FK3rIs/s72-c/VULLOetal_2010_HairMammal.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855182813996089758.post-8341017545974403501</id><published>2010-05-16T11:27:00.000-07:00</published><updated>2010-05-20T12:09:19.632-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Estinzione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Geologia'/><title type='text'>Chicxulub: La coda del diavolo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S_A74IhkdSI/AAAAAAAABUo/5VGX58QY2hQ/s1600/Gubbio_C_Pg.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 168px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S_A74IhkdSI/AAAAAAAABUo/5VGX58QY2hQ/s400/Gubbio_C_Pg.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5471939382802150690" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fig.1.&lt;/span&gt; Lo strato di Iridio nella gola del Bottaccione nei pressi di Gubbio, Cretaceo in basso, Paleogene in alto dell´immagine (... rotata di 90°).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Una caratteristica della transizione C/P è l'apparente mancanza di un record stratigrafico completo, e fino al decennio tra 1960 e 1970 con la scoperta di Alvarez nella Scaglia rossa nella gola di Gubbio, si riteneva che il limite superiore del Cretaceo fosse andato eroso e praticamente perso. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;Negli anni ottanta il geologo Alvarez cercò di datare sedimenti della gola di Gubbio tramite l´accumulo di rari elementi che in una rata constante raggiungono la terra tramite micrometeore. Nel corso di questa ricerca scopri la conosciuta anomalia dell´Iridio. La genesi di questa concentrazione anomala di questo elemento raro sulla terra rimase ignota, una possibile spiegazione, a parte di una sedimentazione molto lenta e un accumulo dei micrometeori, era l´impatto di una grande massa extraterrestre con un alto contenuto di questo elemento. Ma mancavano ulteriori prove per confermare l´ipotesi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1981 Antonio Camargo-Zanoguera e Glen Penfield durante un congresso geofisico presentarono le loro ricerche su una struttura geologica scoperta 30 anni prima durante sondaggi geofisici sulla penisola dello Yucatan. I due ricercatori proponevano una nuova interpretazione di questa struttura sepolta sotto 300 a 1.000 metri di sedimenti, ritenuto di origine vulcanica. Ma la loro ipotesi, che si trattava di una struttura d´impatto suscitò poco interesse.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Solo 10 anni più tardi ricercatori dell´Università di Arizona studiarono attentamente le struttura e esiguirono prime datazioni, che davano un´età di 65 milioni di anni.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Delle ulteriori ricerche nel 1993 rivelo che la struttura della penisola dello Yucatan era un cratere d´impatto di struttura complessa, con un bulbo centrale circondato da cerchi concentrici con un diametro complessivo di 180 chilometri, fu denominato Chicxulub - la coda del diavolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;a onblur="try  {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S_A63nBqpXI/AAAAAAAABUg/29qpDPn7Dpk/s1600/KELLERetal_2004_Chicxulub.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 399px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S_A63nBqpXI/AAAAAAAABUg/29qpDPn7Dpk/s400/KELLERetal_2004_Chicxulub.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5471938274298340722" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fig.2.&lt;/span&gt; Locazione dei carotaggi eseguiti sulla penisola dello Yucatan (tra cui  Yax = Yaxcopoil-1) proiettati su una carta delle anomalie gravitative della regione (linea nera = costa), si riconoscono gli anelli concentrici del cratere, da KELLER et al. 2004.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dato che l´età coincideva , Alvarez penso di avere scoperto l´impatto responsabile dell´anomalia dell´Iridio e l´estinzione al limite C/P.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Il limite C/P nel 1995 è stato definito nello stratotipo  &lt;a href="http://stratigraphy.science.purdue.edu/gssp/detail.php?periodid=34&amp;amp;top_parentid=0"&gt;(GSSP) di El Kef (Tunisia)&lt;/a&gt; in coincidenza con il picco di Iridio e l'estinzione di massa di specie di foraminiferi alla base del noto strato di argilla (C/P boundary clay), depositatosi dopo l'impatto a causa della diminuzione della produttività biologica negli oceani.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Il carotaggio &lt;a href="http://www.icdp-online.org/front_content.php?idcat=716"&gt;Yaxcopoil&lt;/a&gt;-1 é stato effettuato nel Messico nel corso del &lt;a href="http://www.google.at/url?sa=t&amp;amp;source=web&amp;amp;ct=res&amp;amp;cd=4&amp;amp;ved=0CC8QFjAD&amp;amp;url=http%3A%2F%2Fwe.vub.ac.be%2F%7Edglg%2FWeb%2FClaeys%2FPubs%2FUrrutia-etal-04.pdf&amp;amp;rct=j&amp;amp;q=Major+and+trace+element+characteristics+of+impactites+from+the+Yaxcopoil-1+borehole%2C+Chicxulub+structure%2C+Mexico.&amp;amp;ei=qD_wS4rvA9rbsAb1nsSOBg&amp;amp;usg=AFQjCNGTmY-01XInRrfTBZgtSQqCpR9y3g"&gt;Chicxulub Scientific Drilling Project&lt;/a&gt;, per studiare la stratigrafia del cratere. Sono stati recuperati sedimenti da 400 a 1.511m di profondità. Fino a 795 m prevalgono siltite e arenarie carbonatiche, poi seguono 100m di breccia, interpretata come roccia fratturata durante l´impatto&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;a onblur="try  {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S_A6CHDO2MI/AAAAAAAABUY/zWEBUrQbUBw/s1600/TUCHSCHERERetal_2004_YaxBorehole.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 218px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S_A6CHDO2MI/AAAAAAAABUY/zWEBUrQbUBw/s400/TUCHSCHERERetal_2004_YaxBorehole.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5471937355181906114" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fig.3.&lt;/span&gt; Stratigrafia di Yaxcopoil-1, la breccia d´impatto é stata interpretata tra  795-895m di profondità (sbarra nera a sinistra) preso da TUCHSCHERER et al. 2004.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;La breccia d'impatto e il materiale fuso sono state datate tramite isotopi di argon a una età di circa 65 milioni di anni, inoltre anche il materiale espulso dal cratere è depositatosi sul globo è stato datato tramite zirconi e vetro a una età di 65,07+-0,1Ma. Ma la carota recuperata ha mostrato anche due prominenti lacune stratigrafiche tra il Cretaceo superiore (Maastrichtiano) e il Paleocene inferiore (Daniano).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quel che riguarda Alvarez, il "padre" dell'evento C/P, di certo non dimostra modestia, cosi nel 2009 scrive:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Geologists could no longer doubt the reality of catastrophic impact events.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;The K-T impact, first recognized at Gubbio, was a truly catastrophic event in Earth history, whose history is written in detail in the rock record. It correlates with, and probably caused, the great mass extinction 65 Ma. After a century and a half, the uncompromising uniformitarian gradualism of Lyell was dead."&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;BIBLIOGRAFIA:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;ALVAREZ, W., ALVAREZ, L.W., ASARO, F. &amp;amp; MICHELl, H.V. (1979): Anomalous iridium levels at the Cretaceous/Tertiary boundary at Gubbio, Italy: Negative results of tests for a supernova origin. In: Cretaceous-Tertiary Boundary Events Symposium; II. Proceedings (Eds W.K. Christensen and T. Birkelund), pp. 69. University of Copenhagen&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;ALVAREZ, L.W., ALVAREZ, W., ASARO, F. &amp;amp; MICHEL, H.V. (1980): &lt;a href="http://links.jstor.org/sici?sici=0036-8075%2819800606%293%3A208%3A4448%3C1095%3AECFTCE%3E2.0.CO%3B2-B"&gt;Extraterrestrial cause for the Cretaceous-Tertiary extinction.&lt;/a&gt; Science 208: 1095-1108&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;ALVAREZ, W. (2009): &lt;a href="http://www.google.at/url?sa=t&amp;amp;source=web&amp;amp;ct=res&amp;amp;cd=1&amp;amp;ved=0CBgQFjAA&amp;amp;url=http%3A%2F%2Fusm.maine.edu%2Flac%2Fglobal%2Fbighistory%2Fessays%2FAlvarez%2C%2520145%2520Gubbio%2520review%2520Sedgy%25202009.pdf&amp;amp;rct=j&amp;amp;q=The+historical+record+in+the+Scaglia+limestone+at+Gubbio%3A+magnetic+reversals&amp;amp;ei=xz7wS-TnKoKssAbyye3bAg&amp;amp;usg=AFQjCNGskptXy-FLEsNgLErvdPwCcqi-eg"&gt;The historical record in the Scaglia limestone at Gubbio: magnetic reversals and the Cretaceous-Tertiary mass extinction. &lt;/a&gt;Sedimentology 56: 137-148; doi: 10.1111/j.1365-3091.2008.01010.x&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;ARENILLAS, I.; ARZ, J.A.; GRAJALES-NISHIMURA, J.M.; MURILLO-MUNETON, G.; ALVAREZ, W.; CAMARGO-ZANOGUERA, A.; MOLINA, E. &amp;amp; ROSALES-DOMINGUEZ, C. (2006): &lt;a href="http://www.sciencedirect.com/science?_ob=ArticleURL&amp;amp;_udi=B6V61-4KNMB7G-2&amp;amp;_user=10&amp;amp;_coverDate=09%2F30%2F2006&amp;amp;_rdoc=1&amp;amp;_fmt=high&amp;amp;_orig=search&amp;amp;_sort=d&amp;amp;_docanchor=&amp;amp;view=c&amp;amp;_searchStrId=1337036014&amp;amp;_rerunOrigin=google&amp;amp;_acct=C000050221&amp;amp;_version=1&amp;amp;_urlVersion=0&amp;amp;_userid=10&amp;amp;md5=24b1bdda8a77f3475a72bb05b83a9bc9"&gt;Chicxulub impact event is Cretaceous/Paleogene boundary in age: New micropaleontological evidence.&lt;/a&gt; Earth and Planetary Science Letters 249: 241-257 doi:10.1016/j.epsl.2006.07.020&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;KELLER, G.; ADATTE, T.; STINNESBECK, W.; REBOLLEDO-VIEYRA, M.; FUCUGAUCHI, J.U.; KRAMAR, U. &amp;amp; STÜBEN, D. (2004): &lt;a href="http://www.google.at/url?sa=t&amp;amp;source=web&amp;amp;ct=res&amp;amp;cd=1&amp;amp;ved=0CB0QFjAA&amp;amp;url=http%3A%2F%2Fgeoweb.princeton.edu%2Fpeople%2Fkeller%2F0400396101v1.pdf&amp;amp;rct=j&amp;amp;q=Chicxulub+impact+predates+the+K-T+boundary+mass+extinction.&amp;amp;ei=Zj_wS-iDIYGssAbihqDRCA&amp;amp;usg=AFQjCNHr5aAwSQ8dFrKtPI4ahOYFJkBFtQ"&gt;Chicxulub impact predates the K-T boundary mass extinction.&lt;/a&gt; PNAS 101(11): 3753-3758 doi/10.1073/pnas.0400396101&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;TUCHSCHERER, M.G.; REIMOLD, W.U.; KOEBERL, C. &amp;amp; GIBSON, R.L. (2004): &lt;a href="http://www.blogger.com/www.univie.ac.at/...list/247-Chicxulub-geochemistry-MAPS2004.pdf"&gt;Major and trace element characteristics of impactites from the&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/www.univie.ac.at/...list/247-Chicxulub-geochemistry-MAPS2004.pdf"&gt; &lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/www.univie.ac.at/...list/247-Chicxulub-geochemistry-MAPS2004.pdf"&gt;Yaxcopoil-1 borehole, Chicxulub structure, Mexico.&lt;/a&gt; Meteoritics &amp;amp; Planetary Science 39(6): 955-978&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855182813996089758-8341017545974403501?l=paleomammiferi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/feeds/8341017545974403501/comments/default' title='Kommentare zum Post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855182813996089758&amp;postID=8341017545974403501&amp;isPopup=true' title='0 Kommentare'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/8341017545974403501'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/8341017545974403501'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/05/chixulub-la-coda-del-diavolo.html' title='Chicxulub: La coda del diavolo'/><author><name>David Bressan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17650115671464472095</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/SvHsFeec3cI/AAAAAAAAAvQ/XOjLs4H7RIw/S220/David_Bressan.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S_A74IhkdSI/AAAAAAAABUo/5VGX58QY2hQ/s72-c/Gubbio_C_Pg.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855182813996089758.post-8531094203370010172</id><published>2010-05-14T12:47:00.001-07:00</published><updated>2010-05-14T13:10:48.704-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Se la scienza è matta'/><title type='text'>Carl Sagan: Pronto Soccorso Antifuffa</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S-2p-8L5HMI/AAAAAAAABUQ/bCl0Z0P2iKw/s1600/01_Common_Sense.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 137px; height: 174px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S-2p-8L5HMI/AAAAAAAABUQ/bCl0Z0P2iKw/s200/01_Common_Sense.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5471216021098011842" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;La fuffologia è ricerca dedicata alla formulazione e divulgazione della &lt;a href="http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Fuffa"&gt;fuffa&lt;/a&gt;, e comprende diverse branche come l'ufologia, l'astrologia, l'omeopatia e il creazionismo per citare solo alcune. Altri nomi sinonimi che possono essere usati sono junk science o meglio pseudoscienza, dato che i fuffologi - i ricercatori della fuffa - dichiarano di fare scienza, ma in completo contrasto con essa non solo non adottano il metodo scientifico, ma attaccano la scienza vera nel disperato tentativo di promuovere la loro fuffa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Nel suo libro "&lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/The_Demon-Haunted_World"&gt;The Demon-Haunted World: Science as a Candle in the Dark&lt;/a&gt;",  pubblicato nel 1995, il noto astrofisico e divulgatore Carl Sagan ha sviluppato un pronto soccorso per testare la scienza stessa ma anche per smascherare la fuffologia:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S-2p2KZHzmI/AAAAAAAABUI/66qOP2I2rkg/s1600/02_Fractal_Wrongness.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S-2p2KZHzmI/AAAAAAAABUI/66qOP2I2rkg/s400/02_Fractal_Wrongness.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5471215870292774498" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;  &lt;span style=";font-family:arial;font-size:85%;"  &gt;Fig.2.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;- Per quanto possibile ci deve essere una&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; conferma indipendente dei fatti e dati &lt;/span&gt;proposti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;- Incoraggiare il &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;dibattito in merito sulle prove&lt;/span&gt; proposte, anche in relazione a diversi punti di vista, contrario alle proprie interpretazioni.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;- Sopportare l'argomento con la citazione di un'autorità è irrilevante, nella scienza n&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;on esistono "autorità"&lt;/span&gt;, indipendente che sia una persona singola o un gruppo di persone.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;- Valutare diverse&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; ipotesi plausibili&lt;/span&gt;, non fermarsi alla prima idea che viene in mente.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;- Cercare di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;non essere troppo attaccato alla propria ipotesi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;- Quantificare e sopportare l'ipotesi proposta con&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; dati empirici.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;- Se si usa una&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; catena di argomenti&lt;/span&gt;,  ogni anello, cioè argomento, deve essere plausibile.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;- Usare il &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;rasoio di Occam&lt;/span&gt;: se ci sono due ipotesi che spiegano i dati altrettanto bene, si scelga la più semplice.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;- Chiedersi se&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; l'ipotesi&lt;/span&gt; può, almeno in linea di principio, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;essere falsificate&lt;/span&gt;. In altre parole, la tua &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ipotesi è testabile&lt;/span&gt;? Altri ricercatori possono duplicare l'esperimento e ottenere lo stesso risultato?&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Analizzando il modo di discussione dei fuffologi si può osservare che le loro argomentazioni sono perlopiù ristrette a un piccolo numero di errori di logica e retorica:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;a onblur="try  {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S-2poI3VMqI/AAAAAAAABUA/OXUC8c0fI9U/s1600/03_Logic.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 217px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S-2poI3VMqI/AAAAAAAABUA/OXUC8c0fI9U/s400/03_Logic.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5471215629364441762" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Fig.3.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;- &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ad hominem:&lt;/span&gt; attaccare direttamente la persona e non l'argomento, p.e. il fuffologo attacca volentieri lo scettico affermando che è cinico oppure che sia intollerante verso opinioni di altrui o si opponga a nuove idee.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;- &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Argomento da "autorità"&lt;/span&gt;: le pecore del creazionismo citano volentieri i loro pastori o la loro comunità, spesso persone al di fuori del campo di ricerca o con nulle conoscenze della tematica.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;- &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Argomento delle conseguenze negative:&lt;/span&gt; si cerca di sottolineare le conseguenze disastrose di una "sfavorevole" decisione. In un più ampio contesto può essere caratterizzato come l'argomento dell'uomo nero oppure "&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=t_Up7AlX46U"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;What if…&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;": &lt;span style="font-style: italic;"&gt;se non credi al baubau, è lui esiste è ti viene a prendere, non è meglio crederci per stare al sicuro&lt;/span&gt; (Pascal Wagner fallacy).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;- &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Appello all'ignoranza&lt;/span&gt; o &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;argomento dell'incredulità propria&lt;/span&gt; (l'assenza di prove non è prova di assenza) afferma che un argomento è vero perché non sappiamo se è falso. Un errore logico usato spesso dal creazionismo sotto forma del "god of the gaps": dato che un fenomeno (p.e. la complessità della vita) non lo possiamo ancora spiegare, e il risultato di un processo sopranaturale.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;- Sforzare la risposta:&lt;/span&gt; formulare la domanda in tale modo da forzare la risposta&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;- Selezione dei fatti (&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;cherry picking&lt;/span&gt;): citare solo i casi che sopportano l'affermazione, e dimenticare o ignorare i dati o le ricerche che non sopportano o perfino confutano l'affermazione&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;- Statistica dei piccoli numeri e anche &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;statistica creativa:&lt;/span&gt; spesso risultato della non conoscenza del metodo di statistica. A parte che la maggioranza dei fuffologi fa a meno di diagrammi o tabelle (dato che comunque non sono in posesso di dati empirici), vengono considerati quantità di dati non significativi, oppure vengono usati metodi di statistica inappropriata.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;-  Non sequitur:&lt;/span&gt; non segue: uso di logica scadente. Due argomenti che non hanno niente in comune vengono menzionati insieme per far nascere l'apparenza di una conessione.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;- Post hoc, ergo propter hoc:&lt;/span&gt; è successo dopo l'evento, per questo è stato causato dall'evento. Confusione di causa ed effetto, una variante è l'argomento alla causa finale p.e. un noto malinteso diffuso nel pubblico è che l'uomo esiste perché l'evoluzione progredisce verso forme più evolute.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;- Domanda senza senso: &lt;/span&gt;"&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Cosa succede quando una forza irresistibile fa leva su un oggetto inamovibile ?&lt;/span&gt;" - vedi anche l'argomento del baubau.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;- Esclusione del compromesso:&lt;/span&gt; prendere in considerazione solo le spiegazioni estreme di un'ipotesi, i dinosauri si sono estinte per l' asteroide oppure solo per il vulcanismo. &lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;- Spauracchio:&lt;/span&gt; caricatura di  una posizione o di un argomento per rendere più facile l'attacco: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;L'evoluzione dice che la vita si è sviluppata per puro caso.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;- Teach the controversy: &lt;/span&gt;dare credito a diverse ipotesi per il semplice fatto di presentarle al pubblico. Scienza non lavora in questo modo, esiste una differenza tra opinione e ipotesi falsificabili con il metodo scientifico. Posso benissimo esser dell'opinione che i &lt;a href="http://paleomammiferi.blogspot.com/2009/12/dinosauri-mangiati-da-mammiferi.html"&gt;mammiferi si siano mangiati i dinosauri&lt;/a&gt;, ma non ho nessuna prova che possa confermare questa idea e valorizzarla a ipotesi, al contrario, le prove in mio possesso la confutano.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;- Falsa dicotomia:&lt;/span&gt; limitare le possibili spiegazioni a due sole, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;l'evoluzione non esiste, e per questo esiste il designer intelligente.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;- Tautologia:&lt;/span&gt; è un argomento che si autoriferisce per validarsi, ma sappiamo che &lt;span style="font-style: italic;"&gt;tutti i Darwinisti mentono, disse Darwin.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;a onblur="try  {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S-2pBsAj39I/AAAAAAAABT4/eGOsK8DDfSU/s1600/04_Memes.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 261px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S-2pBsAj39I/AAAAAAAABT4/eGOsK8DDfSU/s400/04_Memes.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5471214968783495122" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Fig.4.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855182813996089758-8531094203370010172?l=paleomammiferi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/feeds/8531094203370010172/comments/default' title='Kommentare zum Post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855182813996089758&amp;postID=8531094203370010172&amp;isPopup=true' title='0 Kommentare'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/8531094203370010172'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/8531094203370010172'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/05/carl-sagan-pronto-soccorso-antifuffa.html' title='Carl Sagan: Pronto Soccorso Antifuffa'/><author><name>David Bressan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17650115671464472095</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/SvHsFeec3cI/AAAAAAAAAvQ/XOjLs4H7RIw/S220/David_Bressan.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S-2p-8L5HMI/AAAAAAAABUQ/bCl0Z0P2iKw/s72-c/01_Common_Sense.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855182813996089758.post-5000018581883063872</id><published>2010-05-13T12:25:00.000-07:00</published><updated>2010-05-13T12:42:02.426-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='P-movie'/><title type='text'>Valley of Gwangi (1969)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S-xT6s_RrHI/AAAAAAAABTw/iNorX-9SsHI/s1600/Valley_Gwangi.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 130px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S-xT6s_RrHI/AAAAAAAABTw/iNorX-9SsHI/s200/Valley_Gwangi.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5470839915322387570" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Dopo un &lt;a href="http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/05/sinbad-and-eye-of-tiger-1977.html"&gt;film ritenuto nel miglior caso mediocre&lt;/a&gt;, un lavoro molto importante dal punto stilistico e considerato uno dei migliori lavori di Harryhausen: Valley of Gwangi (1969).&lt;br /&gt;La trama originale del film era basata su una sceneggiatura scritta dal "maestro di Ray", &lt;a href="http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/03/king-kong-1933.html"&gt;Willis O'Brien&lt;/a&gt;, ma l'idea rimase per diversi anni nel cassetto finche fu adattata dal produttore Charles H. Schneer.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Harryhausen completo le animazioni delle creature il 7. ottobre 1968, dopo più di 400 singole riprese usate per la tecnica dello stop motion, il massimo numero mai realizzato fino a quei tempi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Il film è notevole per la sua trama che mischia il genere classico western con il classico film sui dinosauri e altre creature preistoriche.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Il film è ambientato nel Messico (è girato in Spagna) ai primi anni del 19 secolo. Nel mezzo del deserto&lt;a href="http://paleomammiferi.blogspot.com/2009/12/dr-broom-i-assume.html"&gt; professor Bromley&lt;/a&gt; (chissà se il nome è solo coincidenza) ritrova un fossile sensazionale: una lastra con delle impronte umane insieme a quello di un cavallo con tre dita, il genere estinto &lt;a href="http://paleomammiferi.blogspot.com/2009/12/messel-eurohippus-co.html"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Eohippus&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;. Poco dopo un circo entra in possesso di uno strano animale: un piccolo cavallo che pero possiede tre dita sugli arti, e che viene denominato El Diablo. Nel tentativo di scoprire la valle da cui proviene il cavallino, il paleontologo lo fa prima rapire e poi lo segue fino all'imbocco della valle probità. Qui incontrano il più terribile dei predatori - Gwangi! Un terribile &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Tyrannosauro&lt;/span&gt;… &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Allosaurus&lt;/span&gt;, animale che lo stesso Harryhausen ammette di avere confuso quando creò il pupazzo.&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fino al Gennaio 1969 il titolo proposto per il film fu "The Valley Where Time Stood Still", ma alla casa produttrice (Warner) sembrava troppo lungo è complicato, e fu cambiato, non senza acerrime proteste, in "The Valley of Gwangi".&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="385" width="480"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/zXRkwR9zDRc&amp;amp;hl=de_DE&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/zXRkwR9zDRc&amp;amp;hl=de_DE&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="300" width="420"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855182813996089758-5000018581883063872?l=paleomammiferi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/feeds/5000018581883063872/comments/default' title='Kommentare zum Post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855182813996089758&amp;postID=5000018581883063872&amp;isPopup=true' title='1 Kommentare'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/5000018581883063872'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/5000018581883063872'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/05/valley-of-gwangi-1969.html' title='Valley of Gwangi (1969)'/><author><name>David Bressan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17650115671464472095</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/SvHsFeec3cI/AAAAAAAAAvQ/XOjLs4H7RIw/S220/David_Bressan.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S-xT6s_RrHI/AAAAAAAABTw/iNorX-9SsHI/s72-c/Valley_Gwangi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855182813996089758.post-7928120192166058602</id><published>2010-05-12T11:50:00.000-07:00</published><updated>2010-05-12T12:00:16.422-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='P-movie'/><title type='text'>Sinbad and the Eye of the Tiger (1977)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S-r5HGqLnrI/AAAAAAAABTo/oGC-pZU_3jI/s1600/Sinbad_tiger_1977.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 132px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S-r5HGqLnrI/AAAAAAAABTo/oGC-pZU_3jI/s200/Sinbad_tiger_1977.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5470458597836824242" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:100%;"  &gt;Sinbad e l'occhio della tigre è il terzo (Sinbad and the Eye of the Tiger 1977) di una serie di film fantasy basata sui mitici viaggi dell'esploratore arabo.&lt;br /&gt;Con 7 milioni di dollari fu, come molte volte succede con i sequel, il più costoso in produzione di tutti i tre film.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:100%;"  &gt;Mentre la parte filmata con gli attori reali in varie località della Spagna, Malta e Giordania fu realizzata in appena cinque mesi nel 1975, il mitico Ray Harryhausen impiego un anno è mezzo (Ottobre 1975 - Marzo 1977) per la postproduzione è l' implemento delle sue creature nella sceneggiatura.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La trama del film è indubbiamente ispirata dalle note avventure di mille è una notte: per ritrasformare il fratello della sua sposa tramutato in babbuino, Sinbad deve raggiungere una mitica piramide nella terra di Iperborea. Durante il viaggio incontra creature pacifiche, come un troglodita che lo aiuterà nell'avventura, ma anche mostruose, come un tricheco gigante. Sempre inseguiti dalla malvagia strega colpevole della trasformazione iniziale, che viene assecondata da Minaton, un Minotauro Cyborg imparentato con Chewbacca. Niente da dire, Harryhausen si è sbizzarrito nel creare i protagonisti indiscussi del film. Il show down finale vede l' apparizione dello &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Smilodon&lt;/span&gt;, la tigre dai denti a sciabola.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;a onblur="try  {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S-r44xdAOCI/AAAAAAAABTg/PeLK3Xfbz98/s1600/Harryhausen_Smilodon.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 223px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S-r44xdAOCI/AAAAAAAABTg/PeLK3Xfbz98/s400/Harryhausen_Smilodon.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5470458351626237986" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fig.2.&lt;/span&gt; Smilodon, trovato su &lt;a href="http://koprolitos.blogspot.com/"&gt;Koprolitos-Blog&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;Le tigri dai denti a sciabola o macairodonti (Machairodontinae) sono una sottofamiglia di felidi estinti, caratterizzati dall'allungamento spropositato dei due canini superiori. Il gruppo ha avuto un notevole successo nel cenozoico, molto diffuso dal Miocene in poi, con rappresentanti sul continente americano, africano e eurasiatico. Non ha rappresentanti moderni, è la denominazione tigre (nel senso del genere &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Panthera&lt;/span&gt;) dal punto sistematico è incorretto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="640" height="385"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/c3ZsR3C1XI4&amp;hl=de_DE&amp;fs=1&amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/c3ZsR3C1XI4&amp;hl=de_DE&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="420" height="300"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855182813996089758-7928120192166058602?l=paleomammiferi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/feeds/7928120192166058602/comments/default' title='Kommentare zum Post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855182813996089758&amp;postID=7928120192166058602&amp;isPopup=true' title='2 Kommentare'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/7928120192166058602'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/7928120192166058602'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/05/sinbad-and-eye-of-tiger-1977.html' title='Sinbad and the Eye of the Tiger (1977)'/><author><name>David Bressan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17650115671464472095</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/SvHsFeec3cI/AAAAAAAAAvQ/XOjLs4H7RIw/S220/David_Bressan.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S-r5HGqLnrI/AAAAAAAABTo/oGC-pZU_3jI/s72-c/Sinbad_tiger_1977.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855182813996089758.post-7898058998781236316</id><published>2010-05-10T13:13:00.000-07:00</published><updated>2010-05-10T13:23:45.328-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Primates'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ultime notizie'/><title type='text'>If a bonobo say NO did he mean NO?</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;"Head-shaking gestures are commonly used by African great apes to solicit activities such as play. Here, we report observations of head shaking in four bonobos apparently aimed at preventing the recipient from doing something. This may reflect a primitive precursor of the negatively connoted head-shaking behavior in humans. Further investigations are needed to clarify the preventive function of head shakes and their evolutionary role in the evolution of negation in humans."&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;BIBLIOGRAFIA:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;SCHNEIDER, C.; CALL, J. &amp;amp; LIEBAL, K. (2010): &lt;a href="http://www.springerlink.com/content/4315lk0860w33302/?p=3c4cc6e4c8fc48b9a28deb8f162c02c1"&gt;Do bonobos say NO by shaking their head?&lt;/a&gt;  Primates. Published online 24 April 2010 : doi 10.1007/s10329-010-0198-2&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Sembra che perfino tra i nostri cugini i &lt;a href="http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/02/scimpanze-bonobo-generosi.html"&gt;scimpanzé bonobo&lt;/a&gt; si é diffusa la conoscenza della qualitá delle documentazioni scientifiche sui nostri &lt;a href="http://paleomammiferi.blogspot.com/2009/12/la-divulgazione-della-paleontologia-in.html"&gt;canali&lt;/a&gt;...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855182813996089758-7898058998781236316?l=paleomammiferi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/feeds/7898058998781236316/comments/default' title='Kommentare zum Post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855182813996089758&amp;postID=7898058998781236316&amp;isPopup=true' title='0 Kommentare'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/7898058998781236316'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/7898058998781236316'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/05/if-bonobo-say-no-did-he-mean-no.html' title='If a bonobo say NO did he mean NO?'/><author><name>David Bressan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17650115671464472095</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/SvHsFeec3cI/AAAAAAAAAvQ/XOjLs4H7RIw/S220/David_Bressan.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855182813996089758.post-876972283245368599</id><published>2010-05-08T10:04:00.000-07:00</published><updated>2010-05-08T10:32:25.432-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storia e Cultura'/><title type='text'>Paleomammiferi: ultimi 100 anni</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Fino al 1960 più di 50.000 articoli scientifici erano stati pubblicati che si occupano tematicamente con la paleontologia dei mammiferi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre i primi paleontologi all'inizio del 19. secolo si erano occupati in generale di paleontologia, spesso includendo nei loro interessi tutti i vertebrati, dalla seconda meta si osserva una specializzazione in diverse branche di studio. Con l'introduzione del concetto di evoluzione nel 1859 e l'abisso del tempo geologico, l'interesse si focalizza soprattutto alla storia paleontologica umana. Il celebre &lt;a href="http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/05/eohomo.html"&gt;dibattito tra Huxley e Wilberforce&lt;/a&gt; il 30.giugno 1860, assistito da molti interessati, mostra che l'interesse della nostra origine si diffonde anche nel pubblico generale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1856 in una grotta nella valle di Neander vengono scoperti i resti del celebre uomo, ma l'interpretazione di questi fossili e artefatti in pietra, attribuiti agli antenati dell'uomo, causerà agguerriti dibattiti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Nel 1863 il geologo inglese Lyell pubblica "The Geological Evidences of the Antiquity of Man", in cui raccoglie le prove per la contemporaneità di artefatti umani e la fauna diluviana nel passato geologico, e stabilisce l'idea dell'antichità del nostro genere e le basi scientifiche per la paleoantropologia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con l'imperialismo e colonialismo europeo ricercatori del vecchio mondo sono in grado di studiare mammiferi fossili da quasi tutte le parti del mondo, dai fossili del Miocene greco ai cetacei dalla Russia. La scoperta di ominidi nelle colonie europee dell'Africa stimolano ulteriormente la ricerca condotta sulle origini dell'umanità.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-family:arial;"&gt;Nel 1914 il geologo tedesco Hans Reck raccoglie nella gola di Oldoway piú di 700 ossa e scopre un scheletro umano con caratteri molto moderni, che tramite la stratigrafia del sito viene datato alla notevole etá di 800.000 a 1.000.000 milione di anni. La scoperta suscitá l´interesse e il sito negli successivi decenni verra studiato intensamente, con il risultato della scoperta di molti ominidi pliocenici e pleistocenici.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;a onblur="try  {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S-WbYE4Nn6I/AAAAAAAABRw/oZdp6W4PCcA/s1600/RECK_1914.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 294px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S-WbYE4Nn6I/AAAAAAAABRw/oZdp6W4PCcA/s400/RECK_1914.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468948160440016802" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fig.1.&lt;/span&gt; Hans Reck nel 1914 scopre nella gola di Oldoway un scheletro umano pressoché completo (OH1): La scoperta suscitera l´interesse per la regione, ironia della sorte che il reperto in seguito si rivelera una tomba neolitica di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Homo sapiens. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 20. secolo nuove tecnologie come la datazione radiometrica, e nuove teorie geologiche, come la deriva dei continenti, aiutano a chiarire la biogeografia e danno nuovi impulsi alla sistematica, appena nel 1945 viene pubblicata la sistematica che sta alla base della &lt;a href="http://paleomammiferi.blogspot.com/2009/01/evoluzione-dei-mammiferi.html"&gt;classificazione moderna dei mammiferi, George Gaylord Simpson&lt;/a&gt; "The principles of classification and a classification of Mammals."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;a onblur="try  {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S-WbEYnycCI/AAAAAAAABRo/p-_4PHZfYoc/s1600/JAWOROWSKAetal_2004_MammalsPapers.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 290px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S-WbEYnycCI/AAAAAAAABRo/p-_4PHZfYoc/s400/JAWOROWSKAetal_2004_MammalsPapers.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468947822142451746" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fig.2.&lt;/span&gt;  Generi di mammiferi mesozoici descritti dal 1830 fino al 2003, quantitá assoluta e descizione per decennio. Si possono riconoscere tre fasi, dal 1870 al 1880 le ricerche condotte da Owen (1871) sui mammiferi della formazione di Purbeck e &lt;a href="http://paleomammiferi.blogspot.com/2009/12/dot-kangaroo-platypus-and.html"&gt;Stonesfield&lt;/a&gt;, e i lavori di Marsh (1879-1889) sui mammiferi del Giurassico e Cretaceo del Nord America. Nel 1920 Simpson (1928/1929) riforma la classificazione e aggiunge nuovi generi. Dal 1960-1970 inizia la moderna fase di ricerche su mammiferi del Mesozoico (da  JAWOROWSKA et al. 2004).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Il 1960 è anno importante dato che vengono pubblicate molte opere che fanno luce sull'origine delle linee evolutive dei mammiferi recenti, inoltre escono i primi articoli moderni sui mammiferi mesozoici, la cui esistenza era stata messa in dubbio in precedenza. Anche se mammiferi fossili erano conosciuti dal Giurassico già da quasi 100 anni, la relazione tra mammiferi mesozoici e cenozoici era praticamente sconosciuta, come era sconosciuta la relazione dei primi terapsidi con i loro discendenti mesozoici.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;Progressi nella biostratigrafia e ricerche sull'intero globo spostarono la conoscenza dei moderni gruppi fino al limite C-P. L'ipotesi di Alvarez proposta tra il 1960 e 1970 di un impatto alla fine del cretaceo accese un dibattito sull'apparente improvvisa radiazione dei mammiferi all'inizio del Paleocene.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;Con la ricerca sistematica si osserva un'esplosione nei taxa conosciuti, tra il 1960 e 2003 vengono descritti 200 nuovi generi di mammiferi fossili, quadruplicando i generi fino a allora classificati.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;a onblur="try  {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S-WaxANjmrI/AAAAAAAABRg/7SgpEVY4YqI/s1600/BUELL_2007_Sinodelphys.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S-WaxANjmrI/AAAAAAAABRg/7SgpEVY4YqI/s400/BUELL_2007_Sinodelphys.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468947489172462258" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fig.3.&lt;/span&gt; Ricostruzione dell´artista Olduvai George, alias Carl Buell, di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Sinodelphys &lt;/span&gt;per il libro "Evolution; What the Fossils Say and Why It Matters" uscito nel 2007 (PROTHERO &amp;amp; BUELL). &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Sinodelphys &lt;/span&gt;é il piú antico e primitivo mammifero con una possibile relazione coi marsupiali (Metatheria s.l.) finora conosciuto. I suoi resti fossili sono stati scoperti nel 2003 in sedimenti vecchi 125 milioni d` anni dalla China, Provincia Liaoning, sito che ha regalato anche i noti dinosauri piumati della fauna di Jehol.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;   &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggigiorno 4.000 generi fossili e piú di 1.000 generi recenti di mammiferi sono descritti - il gruppo di vertebrati con la maggiore diversificazione e adattabilità conosciuta.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;BIBLIOGRAFIA:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;COHEN, C. (1998): Charles Lyell and the evidences of the antiquity of man. In: BLUNDELL, D. J. &amp;amp; SCOTT, A. C. (eds) Lyell: the Past is the Key to the Present. Geological Society, London, Special Publications 143: 83-93.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;JAWOROWSKA, Z.K.; CIFELLI, R.L. &amp;amp; LUO, Z.-X. (2004): Mammals from the age of Dinosaurs origins, evolution, and structure. Columbia University Press, New York.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;POLLY, D.P.; LILLEGRAVEN, J.A. &amp;amp; LUO, Z-X. (2005): Introduction: Paleomammalogy In Honor of Professor Emeritus William Alvin Clemens, Jr. Journal of Mammalian Evolution 12(1/2); 3-8; DOI: 10.1007/s10914-005-6942-5&lt;br /&gt;RECK, H. (1933): Oldoway. Die Schlucht des Urmenschen. Leipzig&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855182813996089758-876972283245368599?l=paleomammiferi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/feeds/876972283245368599/comments/default' title='Kommentare zum Post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855182813996089758&amp;postID=876972283245368599&amp;isPopup=true' title='0 Kommentare'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/876972283245368599'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/876972283245368599'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/05/paleomammiferi-ultimi-100-anni.html' title='Paleomammiferi: ultimi 100 anni'/><author><name>David Bressan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17650115671464472095</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/SvHsFeec3cI/AAAAAAAAAvQ/XOjLs4H7RIw/S220/David_Bressan.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S-WbYE4Nn6I/AAAAAAAABRw/oZdp6W4PCcA/s72-c/RECK_1914.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855182813996089758.post-4013607894035635349</id><published>2010-05-07T12:32:00.001-07:00</published><updated>2010-05-07T12:37:15.828-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Paleoumore'/><title type='text'>If Science Worked Like Religion</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S-Rq-U-YtGI/AAAAAAAABRQ/ny2Vy_CNgtA/s1600/Dawkins_Why_dinosaurs_got_extinct.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 234px; height: 150px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S-Rq-U-YtGI/AAAAAAAABRQ/ny2Vy_CNgtA/s320/Dawkins_Why_dinosaurs_got_extinct.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468613466549433442" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;In what extinction cause you believe?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="640" height="385"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/EYigmGyN2RQ&amp;amp;hl=de_DE&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/EYigmGyN2RQ&amp;amp;hl=de_DE&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="420" height="340"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855182813996089758-4013607894035635349?l=paleomammiferi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/feeds/4013607894035635349/comments/default' title='Kommentare zum Post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855182813996089758&amp;postID=4013607894035635349&amp;isPopup=true' title='0 Kommentare'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/4013607894035635349'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/4013607894035635349'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/05/if-science-worked-like-religion.html' title='If Science Worked Like Religion'/><author><name>David Bressan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17650115671464472095</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/SvHsFeec3cI/AAAAAAAAAvQ/XOjLs4H7RIw/S220/David_Bressan.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S-Rq-U-YtGI/AAAAAAAABRQ/ny2Vy_CNgtA/s72-c/Dawkins_Why_dinosaurs_got_extinct.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855182813996089758.post-5697820664470026994</id><published>2010-05-06T12:30:00.000-07:00</published><updated>2010-05-06T12:33:12.690-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Primates'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ultime notizie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pubblicazioni'/><title type='text'>Special Feature: The Neandertal Genome</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;In the 7 May 2010 issue of &lt;/span&gt;&lt;em style="font-family: arial;"&gt;Science&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;a style="font-family: arial;" href="http://www.sciencemag.org/cgi/content/full/328/5979/710"&gt;Green &lt;em&gt;et  al.&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; report a draft sequence of the Neandertal genome composed  of over 3 billion nucleotides from three individuals, and compare it  with the genomes of five modern humans. A companion paper by &lt;/span&gt;&lt;a style="font-family: arial;" href="http://www.sciencemag.org/cgi/content/full/328/5979/723"&gt;Burbano &lt;em&gt;et  al.&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; describes a method for sequencing target regions of  Neandertal DNA.  A &lt;/span&gt;&lt;a style="font-family: arial;" href="http://www.sciencemag.org/cgi/content/short/328/5979/610"&gt;News  Focus &lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;a style="font-family: arial;" href="http://www.sciencemag.org/cgi/content/full/328/5979/764-b"&gt;podcast  segment&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;, and &lt;/span&gt;&lt;a style="font-family: arial;" href="http://www.sciencemag.org/special/neandertal/feature/index.html"&gt;special  online presentation&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; featuring video commentary, text, and a  timeline of Neandertal-related discoveries provide additional context  for their findings.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;" &gt;"Neandertals, the closest evolutionary relatives of present-day humans, lived in large parts of Europe and western Asia before disappearing 30,000 years ago. We present a draft sequence of the Neandertal genome composed of more than 4 billion nucleotides from three individuals. Comparisons of the Neandertal genome to the genomes of five present-day humans from different parts of the world identify a number of genomic regions that may have been affected by positive selection in ancestral modern humans, including genes involved in metabolism and in cognitive and skeletal development. We show that Neandertals shared more genetic variants with present-day humans in Eurasia than with present-day humans in sub-Saharan Africa, suggesting that gene flow from Neandertals into the ancestors of non-Africans occurred before the divergence of Eurasian groups from each other.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family: arial;"&gt;BIBLIOGRAFIA:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: arial;"&gt;GREEN et al. (2010): A Draft Sequence of the Neandertal Genome. Science 328 (5979):710 - 722 doi: 10.1126/science.1188021&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855182813996089758-5697820664470026994?l=paleomammiferi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/feeds/5697820664470026994/comments/default' title='Kommentare zum Post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855182813996089758&amp;postID=5697820664470026994&amp;isPopup=true' title='0 Kommentare'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/5697820664470026994'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/5697820664470026994'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/05/special-feature-neandertal-genome.html' title='Special Feature: The Neandertal Genome'/><author><name>David Bressan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17650115671464472095</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/SvHsFeec3cI/AAAAAAAAAvQ/XOjLs4H7RIw/S220/David_Bressan.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855182813996089758.post-8338027714763389730</id><published>2010-05-06T12:05:00.000-07:00</published><updated>2010-05-07T01:52:42.856-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storia e Cultura'/><title type='text'>Eohomo</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;30. Giugno nell´anno del signore 1860, museo dell´università di Oxford, l´annuale riunione della "British Association for the Advancement of Science" é incominciata. Scienziati, preti, uomini e donne di ogni rango si sono  accomodati nei banchi di legno, per seguire una disputa sulla domanda più importante - da dove veniamo?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Per primo parla Thomas Henry Huxley, zoologo e sostenitore di un'idea nata solo da circa un anno, sull'origine dell´uomo e le similarità tra i cervelli dell´uomo e delle scimmie.&lt;br /&gt;Huxley é sostenitore di un libro uscito nel 1859 scritto da un teologo-naturalista nativo dello Shropshire, a tal punto, che si é guadagnato il nomignolo di "mastino di Darwin".&lt;br /&gt;&lt;a href="http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/01/charles-darwin-attaccato-da-ratto.html"&gt;Darwin&lt;/a&gt;, dopo studi durati quasi 30 anni, afferma che le specie non sono immutabili, ma tutto il creato osservabile - é anche l´uomo- nel mondo attuale si é "evoluto" da forme più antiche, e che l´uomo é la scimmia sono "imparentate" in tempi geologici. Le specie discendono da un antenato comune, e le specie non sono state create in un unico atto divino.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Su quello che succede poi non esiste un protocollo ufficiale, ma Huxley racconterà la faccenda (o la sue versione su di essa) nella sua autobiografia:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Alla fine del brillante discorso, alza la voce l'arcivescovo Samuel Wilberforce di Oxford é si permette di chiedere all´oratore "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;é attraverso suo nonno o sua nonna che discenda dalle scimmie?&lt;/span&gt;" Huxley, stando alle sue memorie, in quel momento sa che "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Dio l´ha messo nelle mie mani!&lt;/span&gt;", é tranquillo risponde "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Preferisco discendere da una scimmia, che da un uomo di cultura che ha prostituito il sapere e l´eloquenza al servizio del pregiudizio e della falsità&lt;/span&gt;".&lt;br /&gt;Nessuno aveva mai cosi definito un uomo di Chiesa.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;A quel punto l´uditorio esplode, una signora sviene a quelle parole, é il rinomato Capitano Robert Fitzroy* perfino é tentato di tirare la sua bibbia contro Huxley.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Ma ormai la maggioranza degli scienziati presenti ha preso le parti di questa "teoria sull´evoluzione", presentata negli ultimi anni da un gentiluomo naturalista inglese, Charles Robert Darwin, e uno studioso naturalista gallese di nome &lt;a href="http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/02/il-naturalista-dimenticato-e-il-suo.html"&gt;Alfred Russel Wallace&lt;/a&gt;. Entrambi, osservando le varietà del mondo naturale che li circondava, ma anche i fossili che non mostravano nessuna appartenenza a questo, avevano formulato una teoria, secondo cui specie potevano mutare, creare nuove specie, adatte a tutte le nicchie ecologiche che il pianeta offriva. Sara sola questione di tempo finche questa teoria  verrà adoperato anche sull'origine dell´uomo, che finora si era visto sempre distaccato dal mondo naturale.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;La chiesa anglicana si ritirerà su questa discussione, ritenendola un problema scientifico, non teologico o filosofico. Quella cattolica resterà invece decisamente contraria all´ipotesi di Darwin, sopratutto sul fatto della discendenza dell´uomo.&lt;br /&gt;Anche nei circoli mondani si dovrà rivedere alcune posizioni, il primo ministro Benjamin Disraeli aveva, infatti, affermato poco dopo la pubblicazione di Darwin: "I&lt;span style="font-style: italic;"&gt;l signor Darwin sarà pure disceso da una scimmia; io, invece, discendo dagli angeli.&lt;/span&gt;"&lt;br /&gt;Ma già i primi studi anatomici tra uomo e scimmie antropomorfe mostrano nelle parole stesse di Huxley "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Possiamo prendere gli organi che preferiamo, comparare le loro modificazioni nella linea delle scimmie ci mostra sempre solo un risultato: le differenze anatomiche, che ci sono tra uomo, gorilla e scimpanzé, sono di gran lunga minore che quelle tra gorilla e tutte le altre scimmie minori&lt;/span&gt;."&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S-MTQlege5I/AAAAAAAABRI/sFmnLCMrW8w/s1600/HUXLEY_1876_Eohippus.jpeg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 377px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S-MTQlege5I/AAAAAAAABRI/sFmnLCMrW8w/s400/HUXLEY_1876_Eohippus.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468235548216818578" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fig.1.&lt;/span&gt; Huxley 1876: Eohomo e Eohippus&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:85%;"  &gt;*Per sfiatare un mito che vede Fitzroy antievoluzionista per motivi di ignoranza  - Fitzroy era un competente navigatore e un abile geologo amatoriale, durante il viaggio&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; &lt;span style="font-size:85%;"&gt;del "Beagle" collezionava dati geologici per dimostrare l´idea del diluvio universale, una ipotesi ritenuta verosimile e molto diffusa al tempo, fu anche lui a dare la copia dell´opera di Lyell "Priniples of Geology" a Darwin&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;. &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Purtroppo Fitzroy era anche di carattere molto (troppo) conformista.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855182813996089758-8338027714763389730?l=paleomammiferi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/feeds/8338027714763389730/comments/default' title='Kommentare zum Post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855182813996089758&amp;postID=8338027714763389730&amp;isPopup=true' title='0 Kommentare'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/8338027714763389730'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/8338027714763389730'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/05/eohomo.html' title='Eohomo'/><author><name>David Bressan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17650115671464472095</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/SvHsFeec3cI/AAAAAAAAAvQ/XOjLs4H7RIw/S220/David_Bressan.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S-MTQlege5I/AAAAAAAABRI/sFmnLCMrW8w/s72-c/HUXLEY_1876_Eohippus.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855182813996089758.post-2609034403939441057</id><published>2010-05-05T11:56:00.000-07:00</published><updated>2010-05-07T02:39:37.743-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storia e Cultura'/><title type='text'>Quando gli pterosauri erano ancora mammiferi</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"There existed at a certain but unknown era of the world, animals so different from any which we are acquainted in a living state, that we seems almost lost in our attempts to understand their structure,so awkward and uncouth does it appear."&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Newman 1843&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Nella storia della paleontologia sembra essere un tema ricorrente il tentativo non solo di paragonare il passato al presente, ma di classificare vertebrati fossili tra i vertebrati che conosciamo meglio: i mammiferi. Sia &lt;a href="http://paleomammiferi.blogspot.com/2009/12/quando-i-dinosauri-erano-ancora.html"&gt;dinosauri&lt;/a&gt; che &lt;a href="http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/04/ecco-il-mammifero-uccello.html"&gt;uccelli&lt;/a&gt; nel passato sono stati attribuiti a questo ordine, ma anche i vertebrati forse più misteriosi che si conosca: i pterodattili.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Il direttore del cabinetto delle curiosità del principato della Pfalz (a sudovest della odierna Germania) &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/File:Pterodactylus_holotype_Collini_1784.jpg"&gt;Cosimo Alessandro Collini&lt;/a&gt; fu il primo a rappresentare un pterodattilo nel 1784. Basandosi sui fossili di pesci e crostacei associati della scoperta, che proveniva da una cava per calcarei nei pressi della città di Eichstätt (Baveria), postulo che lo strano animale doveva essere una creatura marina, ma non si espresse ulteriormente.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;Fu il naturalista francese-tedesco &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/File:Hermann_pterodactylus_restoration1.png"&gt;Johann Hermann&lt;/a&gt; (1738-1800), basandosi sulla rappresentazione di Collini,  il primo a postulare che la creatura possedeva una membrana alare sorretta dal quarto dito della mano e che era un animale in grado di volare.&lt;br /&gt;Nel marzo del 1800 contatto il paleontologo francese Cuvier con una lettera, in cui presento la sua ricostruzione della specie come un mammifero con un corpo coperto da peli (che nel reperto originale, che comunque Hermann non aveva potuto studiare, non sono conservati), ampie ali che ricordano quelle di un pipistrello - soprattutto nella parte tra il collo è il braccio dell’ animale, come tra gli arti inferiori, e quello che sembrano dei organi genitali esteriori (?).&lt;br /&gt;Nel 1801 il naturalista francese &lt;a href="http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/01/lopossum-di-cuvier.html"&gt;Cuvier&lt;/a&gt; studiando il disegno di Collini riconobbe che questo animale aveva poco  in comune con vertebrati moderni. Senza mai vedere il reperto originale Cuvier confermo che il quarto dito della mano, straordinariamente allungato, in vita aveva sopportato una membrana, che la creatura usava per spiccare il volo. Questa caratteristica diede anche il nome scientifico all'animale &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pterodactylus&lt;/span&gt; - dito volante.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;Stranamente Cuvier annota che si tratta dell'animale più strano della preistoria, senza forme recenti paragonabili. Forse Cuvier comprese che la sua classificazione del pterodattilo tra i rettili non sarebbe stata accettata universalmente.&lt;br /&gt;Infatti anche dopo Cuvier alcuni autori ritorneranno all´idea che lo pterodattilo fosse un animale marino, i cui arti fungevano da pinne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nello schema classico la fisiologia dei rettili era ritenuta di gran lunga inferiore a quella di moderni vertebrati, uccelli e mammiferi, che erano in grado di volare, un'attività energeticamente molto costosa.&lt;br /&gt;Il paleontologo inglese &lt;a href="http://paleomammiferi.blogspot.com/2009/12/quando-i-dinosauri-erano-ancora.html"&gt;Owen&lt;/a&gt; accetta la classificazione come rettile, ma osserva che il metabolismo di questi rettili li abilitava solo a voli insicuri e le loro dimensioni massime non potevano raggiungere o superare quelle dei moderni vertebrati con un metabolismo efficiente.&lt;br /&gt;Nel 1847 questa teoria fu rifiutata grazie a "&lt;span&gt;Pterodactylus giganteus"&lt;/span&gt;, animale che con un´apertura alare di 4,7m supera ogni mammifero volante e ogni uccello moderno.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Edward_Newman"&gt;Edward Newman&lt;/a&gt; (1801-1876) era un naturalista che in principio si dedico all´entomologia, ma negli anni tardivi della sua carriera fonda la rivista "The Zoologist", in cui nel 1843 pubblico la sua opinione sui pterodattili, in cui oso contraddire Cuvier.&lt;br /&gt;Dato la somiglianza dello scheletro con odierni pipistrelli, e la necessità di un metabolismo endotermico, classifica i pterodattili tra i mammiferi, come già il naturalista e anatomo tedesco &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Samuel_Thomas_von_S%C3%B6mmerring"&gt;Thomas von Sömmerring&lt;/a&gt; aveva notato le somiglianze tra &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/File:Pterodactylus_antiquus_soemmerring.png"&gt;pterosauri e pipistrelli.&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La celebre ricostruzione di Newman mostra un animale simile a un marsupiale volante, gruppo che si sapeva di antica origine, con una pelliccia e grandi occhi e orecchie.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;a onblur="try  {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S-HAg3Ubf2I/AAAAAAAABRA/kctPZlDkQdc/s1600/newman_pterodactyle.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 350px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S-HAg3Ubf2I/AAAAAAAABRA/kctPZlDkQdc/s400/newman_pterodactyle.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5467863093442477922" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fig.1.&lt;/span&gt; Ricostruzione secondo l´ipotesi di Newman di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pterodactylus crassirostris &lt;/span&gt;e nella parte inferiore &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pterodactylus brevirostris&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Harold Govier Seeley dedica una monografia ai “&lt;a href="http://www.archive.org/details/cu31924003932591"&gt;Dragons of the Air&lt;/a&gt;” (1901), in cui da ampio spazio alla descrizione delle somiglianze anatomiche tra uccelli e pterosauri, e implica un modo di vita e un altrettanto modo di volo attivo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Pero nel mondo anglosassone nei decenni successivi prevale la ricostruzione a forma di rettile classico, a dispetto di quello germanico, in cui le ricerche di Goldfuss e la sua interpretazione di piccole conce sulle ali conservate di alcuni fossili della Baviera come follicoli per peli sono accettate è danno la possibilità a  ricostruzioni di animali molto più dinamici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;La ricerca moderna ha infine constatato che pterosauri erano coperti sul corpo da peli e che sono più strettamente imparentati con gli arcosauri, la collocazione di questi “peli o setole” nella parte più esterna dell’epidermide ne fa delle strutture evolute a parte, non comparabili con la pelliccia dei mammiferi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:85%;"  &gt;BIBLIOGRAFIA:&lt;/span&gt; &lt;span style=";font-family:arial;font-size:85%;"  &gt;&lt;br /&gt;NEWMAN, E. (1843): &lt;a href="http://www.archaeopteryx.nl/wp-content/uploads/Zoologist.pdf"&gt;Note on the Pterodactyle Tribe considered as Marsupial Bats.&lt;/a&gt; The Zoologist 1: 129&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;RISORSE:&lt;br /&gt;NIEUWLAND, I.. (2010): &lt;a href="http://www.archaeopteryx.nl/2009/newmans-flying-bats-1843/"&gt;Newman’s flying bats, 1843.&lt;/a&gt; ARCHAEOPTERYX -Chapters in the history of palaeontology BLOG&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ringrazio &lt;a href="http://jurassicitalyblog.splinder.com/"&gt;FABIO MANUCCI&lt;/a&gt; per le segnalazioni e ulteriori informazioni in merito alla tematica.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855182813996089758-2609034403939441057?l=paleomammiferi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/feeds/2609034403939441057/comments/default' title='Kommentare zum Post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855182813996089758&amp;postID=2609034403939441057&amp;isPopup=true' title='4 Kommentare'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/2609034403939441057'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/2609034403939441057'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/05/quando-gli-pterosauri-erano-ancora.html' title='Quando gli pterosauri erano ancora mammiferi'/><author><name>David Bressan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17650115671464472095</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/SvHsFeec3cI/AAAAAAAAAvQ/XOjLs4H7RIw/S220/David_Bressan.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S-HAg3Ubf2I/AAAAAAAABRA/kctPZlDkQdc/s72-c/newman_pterodactyle.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855182813996089758.post-684013323503503706</id><published>2010-05-03T06:53:00.000-07:00</published><updated>2010-05-03T12:00:36.161-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ultime notizie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pubblicazioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Anatomia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pleistocene'/><title type='text'>Mutant Mammoth</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S98bKSdtaSI/AAAAAAAABQ4/LQab1xZhaTI/s1600/tarzan+ff+2.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 137px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S98bKSdtaSI/AAAAAAAABQ4/LQab1xZhaTI/s200/tarzan+ff+2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5467118336220162338" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;"We have genetically retrieved, resurrected and performed detailed structure-function analyses on authentic woolly mammoth hemoglobin to reveal for the first time both the evolutionary origins and the structural underpinnings of a key adaptive physiochemical trait in an extinct species. Hemoglobin binds and carries O2; however, its ability to offload O2 to respiring cells is hampered at low temperatures, as heme deoxygenation is inherently endothermic (that is, hemoglobin-O2 affinity increases as temperature decreases). We identify amino acid substitutions with large phenotypic effect on the chimeric ß/d-globin subunit of mammoth hemoglobin that provide a unique solution to this problem and thereby minimize energetically costly heat loss. This biochemical specialization may have been involved in the exploitation of high-latitude environments by this African-derived elephantid lineage during the Pleistocene period. This powerful new approach to directly analyze the genetic and structural basis of physiological adaptations in an extinct species adds an important new dimension to the study of natural selection.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Grazie ad una mutazione genetica anche la fisiologia del mammut era adattata alle condizioni estreme di una glaciazione.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Kevin Campbell e colleghi presso l'Università di Manitoba a Winnipeg, hanno scoperto che in questa specie anche il trasporto di ossigeno nel sangue si era adattato alle basse temperature. I ricercatori hanno analizzato il DNA di un mammut lanoso (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Mammuthus primigenius&lt;/span&gt;) di 43.000 anni fa e lo hanno confrontato con il materiale genetico di moderni elefanti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Grazie a una mutazione nel gene che codifica la produzione di emoglobina,  i globuli rossi con la proteina modificata potevano facilmente acquisire e rilasciare l’ossigeno necessario anche a basse temperature.&lt;br /&gt;Nei proboscidati moderni e nella maggioranza dei vertebrati con l’abbassamento della temperatura corporea l´energia necessaria per rompere il legame molecolare tra  l’emoglobina e l’ossigeno aumenta, rendendo difficile e costoso in termini energetici il rilascio dell’ossigeno al tessuto corporeo, che rischia l’asfissia, soprattutto nelle estremità che si raffreddano velocemente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con la diversa configurazione degli aminoacidi, l’emoglobina nel sangue del mammut tendeva a legarsi con meno forza all’ ossigeno e per questo l´energia necessaria per rilasciare l´ossigeno era minore. Il mammut era in grado di sfruttare meglio l’ossigeno anche a basse temperature, senza perdita di energia supplementare per il processo fisiologico descritto, un notevole vantaggio nell’ ambiente freddo di una glaciazione in corso.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;BIBLIOGRAFIA:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;CAMPBELL, K.L.; ROBERTS, J.E.E.; WATSON, L.N.; STETEFELD, J.; SLOAN, A.M.; SIGNORE, A.V.; HOWATT, J.W.; TAME, J.R.H.; ROHLAND, N.: SHEN, T-J.; AUSTIN, J.J.; HOFREITER, M; HO, C.; WEBER, R.E. &amp;amp; COOPER, A. (2010): &lt;a href="http://www.nature.com/ng/journal/vaop/ncurrent/abs/ng.574.html#/"&gt;Substitutions in woolly mammoth hemoglobin confer biochemical properties adaptive for cold tolerance.&lt;/a&gt; Nature Genetics. Published online 02 May 2010: doi:10.1038/ng.574&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Immagine introduttiva: Copertina  di "&lt;a href="http://fantasy-ink.blogspot.com/2010/04/tarzan-ape-man.html"&gt;Tarzan at the Earth's Core&lt;/a&gt;", disegno Frank Frazetta.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855182813996089758-684013323503503706?l=paleomammiferi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/feeds/684013323503503706/comments/default' title='Kommentare zum Post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855182813996089758&amp;postID=684013323503503706&amp;isPopup=true' title='0 Kommentare'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/684013323503503706'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/684013323503503706'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/05/mutant-mammoth.html' title='Mutant Mammoth'/><author><name>David Bressan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17650115671464472095</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/SvHsFeec3cI/AAAAAAAAAvQ/XOjLs4H7RIw/S220/David_Bressan.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S98bKSdtaSI/AAAAAAAABQ4/LQab1xZhaTI/s72-c/tarzan+ff+2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855182813996089758.post-3619422356703997671</id><published>2010-05-02T07:02:00.000-07:00</published><updated>2010-05-03T04:58:57.155-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Se la scienza è matta'/><title type='text'>L´arca di Noe e altre buffonate</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Sulla rete e &lt;/span&gt;&lt;a style="font-family: arial;" href="http://www.agi.it/research-e-sviluppo/notizie/201004271445-eco-rt10182-archeologia_ritrovata_l_arca_di_noe_in_turchia"&gt;siti specializzati&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;, che facilmente chiamano alla sensazione, si sta  diffondendo la notizia che una &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=8bJNfsk1T1Q&amp;amp;feature=player_embedded"&gt;spedizione afferma di avere scoperto i resti della mitica  Arca di Noe&lt;/a&gt;. Una notizia del genere  non vale la pena di approfondire se non nella luce di quello che serie ricerche hanno scoperto realmente sul mito del diluvio universale e il ruolo che questa spiegazione - un’inondazione mondiale - ha giocato nella storia della geologia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È noto che già Leonardo da Vinci basandosi su osservazioni di fossili nelle colline di Milano rifiuto l´ipotesi di un’alluvione come causa della strana locazione di animali marini, ma fino alla meta del 19 secolo depositi della glaciazione furono interpretate come le prove tangibili del diluvio, da cui prese anche il nome della prima divisione dei sedimenti in prediluviani e diluviali.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S92HE040EuI/AAAAAAAABQw/i6nUVS_47K0/s1600/Noahs_Ark.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 252px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S92HE040EuI/AAAAAAAABQw/i6nUVS_47K0/s400/Noahs_Ark.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5466674039683814114" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fig.1&lt;/span&gt;. L´arca di Noe&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:85%;"&gt;del 21. secolo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:100%;"  &gt;Già la denominazione "&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=2M6VKgyz8eI&amp;amp;feature=related"&gt;Arca di Noe&lt;/a&gt;"* é una frode. Gli autori della bibbia hanno rubato la storia da fonti molto più antiche, Il "Poema epico di Gilgamesh" fu scoperto nel 1850 nei resti di antiche città sumeriche, inciso su tavolette di argilla datate tra il 2.900 e 1.530 a.C.&lt;br /&gt;In questo mito si parla che i dei infastidì dal rumore degli uomini mandarono una inondazione, da cui solo un uomo di nome Utnapischtim insieme a degli animali riuscirono a salvarsi imbarcandosi su una grande nave. Dalla cultura mesopotamica il mito si é diffuso poi sia in storie orientali che occidentali.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div  style="text-align: justify;font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Per quanto riguarda la "scoperta" dell´Arca, non sarebbe la prima volta che é stata scoperta. Nel 1829 il medico tedesco Friedrich Parrot, primo scalatore dell'occidente a salire sull´Ararat (in turco Agri Dagh, la montagna del castigo) poté ammirare una croce del monastero di Echmiadzin (distrutto da una eruzione vulcanica nel 1840), che secondo leggenda era costruita con il legno dell´Arca.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Nel 1919 l´aviatore russo Roskowistzki riprese una strana formazione nel ghiacciaio dell´Ararat, che però con successivi studi si rivelo una semplice formazione geologica.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Nel 1955 un industriale francese, Ferdinand Navarra, di ritorno da una terza espedizione sul luogo, affermo di avere recuperato una trava di legno di quercia dal ghiacciaio dell´Ararat a 4.000m (nei pressi della gola Ahora, dove sorgeva il monastero, sul lato nord-est del vulcano). Una datazione risulto di 5.000 anni, ma la storia inverosimile dell´archeologo dilettante, e dubbi di come una trava di legno si potesse preservare in un ghiacciaio in movimento per 5.000 anni, fece nascere seri dubbi sulla veracità del reperto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Negli anni ottanta e novanta gli arceologi, come vengono chiamati, si misero a interpretare le foto disponibili di aerei per lo spionaggio russi e americani, senza risultato concreto e solo molte speculazioni su delle macchie nel ghiaccio (un’abitudine che la stragrande maggioranza degli pseudoscienzati non ha perso ancora oggi).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Per la tradizione del corano l´arca si é arenata nell'odierna Turchia, sull´altopiano di Dogubayazit a 2.300m, 300 chilometri a sud dell´Ararat. Questo territorio é ai confini di quella regione che biblicamente era chiamata "Ararat". Esplorando la zona nel 1910, l´archeologa inglese Gertrude Bell scopri &lt;a href="http://geotripper.blogspot.com/2010/04/friday-fun-foto-part-2-please-dont-try.html"&gt;una conformazione geologica&lt;/a&gt;, che naturalmente fu interpretata come i resti dell´arca pietrificati!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Nel 1994 David Fasold dell´Università del New York presento i risultati di 6 anni di ricerca, e affermo che strati di ossido di ferro rappresentavano i resti delle fasce di ferro dello scafo, e pietre trovati nella zona  usati come ancore o stabilizzatori. Ma il geologo Lorence Collins dell´Università della California e il geologo australiano Ian Pilmer, che visito il sito insieme a Fasold, smentirono le strambe teorie di Fasold, che dovette pubblicamente ritirare le sue affermazioni. La struttura non é altro che una grande sinclinale geologica, erosa dal sottosuolo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;La stessa &lt;a href="http://scienceblogs.com/pharyngula/2010/04/latest_ark_finding_is_a_fake.php"&gt;fine sta facendo l´attuale notizia&lt;/a&gt;, che viene smentita da Price, un creazionista americano, che - ironia della sorte - avrebbe tutte le ragioni a credere questa favola. Price afferma che le immagini pubblicate sono una truffa, travi di legno trasportati dal mare Nero fino al luogo del presunto ritrovamento.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Neanche considerando le bufale che finora gli arceologi hanno presentato, un' affermazione che montagne di 2.000 a 4.000m possano essere sommersi da una alluvione globale e animali salvati tramite una nave é ridicola, é questo provato da almeno 150 anni da osservazioni geologiche e biologiche.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Ma bufale trovano é troveranno sempre degli stolti che sono disposti far valere cieca fede su ragionevole scetticismo. È non fanno eccezioni giornalisti italiani che riferiscono "notizie" senza alcun controllo. Per esempio la notizia del &lt;a href="http://it.notizie.yahoo.com/53/20100429/twl-vive-da-70-anni-senza-mangiare-ne-be-6ae0455.html"&gt;guru che da 70 anni non tocca cibo o bevande&lt;/a&gt; viene riportata nella versione italiana senza alcun scetticismo, mentre sui siti inglesi ci si riferisce anche su dichiarazioni che mostrano che si tratta di una &lt;a href="http://www.rationalistinternational.net/article/20031201_en.htm"&gt;truffa&lt;/a&gt;. Casi in passato, di persone toccate dalla grazia divina che affermavano la stessa cosa dell´attuale concorrente, sono risultati delle semplici sceneggiature fraudolente. In una ricerca condotta sullo stesso guru nel 2003, l´uomo ha perso peso - in barba alla magica generazione di manna celeste che lo  nutre.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;* secondo alcuni - specialmente creazionisti- questo non é un cartone animato, ma un documentario.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="640" height="385"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/CccaGaKOlSI&amp;amp;hl=de_DE&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/CccaGaKOlSI&amp;amp;hl=de_DE&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="420" height="320"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855182813996089758-3619422356703997671?l=paleomammiferi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/feeds/3619422356703997671/comments/default' title='Kommentare zum Post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855182813996089758&amp;postID=3619422356703997671&amp;isPopup=true' title='0 Kommentare'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/3619422356703997671'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/3619422356703997671'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/05/larca-di-noe-e-altre-buffonate.html' title='L´arca di Noe e altre buffonate'/><author><name>David Bressan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17650115671464472095</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/SvHsFeec3cI/AAAAAAAAAvQ/XOjLs4H7RIw/S220/David_Bressan.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S92HE040EuI/AAAAAAAABQw/i6nUVS_47K0/s72-c/Noahs_Ark.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855182813996089758.post-2924483700249203020</id><published>2010-05-01T08:49:00.000-07:00</published><updated>2010-05-03T04:41:20.775-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ultime notizie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pubblicazioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Anatomia'/><title type='text'>Il Gene, l´Anfibio e il Mammifero</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S9xOzzk0GsI/AAAAAAAABQo/nTiFtPJNBwU/s1600/Frogsfilmposter.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 133px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S9xOzzk0GsI/AAAAAAAABQo/nTiFtPJNBwU/s200/Frogsfilmposter.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5466330699645852354" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;" &gt;"The western clawed frog Xenopus &lt;span&gt;tropicalis&lt;/span&gt; is an important model  for vertebrate development that combines experimental advantages  of the African clawed frog &lt;span&gt;Xenopus laevis&lt;/span&gt; with more tractable genetics. Here we present a draft genome sequence assembly of &lt;span&gt;X. tropicalis.&lt;/span&gt; This genome encodes more than 20,000 protein-coding genes, including orthologs of at least 1700 human disease genes. Over 1 million expressed sequence tags validated the annotation. More than one-third of the genome consists of transposable elements, with unusually prevalent DNA transposons. Like that of other tetrapods, the genome of X. tropicalis contains gene deserts enriched for conserved noncoding elements. The genome exhibits substantial shared synteny with human and chicken over major parts of large chromosomes, broken by lineage-specific chromosome fusions and fissions, mainly in the mammalian lineage."&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S9xOjPFP_XI/AAAAAAAABQg/pZEtITVTf6o/s1600/Xenopus_laevis.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 306px; height: 216px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S9xOjPFP_XI/AAAAAAAABQg/pZEtITVTf6o/s400/Xenopus_laevis.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5466330414971878770" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Fig.1. &lt;a style="font-style: italic;" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Xenopus"&gt;Xenopus laevis&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Dawkins lo noterà con soddisfazione, dato che afferma che anche senza un singolo fossile &lt;a href="http://scienceblogs.com/laelaps/2010/04/in_defense_of_paleontology.php"&gt;possiamo provare l´evoluzione tramite la genetica&lt;/a&gt; - é stato pubblicato uno delle più complete sequenze di genoma di anfibio, più correttamente della specie di rana (Anura) &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Xenopus tropicalis.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Questa specie possiede 20.000 geni che codificano proteine, e la maggior parte di essi sono disposti nei cromosomi in modo simile a mammiferi (uomo) e uccelli (pollo).&lt;br /&gt;Inoltre la specie&lt;span style="font-style: italic;"&gt; Homo sapiens&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Xenopus tropicalis&lt;/span&gt; hanno in comune l´80% dei geni che causano malattie ereditarie. Questo potrebbe significare che avevamo in comune degli antenati  360 milioni di anni fa?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;BIBLIOGRAFIA:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;HELLSTEN, U. et al. (2010): &lt;a href="http://www.sciencemag.org/cgi/content/abstract/328/5978/633"&gt;The Genome of the Western Clawed Frog Xenopus tropicalis.&lt;/a&gt; Science Vol.328(5978): 633 - 636. DOI: 10.1126/science.1183670&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Immagine introduttiva: Copertina di "&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=Dzl1RkBxNsY&amp;amp;feature=player_embedded#%21"&gt;Frogs&lt;/a&gt;" del 1972&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855182813996089758-2924483700249203020?l=paleomammiferi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/feeds/2924483700249203020/comments/default' title='Kommentare zum Post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855182813996089758&amp;postID=2924483700249203020&amp;isPopup=true' title='0 Kommentare'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/2924483700249203020'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/2924483700249203020'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/05/il-gene-lanfibio-e-il-mammifero.html' title='Il Gene, l´Anfibio e il Mammifero'/><author><name>David Bressan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17650115671464472095</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/SvHsFeec3cI/AAAAAAAAAvQ/XOjLs4H7RIw/S220/David_Bressan.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S9xOzzk0GsI/AAAAAAAABQo/nTiFtPJNBwU/s72-c/Frogsfilmposter.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855182813996089758.post-7463238825251448673</id><published>2010-04-29T12:35:00.000-07:00</published><updated>2010-04-30T06:10:41.886-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Geologia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ultime notizie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pubblicazioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Paleontologia generale'/><title type='text'>Dinosauri surgelati?</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S9nhVs0JPgI/AAAAAAAABQY/0ckJ4XR1YAM/s1600/Turok_March_1964.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 142px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S9nhVs0JPgI/AAAAAAAABQY/0ckJ4XR1YAM/s200/Turok_March_1964.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5465647385714179586" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Il clima durante il Cretaceo viene spesso immaginato come uniformemente caldo, sia nello spazio che nel tempo, e il dinosauro e il multitubercolato sono sempre (o quasi sempre) rappresentati in una foresta tropicale lussureggiante.&lt;br /&gt;Le interpretazioni vecchie imputavano la temperatura media dal pianeta, molto superiore alle condizioni recenti, a un tasso di CO2 elevato e correnti marine che disperdevano l'energia solare efficacemente sull'intero globo (in parte come risultato della paleogeografia che differisce da quella odierna). &lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;Una vegetazione subtropicale raggiungeva anche latitudini polari e i poli probabilmente non presentavano una coltra di ghiaccio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Una nuova ricerca &lt;span style="font-size:100%;"&gt;(PRICE et al. 2010) &lt;/span&gt;però ha messo in rilievo un possibile cambiamento climatico 137 milioni di anni fa. Studiando la composizione isotopica di minerali e fossili dell'isola di Svalbard (oggi situata nel circolo polare) i ricercatori hanno ricostruito un abbassamento della temperatura media dell'acqua marina da 13° a 4-7°. I fossili e le litologie riscontrate sono tipiche di un ambiente caldo-umido di palude e mare poco profondo, ma entro un breve arco di tempo (beninteso in senso geologico di alcuni migliaia di anni) si osserva un deterioramento climatico pronunciato nell' ambiente marino.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo studio conferma in parte ricerche più vecchie, che mostrano che la nostra immagine di un mesozoico formato serra con un clima omogeneo, e risultanti provincie faunistiche con poca variabilità climatica, è troppo semplicistico.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;I valori isotopici di foraminiferi di 91 milioni di anni fa, proprio durante una fase con elevate temperature globali nel Cretaceo, con temperature dell'oceano che raggiungevano valori ricostruiti di 35-37°, mostrano che grandi quantità di acqua furono esportati dall'oceano (BORNEMANN et al. 2008). Di conseguenza anche il livello degli oceani si abbasso di 25 a 40m. Secondo gli autori della ricerca l'unica possibilità di stoccaggio di cosi grandi quantità di acqua sono ghiacciai.&lt;br /&gt;La ricostruzione assume che sulla terra ferma (i mari rimanevano troppo caldi) durante fasi con un clima fresco (con valori annui in medi più alti, ma con estati relativamente fredde e umide) che potevano durare anche 200.000 anni, si sviluppavano ghiacciai, probabilmente nell'entroterra di continenti o su catene montuose. Si deve anche considerare che lo sviluppo di ghiacciai non dipende solo dalla temperatura, ma anche delle precipitazioni - in un clima globale più caldo anche l'evaporazione, e di conseguenza le precipitazioni possono aumentare, causando paradossalmente l'avanzamento di ghiacciai.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;a onblur="try   {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S9ng2whrwwI/AAAAAAAABQQ/lZWCD3XKiuI/s1600/Paleogeografia_Cretaceo.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 243px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S9ng2whrwwI/AAAAAAAABQQ/lZWCD3XKiuI/s400/Paleogeografia_Cretaceo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5465646854134547202" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fig. 2.&lt;/span&gt; Paleogeografia semplificata con zone climatiche ricostruite e siti di fossili "polari", tra cui "Dinosaur Cove", che già a quei tempi si trovava nei limiti del circolo polare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel sito di Dinosaur Cove, nel nordest dell’Australia, si possono trovare arenarie e siltiti risalenti al Cretaceo superiore di 100 milioni di anni fa, depositati in una piana alluvionale con sparsi laghi che si estendeva nel rift che si stava aprendo tra l’Australia e l’Antartide. Il clima di questo sito, che ha restituito anche una peculiare fauna e flora, tra cui forse uno dei primi mammiferi placentali denominato &lt;a href="http://home.alphalink.com.au/%7Edannj/non-rept.htm"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ausktribosphenos&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;  e ossa indeterminate di due specie di monotremi, è stato ricostruito grazie agli isotopi di ossigeno delle rocce e fossili di piante.&lt;br /&gt;Il valore della temperatura media annua ottenuto tramite questi due metodi varia tra 0-8°C e i 10°. A sostenere e ampliare questa ricostruzione di un clima temperato a freddo e la geologia e la composizione della  flora in generale , che è dominata da conifere, preadattati a condizioni fredde e secche, come risultano durante fasi di gelo. Abbondanti resti e spore di felci e muschi comunque mostrano condizioni che in media annua erano molto umide. La presenza di accumulazioni di strati di foglie per questo sono state interpretate come stagionali fasi in cui piante superiore cessavano la loro crescita – forse in risposta di una stagione fredda o secca, o una combinazione di questi due fattori. I singoli strati di arenarie in questo modello potrebbero rappresentare piene e risultanti alluvioni che scendevano dalle scarpate del rift quando con l’inizio della calda stagione incominciava la fusione dei ghiacci o la neve accumulata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;a onblur="try  {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S9ngf4kMkNI/AAAAAAAABQI/Lsgt0uT-vYw/s1600/PARKER_Dinosaurs_IceAge.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 266px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S9ngf4kMkNI/AAAAAAAABQI/Lsgt0uT-vYw/s400/PARKER_Dinosaurs_IceAge.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5465646461155578066" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fig.3.&lt;/span&gt; &lt;a href="http://www.dinosaurcartoons.com/"&gt;Dinosaur Cartoons&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Con la ricostruzione sempre più dettagliata del paleo clima quello che emerge è che il clima già in passato presentava notevoli variazioni, e che il sistema clima dipende da moltissimi fattori, in parte non ancora compresi dalle scimmie nude che negli ultimi secoli hanno cominciato a giocarci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:85%;"  &gt;BIBLIOGRAFIA:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ICKERS-RICH, P. &amp;amp; RICH, T.H. (1999): I dinosauri polari dell’Australia. L’evoluzione dei vertebrate. Le Scienze Quaderni. No.107&lt;/span&gt; &lt;span style=";font-family:arial;font-size:85%;"  &gt;&lt;br /&gt;PRICE, G.D. &amp;amp; NUNN, E.V. (2010): &lt;a href="http://geology.gsapubs.org/content/38/3/251"&gt;Valanginian isotope variation in glendonites and belemnites from Arctic Svalbard: Transient glacial temperatures during the Cretaceous greenhouse.&lt;/a&gt; Geology 38: 251-254&lt;/span&gt; &lt;span style=";font-family:arial;font-size:85%;"  &gt;&lt;br /&gt;BORNEMANN, A.; NORRIS, R.D.; FRIEDRICH, O.; BECKMANN, B.; SCHOUTEN, S.; SINNINGHE-DAMSTE, J.S.; VOGEL, J.; HOFMANN, P. &amp;amp; WAGNER, T. (2008): I&lt;a href="http://www.sciencemag.org/cgi/content/short/319/5860/189"&gt;sotopic Evidence for Glaciation During the Cretaceous Supergreenhouse.&lt;/a&gt; Science Vol. 319 (5860): 189 - 192 DOI: 10.1126/science.1148777&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Immagine introduttiva: Copertina di "&lt;a href="http://www.comics.org/issue/19767/cover/4/?style=default"&gt;Turok - Son of Stones&lt;/a&gt;" del Marzo 1964&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855182813996089758-7463238825251448673?l=paleomammiferi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/feeds/7463238825251448673/comments/default' title='Kommentare zum Post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855182813996089758&amp;postID=7463238825251448673&amp;isPopup=true' title='2 Kommentare'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/7463238825251448673'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/7463238825251448673'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/04/dinosauri-surgelati.html' title='Dinosauri surgelati?'/><author><name>David Bressan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17650115671464472095</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/SvHsFeec3cI/AAAAAAAAAvQ/XOjLs4H7RIw/S220/David_Bressan.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S9nhVs0JPgI/AAAAAAAABQY/0ckJ4XR1YAM/s72-c/Turok_March_1964.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855182813996089758.post-6611219496567038339</id><published>2010-04-28T12:23:00.000-07:00</published><updated>2010-05-02T09:28:32.398-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Primates'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ultime notizie'/><title type='text'>Tanatologia di noi scimmie</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S9iLarBPTiI/AAAAAAAABQA/0KjkYtk3QVk/s1600/Libro_dei_morti.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 371px; height: 237px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S9iLarBPTiI/AAAAAAAABQA/0KjkYtk3QVk/s400/Libro_dei_morti.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5465271438154878498" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fig.1. &lt;/span&gt;Secondo la tradizione dell´antico Egitto prima di entrare nell´aldilàil cuore del defunto veniva pesato, se giudicato troppo pesante, l´anima del defunto veniva divorata dal "mangia-anime" - equivalente a una seconda, definitiva morte. Dal libro dei morti, papiro egiziano di Hunefer, conservato nel British Museum.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;La famosa primatologa  &lt;a href="http://www.cbc.ca/quirks/archives/01-02/may1802.htm"&gt;Jane Goodall in un'intervista&lt;/a&gt; ricorda che dopo i primi studi che aveva condotta sugli scimpanzé, le fu consigliato di descrivere che gli scimpanzé mostravano sentimenti come rabbia e invidia in modo meno diretto: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"se si fosse osservato lo stesso comportamento degli animali nell'uomo, si sarebbe potuto parlare di rabbia e invidia." &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Goodall fu anche criticata per aver dato agli scimpanzé del gruppo che studiava dei nomi anziché delle sigle o numeri, dal punto strettamente scientifico questo è una critica fondata, troppo grande è la tentazione di umanizzare gli oggetti di studio.  &lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;Ma ulteriori ricerche hanno mostrato che scimpanzé e umani condividono molti  comportamenti e sentimenti, e forse e lecito usare con dovuta cautela le stesse terminologie.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;L'uomo ha paura di quello che non conosce e non comprende, e il più grande ignoto e la morte. Per spiegare questa necessità evolutiva l'uomo ha creato rituali funebri, e inventato la religione per facilitare la separazione dai suoi cari e consolarsi sull'inevitabile - la consapevolezza della fine, il pensiero di una vita oltre la morte, che nessuno può provare razionalmente, dipende molto dalla nostra capacità di immaginazione e la nostra fantasia, fattore che molti autori ritengono forse uno delle poche caratteristiche che sono proprie dell'uomo.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricercatori britannici hanno potuto studiare e documentare per la prima volta quello che ritengono una risposta di un gruppo di scimpanzé verso la morte. L'osservazione grazie a delle videocamere è stata condotta in un parco safari, su un gruppo di scimpanzé di 4 individui, in cui una femmina anziana di 50 anni è morta pacificamente per vecchiaia.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;Negli ultimi dieci minuti di vita gli altri scimpanzé hanno toccato il corpo dell'animale ripetutamente, ma dal momento del decesso in poi i contatti sono cessati istantaneamente.&lt;br /&gt;La figlia della femmina morta è rimasta vicino al cadavere per la successiva notte, mentre i due altri scimpanzé del gruppo mostravano un sonno molto irrequieto, e un aumentato comportamento del "grooming" nei giorni seguenti (la cura del pelo a vicenda, che però combina l'utile con il piacevole, e riveste anche un importante significativo sociale negli scimpanzé).&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;Anche settimane dopo la morte, il corpo era stato tolto dalla recinzione il giorno seguente alla morte, gli scimpanzé mangiavano di meno e mostravano un atteggiamento tranquillo al di fuori del comune. La piattaforma dove era morta la vecchia femmina in tutto questo tempo veniva evitata, ma  prima dell'evento era molto popolare tra gli animali per dormirci.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Secondo gli autori della ricerca si potrebbe dedurre che gli scimpanzé in un certo modo - al contrario di ipotesi precedenti - reagiscono alla morte di un loro parente: nelle ultime ore di vita di un individuo malato altri membri del gruppo mostrano un interesse aumentato, e dopo la sua morte restano a guardia del corpo e mostrano un comportamento che si potrebbe - in termini umani- descrivere come consolazione a vicenda.&lt;br /&gt;Forse gli animali sono perfino capaci di realizzare il concetto di morte - un passo che come molte volte prima l'uomo riteneva esclusivo della sua natura, ma, come sottolineano gli autori della ricerca, forse è molto più antico del nostro genere (rimando a una discussione  approfondita sul blog Geomythologica: &lt;a href="http://geomythology.blogspot.com/2010/04/mythologies-of-death-animal-behaviour.html"&gt;Mitologie della morte: comportamento animale&lt;/a&gt;).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;BIBLIOGRAFIA:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;ANDERSON, J.R.; GILLIES, A. &amp;amp; LOCK, L.C: (2010): &lt;a href="http://www.cell.com/current-biology/current"&gt;Pan thanatology.&lt;/a&gt; Current Biology 20: pR349&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;BIRO, D.; HUMLE, T.; KOOPS, K.; SOUSA, C.; HAYASHI, M. &amp;amp; MATSUZAWA, T. (2010): &lt;a href="http://www.cell.com/current-biology/current"&gt;Chimpanzee mothers at Bossou, Guinea carry the mummified remains of their dead infants.&lt;/a&gt; Current Biology 20: pR351&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family: arial;"&gt;RISORSE:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: arial;"&gt;Intervista al Dr. Anderson &lt;a href="http://www.cbc.ca/quirks/media/2009-2010/mp3/qq-2010-05-01_01.mp3"&gt;mp3 (3MB)&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family: arial;"&gt;YONG, E. (2010): &lt;a href="http://blogs.discovermagazine.com/notrocketscience/2010/04/26/how-chimpanzees-deal-with-death-and-dying/"&gt;How chimpanzees deal with death and dying.&lt;/a&gt; Not Exactly Rocket Science BLOG&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855182813996089758-6611219496567038339?l=paleomammiferi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/feeds/6611219496567038339/comments/default' title='Kommentare zum Post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855182813996089758&amp;postID=6611219496567038339&amp;isPopup=true' title='0 Kommentare'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/6611219496567038339'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/6611219496567038339'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/04/tanatologia-di-noi-scimmie.html' title='Tanatologia di noi scimmie'/><author><name>David Bressan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17650115671464472095</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/SvHsFeec3cI/AAAAAAAAAvQ/XOjLs4H7RIw/S220/David_Bressan.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S9iLarBPTiI/AAAAAAAABQA/0KjkYtk3QVk/s72-c/Libro_dei_morti.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855182813996089758.post-827823795797975744</id><published>2010-04-24T13:13:00.000-07:00</published><updated>2010-04-25T03:06:49.160-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ultime notizie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pubblicazioni'/><title type='text'>Low diversity dinosaurs</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;" &gt;"Beta diversity is an important component of large-scale patterns of biodiversity, but its explicit examination is more difficult than that of alpha diversity. Only recently have data sets large enough been presented to begin assessing global patterns of species turnover, especially in the fossil record. We present here an analysis of beta diversity of a Maastrichtian (71–65 million years old) assemblage of dinosaurs from the Western Interior of North America, a region that covers 1.5 × 106  km2, borders an epicontinental sea, and spans 20° of latitude. Previous qualitative analyses have suggested regional groupings of these dinosaurs and generally concluded that there were multiple distinct faunal regions. However, these studies did not directly account for sampling bias, which may artificially decrease similarity and increase turnover between regions. Our analysis used abundance-based data to account for sampling intensity and was unable to support any hypothesis of multiple distinct faunas; earlier hypothesized faunal delineations were likely a sampling artifact. Our results indicate a low beta diversity and support a single dinosaur community within the entire Western Interior region of latest Cretaceous North America. Homogeneous environments are a known driver of low modern beta diversities, and the warm equable climate of the late Cretaceous modulated by the epicontenental seaway is inferred to be an underlying influence on the low beta diversity of this ancient ecosystem."&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;La diversitá dei dinosauri a fine Cretaceo getta un´importante luce sulla modalita della loro estinzione - se &lt;a href="http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/03/chicxulub-la-geologia.html"&gt;improvvisa&lt;/a&gt; o graduale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;BIBLIOGRAFIA:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;VAVREK, M.J. &amp;amp; LARSSON, C.E. (2010): &lt;a href="http://www.pnas.org/content/early/2010/04/05/0913645107.abstract?sid=121af5d8-f98d-4fef-bf8a-0b262866036b"&gt;L&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.pnas.org/content/early/2010/04/05/0913645107.abstract?sid=121af5d8-f98d-4fef-bf8a-0b262866036b"&gt;ow beta diversity of Maastrichtian dinosaurs of North America&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.pnas.org/content/early/2010/04/05/0913645107.abstract?sid=121af5d8-f98d-4fef-bf8a-0b262866036b"&gt;.&lt;/a&gt; PNAS online April 19, 2010, doi: 10.1073/pnas.0913645107 &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Interview with Dr. Larrson &lt;a href="http://www.cbc.ca/quirks/media/2009-2010/mp3/qq-2010-04-24_03.mp3"&gt;mp3 (3MB)&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855182813996089758-827823795797975744?l=paleomammiferi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/feeds/827823795797975744/comments/default' title='Kommentare zum Post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855182813996089758&amp;postID=827823795797975744&amp;isPopup=true' title='3 Kommentare'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/827823795797975744'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/827823795797975744'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/04/low-diversity-dinosaurs.html' title='Low diversity dinosaurs'/><author><name>David Bressan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17650115671464472095</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/SvHsFeec3cI/AAAAAAAAAvQ/XOjLs4H7RIw/S220/David_Bressan.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855182813996089758.post-8230209070674239561</id><published>2010-04-24T12:14:00.000-07:00</published><updated>2010-04-26T11:47:29.130-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Geologia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Synapsida'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tafonomia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storia e Cultura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Paleontologia generale'/><title type='text'>Sulle orme dei sauri</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S9NFb-ctm5I/AAAAAAAABPo/jlTVyfsKsSE/s1600/01_BRESSAN_GeoparcBletterbach.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 155px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S9NFb-ctm5I/AAAAAAAABPo/jlTVyfsKsSE/s200/01_BRESSAN_GeoparcBletterbach.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5463787119852755858" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;La scoperta annunciata nel Marzo 2010 di ritrovamenti di impronte fossili di rettili nel Trentino (segnalato &lt;a href="http://geomythology.blogspot.com/2010/04/anisian-archosaurs-non-archosaurs-and.html"&gt;qui&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://jurassicitalyblog.splinder.com/post/22566558/modena-seminario-con-marco-avanzini-sulle-tracce-dei-dinosauri-in-italia-22-aprile"&gt;qui&lt;/a&gt;) aggiunge un´ulteriore capitolo nella ricca storia geologica e paleontologica dei monti pallidi - le Dolomiti. I ricchi giacimenti di fossili reperibili e l´importanza per le scienze geologiche di questa area é stato uno dei motivi per dichiarare le Dolomiti patrimonio dell´umanità nel Giugno 2009.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;La prima menzione di tracce di vertebrati fossili -icnofossili- risale al 1800-1802, quando un giovane studente scopri impronte di dinosauro nel Giurassico del Connecticut.&lt;br /&gt;Ma si deve aspettare quasi fino al 1950 che l´icnologia, la scienza che studia le impronte fossili, si stabilisce come ricerca propria.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;Considerando questo, le Dolomiti hanno giocato un ruolo importante nella storia e nello sviluppo dell´icnologia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1891, in una cava di arenaria nei pressi di Gleno e Montagna, Provincia di Bolzano, il naturalista amatoriale F. Gasser raccolse uno strano frammento di roccia. Invio i reperti al paleontologo austriaco Ernst Kittel, che riconosce somiglianze con impronte di rettili scoperti pochi anni prima nella Turingia. Kittel pubblica una breve notizia del ritrovamento nella rivista del club turistico austriaco nel 1891 - era la prima  impronta di rettile trovata nel Trentino-Alto Adige.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;a onblur="try  {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S9NFPTMaaxI/AAAAAAAABPg/wU_I14iaop8/s1600/02_KITTEL_1891.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 331px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S9NFPTMaaxI/AAAAAAAABPg/wU_I14iaop8/s400/02_KITTEL_1891.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5463786902083234578" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fig.2. &lt;/span&gt;Sul notiziario dell´"Österreichischer Tourist Club" del 1891 compare la prima descrizione scientifica di un'impronta di rettile rinvenuta nell´area delle Dolomiti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Anni dopo, nell´estate del 1931, Gualtiero Adami, ingegnere e collaboratore del Museo di Scienze Naturali della Venezia Tridentina, scopre durante un sopraluogo sull´altopiano di Piné una pietra su cui superficie era impressa una sagoma simile ad una lucertola. Il fossile fu consegnato al museo e studiato dal geologo Giorgio del Piaz, che durante una riunione della società Italiana per il Progresso Scientifico nel settembre dello stesso anno annuncio "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;la scoperta di un nuovo genere probabile di paleolacertide raccolto nei pressi di Piné in un sottile letto di tufo compreso entro il porfido permiano"&lt;/span&gt;, che attualmente e in fase di studio. Il fossile conferma anche le prime attribuzioni a rettili come artefici delle orme fossili.&lt;br /&gt;Il fossile però viene messo in disparte, prima a Milano, poi nel 1938 a Padova. Nel 1942 Giambattista Dal Piaz cita brevemente il reperto, parlando di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"un bellissimo rettile lacertiforme di habitat sicuramente terrestre"&lt;/span&gt;. Il fossile viene esposto nel museo con la denominazione &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Tridentinosaurus antiquus&lt;/span&gt; GB dal Piaz, ma appena nel 1959 viene descritto scientificamente da Piero Leonardi, che ne riconosce il significato, come vertebrato in peculiare stato di conservazione (resti di scheletro e patina carboniosa delle parti molle) e più antico delle Alpi meridionali.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;a onblur="try  {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S9NFBqG99uI/AAAAAAAABPY/EtYGn4Cjq-o/s1600/04_BRESSAN_Tridentinosaurus.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S9NFBqG99uI/AAAAAAAABPY/EtYGn4Cjq-o/s400/04_BRESSAN_Tridentinosaurus.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5463786667716245218" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fig.4.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Tridentinosaurus.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per ulteriori tracce fossili si deve aspettare il 1946, quando Piero Leonardi si mette sulle tracce della flora permiana dell´Arenaria della Val Gardena, conosciuta dal 1877. Incuriosito da un resoconto sulla flora fossile della gola del Bletterbach, nei pressi di Redagno, si mette in contatto con l´autore dell´articolo, l´ingeniere Leo Perwanger. Insieme scoprono ulteriori fossili, e alcune lastre con delle impronte di rettili. Dopo alcune stagioni di scavo, nel 1951 Leonardi pubblica i risultati, e realizza l´importanza del sito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prosegue le ricerche insieme a Accordi e i suoi studenti.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;Nell´estate del 1951 Leonardi scopre a fianco del Monte Seceda (Val Gardena) ulteriori piste e tracce nei sedimenti permiani affioranti. Nel 1955 insieme a Accordi rinviene una località lungo la strada tra Pausa e Doladizza, sul fianco sinistro della valle dell´Adige. E l´anno successivo, insieme ai suoi figli, individua un altro affioramento ad impronte permiane nei pressi del Passo di San Pellegrino&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;a onblur="try  {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S9NEXS3iqxI/AAAAAAAABPQ/RyBAjhTYVh0/s1600/05_BRESSAN_TetrapodIchnositeGampenpass.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 304px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S9NEXS3iqxI/AAAAAAAABPQ/RyBAjhTYVh0/s400/05_BRESSAN_TetrapodIchnositeGampenpass.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5463785939923020562" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:85%;"  &gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fig.5.&lt;/span&gt; Piste di tetrapodi con impronte di pelle (sotto a destra). Strati di Werfen, Triassico - Passo Palade&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Le ricerche nel &lt;a href="http://www.bletterbach.info/ger/index.asp"&gt;sito di Bletterbach&lt;/a&gt;, una località di significato mondiale, proseguono dal 1973 fino ai giorni nostri. La risalita della gola che il rio ha scavato nel fianco della montagna offre la possibilità di attraversare l´intera successione sedimentaria permiana superiore, dalla quale proviene l´insieme più completo finora conosciuto di orme di rettili terrestri del Permiano superiore, con 8 icnogeneri e 9 icnospecie classificati finora, di cui alcune vengono attribuite a &lt;a href="http://paleomammiferi.blogspot.com/2009/12/il-dente-e-il-mammifero-una-coppia.html"&gt;Sinapsidi&lt;/a&gt;, e sono di recente data ulteriore scoperte da parte del geologo Avanzini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;a onblur="try  {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S9ND9jQ7YAI/AAAAAAAABPI/neQDn-fXIDc/s1600/03_BRESSAN_Bletterbach.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 267px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S9ND9jQ7YAI/AAAAAAAABPI/neQDn-fXIDc/s400/03_BRESSAN_Bletterbach.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5463785497647865858" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fig.6.&lt;/span&gt; Vista della gola del Bletterbach (BZ).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:85%;"  &gt;BIBLIOGRAFIA:&lt;/span&gt; &lt;span style=";font-family:arial;font-size:85%;"  &gt;&lt;br /&gt;AVANZINI, M. &amp;amp; WACHTLER, M. (1999): Dolomiti La storia di una scoperta. Athesia S.a.r.l. Bolzano: 150 &lt;/span&gt; &lt;span style=";font-family:arial;font-size:85%;"  &gt;&lt;br /&gt;AVANZINI, M. &amp;amp; TOMASINI, R. (2004): Giornate di Paleontologia 2004 Bolzano 21-23 Maggio 2004 Guida all´escursione: la gola del Bletternach. Studi Trentini di Scienze Naturali - Acta Geologica Supplemento al v.79 (2002):1-34&lt;/span&gt; &lt;span style=";font-family:arial;font-size:85%;"  &gt;&lt;br /&gt;LEONARDI, G. (2008): &lt;a href="http://www.mtsn.tn.it/pubblicazioni/rivista.asp?codice=521"&gt;Vertebrate ichnology in Italy&lt;/a&gt;. Studi Trent. Sci. Nat., Acta Geol., 83 (2008): 213-221&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855182813996089758-8230209070674239561?l=paleomammiferi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/feeds/8230209070674239561/comments/default' title='Kommentare zum Post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855182813996089758&amp;postID=8230209070674239561&amp;isPopup=true' title='0 Kommentare'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/8230209070674239561'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/8230209070674239561'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/04/sulle-orme-dei-sauri.html' title='Sulle orme dei sauri'/><author><name>David Bressan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17650115671464472095</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/SvHsFeec3cI/AAAAAAAAAvQ/XOjLs4H7RIw/S220/David_Bressan.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S9NFb-ctm5I/AAAAAAAABPo/jlTVyfsKsSE/s72-c/01_BRESSAN_GeoparcBletterbach.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855182813996089758.post-1326744315794164034</id><published>2010-04-21T13:07:00.001-07:00</published><updated>2010-04-22T02:09:41.297-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='P-movie'/><title type='text'>Caveman (1981)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S89bHqwhhJI/AAAAAAAABO4/3ExBuyPy-o8/s1600/caveman.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 128px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S89bHqwhhJI/AAAAAAAABO4/3ExBuyPy-o8/s200/caveman.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5462685060318725266" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Il cavernicolo Atouk, interpretato dal mitico Ringo Starr dei "Beatles", non ha molto successo nella vita preistorica, gli uomini della sua tribù non lo rispettano, e l´unica donna che vuole avere da fare con questo perdente e una pianta carnivora, mentre la sua segreta passione Lana (Barbara Bach) e promessa al capogruppo. Il film incomincia il 9. Ottobre di un´zillione di anni fa (un possibile omaggio a John Lennon, che é nato il 9 di ottobre), con il solito problema giornaliero: un rettile gigantesco infastidito da Atouk attacca la tribù .Atouk dopo questa e altre catastrofe viene bannato dalla tribù, e insieme alla bella Tala e il cieco Gog combattera dinosauri,insetti giganti,  incontra l´abominevole uomo delle nevi, inventa fuoco, la musica e impara la postura eretta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div  style="text-align: justify;font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Che dire,  una scena delirante (nel puro senso della parola) dopo l´altra., anche se il film complessivamente rimane una comedia mediocre.&lt;br /&gt;E interessante notare che questo film, anche se volutamente stupido, riassume molti preconcetti che abbiamo sulla preistoria (e che vengono usati anche in film “seri” sulla materia):  Per esempio l´intero film, tranne un’eccezione, e in "cavernicolo", lingua che si riduce ai soliti grugniti, sottolineando la nostra falsa percezione dei cavernicoli (termine scorretto già per se) come gruppo primitivo o dei rimbambiti.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family: arial;"&gt;Per non parlare della convivenza tra dinosauri e uomini.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Spiccano le ricostruzioni degli esseri preistorici, curata in un primo momento da Jim Danforth. Danforth lavoro anche su film come &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;" &gt;When Dinosaurs Ruled the Earth&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; (1971), un sequel di &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;" &gt;One Million B.C.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; (1967), curato da Ray Harryhausen, che pero al momento della realizzazione del sequel stava lavorando a&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;" &gt; The Valley of Gwangi&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; (1969). Il lavoro finale delle animazioni di Caveman fu terminato da David Allen, Randy Cook e Pete Kleinow.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="640" height="385"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/u58TKioxsVs&amp;amp;hl=de_DE&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/u58TKioxsVs&amp;amp;hl=de_DE&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="420" height="320"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855182813996089758-1326744315794164034?l=paleomammiferi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/feeds/1326744315794164034/comments/default' title='Kommentare zum Post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855182813996089758&amp;postID=1326744315794164034&amp;isPopup=true' title='1 Kommentare'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/1326744315794164034'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/1326744315794164034'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/04/caveman-1981.html' title='Caveman (1981)'/><author><name>David Bressan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17650115671464472095</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/SvHsFeec3cI/AAAAAAAAAvQ/XOjLs4H7RIw/S220/David_Bressan.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S89bHqwhhJI/AAAAAAAABO4/3ExBuyPy-o8/s72-c/caveman.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855182813996089758.post-4307409158240774869</id><published>2010-04-18T12:14:00.000-07:00</published><updated>2010-04-18T12:19:41.371-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Paleoumore'/><title type='text'>Darwin &amp; The Naked Apes: Children of Evolution</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family: arial;"&gt;Troppo bello per non vederlo: Giorno dell´evoluzione invece di ascensione di Gesú...&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="640" height="385"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/wbIa9fZuTFA&amp;hl=de_DE&amp;fs=1&amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/wbIa9fZuTFA&amp;hl=de_DE&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="420" height="320"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855182813996089758-4307409158240774869?l=paleomammiferi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/feeds/4307409158240774869/comments/default' title='Kommentare zum Post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855182813996089758&amp;postID=4307409158240774869&amp;isPopup=true' title='0 Kommentare'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/4307409158240774869'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/4307409158240774869'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/04/darwin-naked-apes-children-of-evolution.html' title='Darwin &amp; The Naked Apes: Children of Evolution'/><author><name>David Bressan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17650115671464472095</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/SvHsFeec3cI/AAAAAAAAAvQ/XOjLs4H7RIw/S220/David_Bressan.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855182813996089758.post-3786574015229035740</id><published>2010-04-18T03:34:00.000-07:00</published><updated>2010-04-22T01:56:02.488-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Se la scienza è matta'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ultime notizie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pubblicazioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Anatomia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Criptozoologia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storia e Cultura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Paleontologia generale'/><title type='text'>T rex: Il re delle sanguisughe</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S8riJHmfREI/AAAAAAAABOQ/VdqE2Rhl7Pk/s1600/attack_of_the_giant_leeches.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 134px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S8riJHmfREI/AAAAAAAABOQ/VdqE2Rhl7Pk/s200/attack_of_the_giant_leeches.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5461426144427328578" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;In molti film di avventura é un’immagine ricorrente - il protagonista o una comparsa dopo aver attraversato una palude si toglie con disgusto delle sanguisughe (sottoclasse Hirudinea) dalla pelle. Ma c´e di peggio: mentre questi rappresentanti ectoparasiti normalmente si attaccano sull´ospite solo per un breve tempo, esistono tra gli Hirudinea anche specie che entrano nelle cavità del corpo, tra cui bocca, naso, occhi, ma anche aperture urogenitali e il recto, e sono noti per rimanerci per giorni o perfino settimane.&lt;br /&gt;Mentre molte si queste specie sono opportuniste, alcune  si sono adattate a uno specifico ospite, e l´uomo non fa eccezione,con dei parassiti personali. Esempi di infestazione nelle cavità interne di animali e uomini da parte di sanguisughe sono conosciuti da tutti i continenti, anche se si osserva una concentrazione nell´Africa e Asia. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;a onblur="try  {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S8rhityx2mI/AAAAAAAABOI/nASo8zT_hvM/s1600/PHILLIPSetal_2010_Hirudinea.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 322px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S8rhityx2mI/AAAAAAAABOI/nASo8zT_hvM/s400/PHILLIPSetal_2010_Hirudinea.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5461425484664527458" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fig.2.&lt;/span&gt; Esempio di sanguisughe che attaccano le cavità nasali (C+D) &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Myxobdella annandalei &lt;/span&gt;e altri orifizi di mammiferi, tra cui occhi (A+B, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Dinobdella ferox&lt;/span&gt;) da PHILLIPS et al. 2010.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La storia evolutiva di infestazione dei mammiferi, la sistematica e  la filogenia di parassiti é ancora poco studiata, sopratutto per la mancanza di fossili di questi animali piccoli a corpo molle.&lt;br /&gt;Un notevole progresso nella ricerca é l´attuale studio del materiale genetico delle specie conosciute.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;In una recente ricerca viene presentata una nuova specie di sanguisuga, che infesta le cavità dell´uomo, e ha portato a notevoli risultati.&lt;br /&gt;La specie &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Tyrannobdella rex &lt;/span&gt;("Re delle terrificanti sanguisughe") é stata descritta dalle cavità nasali di diversi ragazzi peruviani, e raggiunge una lunghezza di 7cm.&lt;br /&gt;Questa specie é unica nel suo genere in molti caratteri anatomici e la presenza sul continente americano sudamericano, di cui é l´unico rappresentante. Solo un´altra specie imparentata, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pintobdella chiapasensis&lt;/span&gt;, é stata descritta dal Messico. Ma &lt;span style="font-style: italic;"&gt;T. rex &lt;/span&gt;differisce in molti punti dalle sanguisughe finora conosciute - possiede a differenza di altre specie  (che né possiedono tre disposte a forma di Y) solo una singola "mandibola" con una file di pochi denti, che peró sono particolarmente sviluppati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;a onblur="try  {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S8rhXHoLZII/AAAAAAAABOA/E0NlZ9L7Xak/s1600/PHILLIPSetal_2010_Trex.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 339px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S8rhXHoLZII/AAAAAAAABOA/E0NlZ9L7Xak/s400/PHILLIPSetal_2010_Trex.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5461425285440955522" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fig.3. &lt;/span&gt;Morfologia comparativa di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Tyrannobdella rex&lt;/span&gt;. A) Fotografia della singola "mandibola" con file di denti (Scala 100micrometri) estesa dall´apertura della "bocca". B) Ventosa anteriore con l´apertura boccale da cui esce la mandibola durante l´alimentazione (Scala 1mm). C) Immagine del profilo degli 8 denti sulla mandibola (Scala 100micrometri).D) Visione laterale della mandibola di un´altra specie di sanguisuga (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Limnatis paluda&lt;/span&gt;) che mostra il tipico sviluppo dei denti degli Hirudinea - molti, ma piccoli denticoli (Scala 100micrometri) da PHILLIPS et al. 2010.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La distribuzione eterogenea di diverse specie di sanguisuga sulla terra con un simile stile di vita - di cibarsi del sangue nelle cavità di mammiferi- ha fatto pensare che si tratta di un’evoluzione convergente in diversi gruppi di sanguisughe.&lt;br /&gt;Ma la nuova specie mostra caratteri che la collegano a altre specie con lo stesso comportamento, non solo sul continente americano, ma anche nel vecchio mondo. L´analisi effettuata sul materiale genetico conferma i caratteri morfologici e di comportamento - le sanguisughe che mostrano una preferenza per le cavità dei mammiferi si sono differenziati da un comune antenato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;a onblur="try  {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S8rhKq18EMI/AAAAAAAABN4/bWjjWobdQEw/s1600/PHILLIPSetal_2010_TrexPhylogeny.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 252px; height: 326px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S8rhKq18EMI/AAAAAAAABN4/bWjjWobdQEw/s400/PHILLIPSetal_2010_TrexPhylogeny.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5461425071555612866" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fig.4.&lt;/span&gt; Albero filogenetico ottenuto dallo studio delle sequenze mitocondriali di diverse specie di sanguisughe. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Myxobdella, Praobdella&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Dinobdella&lt;/span&gt; sono dei generi di Hirudinea che infestano l´uomo nel vecchio mondo. La nuova specie &lt;span style="font-style: italic;"&gt;T.rex&lt;/span&gt; si colloca in questo gruppo e ne sottolinea l´origine monofiletica, da PHILLIPS et al. 2010.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;a onblur="try  {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S8rg5ILGfoI/AAAAAAAABNw/EUzue4R4fyk/s1600/BRESSAN_Hirudo.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 385px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S8rg5ILGfoI/AAAAAAAABNw/EUzue4R4fyk/s400/BRESSAN_Hirudo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5461424770191359618" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:85%;"  &gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fig.5.&lt;/span&gt; Comune sanguisuga (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Hirudo sp&lt;/span&gt;.) delle nostre latitudini.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;BIBLIOGRAFIA:&lt;br /&gt;PHILLIPS et al. (2010): &lt;a href="http://www.plosone.org/article/info:doi/10.1371/journal.pone.0010057"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Tyrannobdella rex&lt;/span&gt; N. Gen. N. Sp. and the Evolutionary Origins of Mucosal Leech Infestations. &lt;/a&gt;PLoS ONE 5(4): e10057. doi:10.1371/journal.pone.0010057&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Immagine introduttiva: "&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=ek43qsMoiUw"&gt;Attack of the Giant Leches&lt;/a&gt;" (1959)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855182813996089758-3786574015229035740?l=paleomammiferi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/feeds/3786574015229035740/comments/default' title='Kommentare zum Post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855182813996089758&amp;postID=3786574015229035740&amp;isPopup=true' title='0 Kommentare'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/3786574015229035740'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/3786574015229035740'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/04/t-rex-il-re-delle-sanguisughe.html' title='T rex: Il re delle sanguisughe'/><author><name>David Bressan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17650115671464472095</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/SvHsFeec3cI/AAAAAAAAAvQ/XOjLs4H7RIw/S220/David_Bressan.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S8riJHmfREI/AAAAAAAABOQ/VdqE2Rhl7Pk/s72-c/attack_of_the_giant_leeches.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855182813996089758.post-7545668432125652391</id><published>2010-04-16T12:24:00.001-07:00</published><updated>2010-04-16T12:39:42.294-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pubblicazioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Paleontologia generale'/><title type='text'>Paleontologia dei vertebrati in Italia</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;A distanza di 25 anni dalla pubblicazione de &lt;a href="http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/02/i-vertebrati-fossili-italiani-catalogo.html"&gt;"I vertebrate fossili"&lt;/a&gt;, catalogo della mostra allestita al Palazzo della Gran Guardia a Verona nel 1980, questo volume presenta un panorama aggiornato dello stato delle conoscenze sui vertebrate fossili italiani, i quali, pur essendo relativamente rari nella documentazione paleontologica rispetto ai resti fossili di invertebrate, hanno grandissimo significato paleobiografico, paleoambientale e biostratigrafico.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S8i6DSAoglI/AAAAAAAABNo/dHgnN0efiVU/s1600/BONFIGLIO_2005_Vertebrati_italiani_1.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 301px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S8i6DSAoglI/AAAAAAAABNo/dHgnN0efiVU/s400/BONFIGLIO_2005_Vertebrati_italiani_1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5460819113723593298" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fig.1&lt;/span&gt;. Copertina&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La nuova pubblicazione segue le orme del primo atlante, con un'iconografia accattivante e con reperti raramente segnalati. Purtroppo - da male in peggio in rispetto con il primo atlante-  si è deciso di togliere completamente cartine o riferimenti geografici dal testo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;In questi 25 anni le ricerche sui vertebrati fossili hanno avuto uno straordinario sviluppo con il riconoscimento di nuovi taxa, la segnalazione di nuovi depositi, lo sviluppo dell' analisi tafonomia, la ricerca di correlazioni con depositi marini, la definizione si scale biocronologiche dettagliate e la integrazione dei dati paleontologici con quelli isotopici e paleo magnetici, oltre che con datazione radiometriche e geochimiche.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;Il volume registra puntualmente tutte le novità che sono emerse in questi anni.&lt;br /&gt;I vertebrati fossili sono presentati secondo un ordine cronologico, a partire dal Paleozoico superiore fino al Quaternario e nei singoli capitoli, curati da specialisti nel settore o studiosi che hanno condotto attivamente ricerca sui reperti o luoghi menzionati, sono esposti i risultati delle ricerche condotte sia sui vertebrati marini che continentali di singoli giacimenti o periodi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;I depositi cenozoici risultano straordinariamente ricchi di resti di ambienti, e alcuni dei nuovi siti segnalati presentano un interesse globale sotto l'aspetto paleo ambientale e paleo biologico. I depositi a vertebrati continentali pleistocenici sono ordinati in uno schema biocronologico preciso e ben documentato. Le ricerche sui vertebrati pleistocenici insulari hanno dati interessanti risultati con il riconoscimento di successive fasi di dispersione di "Complessi faunistici" dal continente alle isole.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;La descrizione della litologia dei depositi e il richiamo ai resti di altri organismi che frequentemente accompagnano i vertebrati marini tende a ricostruire il quadro ambientale che ha controllato la vita, la morte e i processi di fossilizzazione dei diversi taxa. I frequenti richiami all'affinità tra i taxa presenti in Italia e quelli noti in altre aree geografiche mettono in luce il significato paleo biografico globale di alcuni dei vertebrati fossili italiani e illustrano la successione degli eventi che hanno preceduto la formazione della penisola cosi come è attualmente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La maturazione di una nuova sensibilità nei confronti dei depositi fossiliferi come documenti della storia del territorio e come monumenti naturali da conoscere e valorizzare, ha cambiato l'atteggiamento dei ricercatori e ha dato luogo a iniziative volte alla tutela, alla valorizzazione e fruizione del patrimonio paleontologico.&lt;br /&gt;Purtroppo non tutte le iniziative finora hanno avuto successo, dato che il mulino burocratico lavora in tempi spesso superiori a quelli geologici.&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-family:arial;"&gt;Ricercatori professionisti spesso sono limitati sia nella risorsa tempo che in quella delle finanze (soprattutto negli ultimi tempi). Per monitorare l'intero territorio per questo la collaborazione con appassionati e dilettanti è essenziale, un fatto trascurato troppo spesso in modo negligente dai ricercatori stessi.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;Molte segnalazioni di siti importanti provengono da appassionati raccoglitori di fossili, Si ha voluto sottolineare anche questo aspetto in un'opera per la quale si è scelto di utilizzare, nel rispetto del rigore scientifico, un linguaggio semplice e comprensibile anche da non specialisti e che potrà avere anche un valore educativo stimolando lo spirito di osservazione di qualche appassionato. Per chi ne volesse sapere in più, alla fine dei singoli capitolo viene messo a disposizione una lista essenziale di riferimenti scientifici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;a onblur="try  {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S8i52CMNXjI/AAAAAAAABNg/bsTw_1jr4x4/s1600/BONFIGLIO_2005_Vertebrati_italiani_3.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 284px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S8i52CMNXjI/AAAAAAAABNg/bsTw_1jr4x4/s400/BONFIGLIO_2005_Vertebrati_italiani_3.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5460818886138879538" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Fig.2.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt; &lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;a onblur="try  {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S8i5m7BWuSI/AAAAAAAABNY/fkaoi9USnOw/s1600/BONFIGLIO_2005_Vertebrati_italiani_2.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 286px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S8i5m7BWuSI/AAAAAAAABNY/fkaoi9USnOw/s400/BONFIGLIO_2005_Vertebrati_italiani_2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5460818626516269346" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Fig.3.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Indice del volume:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Introduzione&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;Cenni di Storia della Paleontologia dei vertebrati in Italia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Ricerca, recupero e progetti di valorizzazione&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Insularità e vertebrati terrestri endemici&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;PALEOZOICO E MESOZOICO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Il Permo-Triassico marino - I siti minori&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;I vertebrati continentali del Paleozoico e Mesozoico&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Il Triassico medio delle Prealpi Lombarde&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;Il Norico marino dell'Italia Settentrionale&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;Il Giurassico marino&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;Il Cretaceo marino&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;IL PALEOGENE&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;I vertebrati marini&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;I vertebrati continentali&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;IL MIOCENE&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;I vertebrati marini&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;I vertebrati della Pietra Leccese&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Le terre emerse del Miocene&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;I vertebrati continentali&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Le associazioni a vertebrati continentali del Messiniano&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;IL PLIO-PLEISTOCENE&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;I vertebrati marini&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;-I vertebrati Marini del Fiume Marecchia&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;-Il giacimento di Orciano (Pisa)&lt;/span&gt; &lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Le faune a mammiferi del Plio-Pleistocene&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;-L'area di Villafranca d'Asti e L' Unita Faunistica di Triversa&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;-I mammiferi fossili del ramo sud-occidentale del Bacino Tiberino, Umbria&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;-Poggio Rosso (Valdarno superiore)&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;-I vertebrati fossili delle ligniti di Pietrafitta, Bacino di Tavernelle/Pietrafitta&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;-Torre in Pietra&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;-La Polledrara di Cecanibbio (Roma)&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;-La Caverna Generosa: un tipico deposito di Grotta ad Ursus spelaeus&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;I VERTEBRATI DELLE ISOLE&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;La Sardegna&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;La Sicilia&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;Le isole minori&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;BIBLIOGRAFIA:&lt;br /&gt;BONFIGLIO, L. (2005): Paleontologia dei vertebrati in Italia – Evoluzione biologica, significato ambientale e paleogeografia. Museo di Storia Naturale - Verona.&lt;br /&gt;FERRETTI, A. (2005): Paleolibreria. PaleoItalia 13, Novembre 2005.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855182813996089758-7545668432125652391?l=paleomammiferi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/feeds/7545668432125652391/comments/default' title='Kommentare zum Post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855182813996089758&amp;postID=7545668432125652391&amp;isPopup=true' title='0 Kommentare'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/7545668432125652391'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/7545668432125652391'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/04/paleontologia-dei-vertebrati-in-italia.html' title='Paleontologia dei vertebrati in Italia'/><author><name>David Bressan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17650115671464472095</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/SvHsFeec3cI/AAAAAAAAAvQ/XOjLs4H7RIw/S220/David_Bressan.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S8i6DSAoglI/AAAAAAAABNo/dHgnN0efiVU/s72-c/BONFIGLIO_2005_Vertebrati_italiani_1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855182813996089758.post-8477393447847286056</id><published>2010-04-13T13:04:00.000-07:00</published><updated>2010-04-13T13:13:19.746-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Se la scienza è matta'/><title type='text'>Aiuto! - Il ritorno di "Voyager"</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Aiuto - é ritornato lo stregone di "&lt;/span&gt;&lt;a style="font-family: arial;" href="http://paleomammiferi.blogspot.com/2009/12/la-divulgazione-della-paleontologia-in.html"&gt;Voyager&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;", e se la prende con l´evoluzione umana -  &lt;/span&gt;&lt;a style="font-family: arial;" href="http://www.radio24.ilsole24ore.com/popup/player.php?filename=100411-moebius.mp3"&gt;2.500 anni di logica, gettati all´ortiche.&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S8TQBoq9BaI/AAAAAAAABL4/YbikYpZi4Ik/s1600/Cow.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S8TQBoq9BaI/AAAAAAAABL4/YbikYpZi4Ik/s400/Cow.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5459717374795908514" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: arial;font-size:85%;" &gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fig.1.&lt;/span&gt; Mucca volante - &lt;a href="http://misty69stuff.blogspot.com/2004_08_01_archive.html"&gt;probabilmente rapita da alieni&lt;/a&gt;...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855182813996089758-8477393447847286056?l=paleomammiferi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/feeds/8477393447847286056/comments/default' title='Kommentare zum Post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855182813996089758&amp;postID=8477393447847286056&amp;isPopup=true' title='2 Kommentare'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/8477393447847286056'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/8477393447847286056'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/04/aiuto-il-ritorno-di-voyager.html' title='Aiuto! - Il ritorno di &quot;Voyager&quot;'/><author><name>David Bressan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17650115671464472095</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/SvHsFeec3cI/AAAAAAAAAvQ/XOjLs4H7RIw/S220/David_Bressan.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S8TQBoq9BaI/AAAAAAAABL4/YbikYpZi4Ik/s72-c/Cow.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855182813996089758.post-7279121277076862025</id><published>2010-04-13T12:36:00.000-07:00</published><updated>2010-04-13T12:48:38.695-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Criptozoologia'/><title type='text'>Shunka Warak'in</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Le scienze naturali cercano di basarsi solo sui fatti - ed escludere miti come fonti di informazione. Ma storie, racconti ed immagini storiche possono comunque darci preziose informazioni su animali estinti, o ritenuti estinti. Anche se serve molta prudenza e si deve tener conto che molte sono spiegazioni alternative possibili per gli esempi storici riportati:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S8TJ0j87zmI/AAAAAAAABLw/0HBz0bdnuGo/s1600/warakin.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 350px; height: 189px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S8TJ0j87zmI/AAAAAAAABLw/0HBz0bdnuGo/s400/warakin.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5459710553121082978" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fig.1.&lt;/span&gt; L´unica immagine storica esistente del "Shunka Warak´in", da HUTCHINSON R.F. (1977): Trails to Nature´s Mysteries - The Life of a Working Naturalist.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Nel 1886 nei pressi del Madison River in West Fork (Broadwater County, Montana) un contadino mormone uccise quello che fu descritto come un grande, scuro animale simile a un lupo, con alte spalle ed la schiena inclinata posteriormente - simile ad una iena. Il corpo fu venduto dalla famiglia Hutchins a un certo Sherwood, che lo espose nel suo museo nel Idaho ed lo chiamo "Ringdocus". &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sembra che i nativi indiani erano al corrente di un animale simile - che chiamavano "Shunka Warak'in - quello che porta via i cani", dato che aveva attaccato i loro accampamenti. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Presunto lupo, teorie alternative (ed fantastiche del 1995) parlarono di questo animale come un superstite Hyaenodon - un gruppo ritenuto estinto 23 milioni d´anni fa appartenente ai mammiferi creodonti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Il corpo imbalsamato del museo fu perso, la sua reale sistematica rimase incerta. Solo nel novembre 2007, come sembra, il corpo è stato ritrovato nello scantinato del museo. Ora si pensa di effettuare un esame del DNA per chiarire l´esatta sistematica dell'animale, verosimilmente un lupo imbalsamato molto male...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;a onblur="try  {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S8TJnUMz5EI/AAAAAAAABLo/psR9gPGWfPA/s1600/dscn5017.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 218px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S8TJnUMz5EI/AAAAAAAABLo/psR9gPGWfPA/s400/dscn5017.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5459710325554406466" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fig.2.&lt;/span&gt; L´immagine apparsa nel gennaio 2010 &lt;a href="http://s263.photobucket.com/albums/ii124/jonathanrex1/?action=view&amp;amp;current=dscn5017.jpg"&gt;FONTE&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855182813996089758-7279121277076862025?l=paleomammiferi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/feeds/7279121277076862025/comments/default' title='Kommentare zum Post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855182813996089758&amp;postID=7279121277076862025&amp;isPopup=true' title='0 Kommentare'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/7279121277076862025'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/7279121277076862025'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/04/shunka-warakin.html' title='Shunka Warak&apos;in'/><author><name>David Bressan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17650115671464472095</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/SvHsFeec3cI/AAAAAAAAAvQ/XOjLs4H7RIw/S220/David_Bressan.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S8TJ0j87zmI/AAAAAAAABLw/0HBz0bdnuGo/s72-c/warakin.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855182813996089758.post-2734472978069277262</id><published>2010-04-10T07:40:00.000-07:00</published><updated>2010-04-30T03:32:00.196-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Primates'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pliocene'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pleistocene'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Paleontologia generale'/><title type='text'>Il genere Australopithecus</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;La descrizione di &lt;a href="http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/04/vi-presento-australopithecus-sediba.html"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Australopithecus sediba&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; ha aggiunto un´ulteriore rappresentante agli Australopiteci, un gruppo molto vasto come mostra il seguente resoconto:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S8HCFjt3PMI/AAAAAAAABLQ/ydqimcDbhUA/s1600/GIS_Africa_Hominid_Sites.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 283px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S8HCFjt3PMI/AAAAAAAABLQ/ydqimcDbhUA/s400/GIS_Africa_Hominid_Sites.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5458857624092490946" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fig.1.&lt;/span&gt; Siti con resti fossili classificati o attribuiti al genere &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:85%;" &gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Australopithecus&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:85%;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:85%;"  &gt;(Clicca per ingrandire la carta). Le zone rosse sono aree montuose. Dalla carta si riconosce il percorso della "Rift Valley", che attraversa quasi l´intero continente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Australopithecus anamensis&lt;/span&gt; (4-3,9Ma): L´osso di un braccio di questa specie viene scoperta a Kanapoi, in Kenia, nel 1965. Il suo nome deriva da anam, che vuole dire lago, poiché le circostanze della scoperta fanno pensare che l´ominide viveva sulle sponde di un lago. I frammenti della tibia rinvenuti nel 1987 sulle sponde del Lago Turkana dimostrerebbero poi la postura eretta di questa specie di Australopiteco, progenitrice dell´&lt;span style="font-style: italic;"&gt;A. afarensis.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Australopithecus afarensis &lt;/span&gt;(3,9-3,2Ma): Specie descritta tramite la scoperta della celebre "Lucy" il 30. novembre del 1974 nella regione etiopa di Afar. Ancora molti caratteri ancestrali: faccia larga con fronte bassa, naso piatto, mascella superiore sporgente e mandibola voluminosa di forma intermedia fra quella rettangolare e quella parabolica dell´uomo moderno. La specie viene considerata alla base della linea evolutiva umana.&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://paleomammiferi.blogspot.com/2009/12/dr-broom-i-assume.html"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Australopithecus africanus&lt;/span&gt; &lt;/a&gt;(3,5-2,3Ma): Il primo reperto risale al 1924, dalla caverna di Taung nel Sudafrica. Il cranio di questo esemplare di adolescente é arrotondato, con canini piú piccoli comparte a forme ancestrali. La posizione piú avanzata del foro occipitale fa supporre che fosse bipede. L´articolazione del ginocchio, tuttavia, mostra che l´andatura era piú vicina al modello delle scimmie antropomorfe di quanto non lo fosse quella di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;A. afarensis.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Australopithecus barhelghazali&lt;/span&gt; (3,5Ma): Specie rinvenuta nell´odierno Ciad, nel letto del fiume Bahr-el-Ghazal (il fiume delle gazzelle), ha messo in crisi le teorie scientifiche che ponevano l´Africa Orientale come culla esclusiva del genere &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Homo&lt;/span&gt;. L´unico reperto ritrovato é una mandibola con sette denti simile all´&lt;span style="font-style: italic;"&gt;afarensis&lt;/span&gt;, ma con alcune differenze, come la sinfisi mandibolare piú verticale nella faccia interna e i premaolari a smalto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Australopithecus boisei&lt;/span&gt; (2,3-1,2Ma): Riclassificato attualmente in un proprio genere &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Paranthropus&lt;/span&gt;. Uno degli ominidi piú grandi e robusti, adatto a una dieta alimentare vegetale con grandi molari, mascelle spesse a cui attaccavano  possenti muscoli che a loro volta attaccavano alla cresta sagittale del cranio. Scoperto in Tanzania é stato uno degli ultimi Australopitheci a estinguersi ed ha convissuto con le prime specie di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Homo&lt;/span&gt;.&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Australopithecus aethiopicus&lt;/span&gt; (2,7Ma): Riclassificato attualmente in un proprio genere &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Paranthropus.&lt;/span&gt; Il primo ritrovamento é avvenuto in Etiopia e risale al 1968. I resti piú celebri provengono peró dal Kenya, dove viene alla luce un cranio detto "teschio nero" per la colorazione tramite ossidi di Magnesio presenti nel terreno. Discende dall´&lt;span style="font-style: italic;"&gt;afarensis,&lt;/span&gt; del quale mostra lo stesso volto prominente, é il capostipite degli &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Paranthropus,&lt;/span&gt; con cui condivide la mascella rettangolare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Australopithecus ramidus&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;/ garhi&lt;/span&gt; (5,2-4,4Ma): Riclassificato attualmente in un proprio genere &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ardipithecus&lt;/span&gt;. I resti di 17 ominidi sono stati rinvenuti nel 1992 ad Asa Koma, in Etiopia. Le ossa delle articolazioi superiori e i denti rivelano dalle caratteristiche anatomiche ancestrali e una dieta vegetale, che fa pensare che questa specie abbia ancora molti tratti in comune con l´antenato comune di scimpanzé e ominidi. Il piede mostrerebbe una andatura bipede, nonostante il sua habitat naturale fossero le foreste.&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;BIBLIOGRAFIA:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style=";font-family:arial;font-size:85%;"  &gt;&lt;br /&gt;DAY, M.H. (1986): Guide to Fossil Man. Butler &amp;amp; Tanner Ltd., London. 4th edition&lt;/span&gt; &lt;span style=";font-family:arial;font-size:85%;"  &gt;&lt;br /&gt;RIVIECCIO, G. (ed.) (2007): L´evoluzione dell´uomo. NEWTON OGGI speciale. RCS Periodici.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855182813996089758-2734472978069277262?l=paleomammiferi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/feeds/2734472978069277262/comments/default' title='Kommentare zum Post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855182813996089758&amp;postID=2734472978069277262&amp;isPopup=true' title='0 Kommentare'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/2734472978069277262'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/2734472978069277262'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/04/il-genere-australopithecus.html' title='Il genere Australopithecus'/><author><name>David Bressan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17650115671464472095</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/SvHsFeec3cI/AAAAAAAAAvQ/XOjLs4H7RIw/S220/David_Bressan.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S8HCFjt3PMI/AAAAAAAABLQ/ydqimcDbhUA/s72-c/GIS_Africa_Hominid_Sites.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855182813996089758.post-6299386556140861245</id><published>2010-04-08T09:32:00.000-07:00</published><updated>2010-04-28T12:36:47.244-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Primates'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ultime notizie'/><title type='text'>Vi presento: Australopithecus sediba</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Sul sito di &lt;a href="http://scienceblogs.com/laelaps/2010/04/close_to_homo_-_the_announceme.php?utm_source=feedburner&amp;amp;utm_medium=feed&amp;amp;utm_campaign=Feed%3A+scienceblogs%2FmTGk+%28Laelaps%29"&gt;Brian Switek&lt;/a&gt; viene presentato l´ominide la cui descrizione era stata annunciata martedì scorso. I resti di due individui, un esemplare giovane di maschio e una femmina adulta, sono stati scoperti nel 2008 in un sistema di caverne del Sudafrica, grazie alla ricostruzione dello scheletro é stata descritta la nuova &lt;a href="http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/04/il-genere-australopithecus.html"&gt;specie &lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;a href="http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/04/il-genere-australopithecus.html"&gt;Australopithecus&lt;/a&gt; sediba n.sp. &lt;/span&gt;(BERGER et al. 2010) nella rivista "Science".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S74Fae7SDAI/AAAAAAAABJ4/k0jg0tKU2dU/s1600/BERGERetal_2010_Australopithecus_sediba..jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 399px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S74Fae7SDAI/AAAAAAAABJ4/k0jg0tKU2dU/s400/BERGERetal_2010_Australopithecus_sediba..jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5457805750956067842" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fig.1.&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Australopithecus sediba&lt;/span&gt;, l´esemplare maschio MH1 e la possibile femmina MH2 (da BERGER et al. 2010).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:100%;"  &gt;Il fossile é stato rinvenuto in sedimenti che si sono depositati 2 milioni di anni fa nel sistema di carso di Malapa. Questi &lt;a href="http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/02/la-tafonomia-di-fessure-e-caverne.html"&gt;ambienti sono particolarmente adatti per conservare ossa&lt;/a&gt; di vertebrati.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:100%;"  &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:100%;"  &gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;" &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;a onblur="try  {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S74eeJEsVII/AAAAAAAABKw/xw2sxT8slTY/s1600/PAULetal_Australopithecus_sediba_geology.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 316px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S74eeJEsVII/AAAAAAAABKw/xw2sxT8slTY/s400/PAULetal_Australopithecus_sediba_geology.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5457833301600130178" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:85%;"  &gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fig.2&lt;/span&gt;. Il sito di Malapa é situato nella valle di Grootvleispruit. Immagine sopra: carta geologica semplificata, il sistema carsico é sviluppato seguendo zone fratturate dalla tettonica (da DIRKS et al. 2010).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;a onblur="try  {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S74LKT8EA_I/AAAAAAAABKA/3qALmyhMloI/s1600/BERGERetal_2010_Australopithecus_sediba_site.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 182px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S74LKT8EA_I/AAAAAAAABKA/3qALmyhMloI/s400/BERGERetal_2010_Australopithecus_sediba_site.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5457812070198412274" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:85%;"  &gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fig.3&lt;/span&gt;. Rappresentazione schematica del profilo di Malapa. Le ossa ora descritte forse sono state trasportate sul luogo di ritrovamento tramite l´azione dell´acqua all´interno della caverna. Verosimilmente ominidi o i loro resti in un primo momento sono caduti tramite imbuti nelle parti superiori del reticolo (da DIRKS et al. 2010).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:100%;"  &gt;A differenze di quanto &lt;a href="http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/04/il-mito-dellanello-mancante.html"&gt;sostenuto dai media generali,&lt;/a&gt; la posizione esatta nel cespuglio della nostra evoluzione della nuova specie non é ancora chiara, fatto sta che con un’età di 1,98 a 1,75 milioni di anni é contemporanea con le prime specie del genere &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Homo&lt;/span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;L’origine del genere Homo è controversa, tra le ipotesi più accreditate è la discendenza dal gruppo degli Australopithechi, o da predecessori di essi, facendo delle varie specie di &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Australopithecus&lt;/span&gt; un gruppo evolutosi parallelamente a &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Homo&lt;/span&gt;. I fossili più antichi attribuite al nostro genere sono stati  ritrovati in Etiopia (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Homo habilis&lt;/span&gt; aff.) e datano a 2,33 milioni di anni. Dal &lt;span style="font-style: italic;"&gt;H. habilis &lt;/span&gt;verosimilmente si poi differenziato il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;H. erectus&lt;/span&gt; - l’insicurezza di questa parentela risulta dalla &lt;a href="http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/03/ominidi-di-denisova.html"&gt;prolungata convivenza delle due specie, un’abitudine degli ominidi &lt;/a&gt;che le scoperte recenti sembrano confermare.&lt;br /&gt;La nuova specie mostra caratteri intermedi tra i due grandi gruppi, lunghe braccia, adatte per arrampicarsi ancora sugli alberi e un cervello piccolo sono tipici per gli Australopithechi. Dall’altro lato la postura eretta e soprattutto il cranio con la faccia meno sporgente mostrano affinità con il genere &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Homo&lt;/span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;La questione che la nuova scoperta forse potrà chiarire definitivamente con ulteriori analisi, è se il genere a cui apparteniamo si è sviluppati da Australopitechi ancestrali o più recenti, come la nuova specie sembra presupporre.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div  style="text-align: left;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;BIBLIOGRAFIA:&lt;br /&gt;BERGER et al. (2010): &lt;a href="http://www.sciencemag.org/extra/sediba/"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Australopithecus sediba&lt;/span&gt;: A New Species of Homo-Like Australopith from South Africa. &lt;/a&gt;Science, 328: 195-204&lt;br /&gt;DIRKS et al. (2010): &lt;a href="http://www.sciencemag.org/extra/sediba/"&gt;Geological Setting and Age of Australopithecus sediba from Southern Africa&lt;/a&gt;. Science, 328: 205-208&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855182813996089758-6299386556140861245?l=paleomammiferi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/feeds/6299386556140861245/comments/default' title='Kommentare zum Post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855182813996089758&amp;postID=6299386556140861245&amp;isPopup=true' title='0 Kommentare'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/6299386556140861245'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/6299386556140861245'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/04/vi-presento-australopithecus-sediba.html' title='Vi presento: Australopithecus sediba'/><author><name>David Bressan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17650115671464472095</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/SvHsFeec3cI/AAAAAAAAAvQ/XOjLs4H7RIw/S220/David_Bressan.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S74Fae7SDAI/AAAAAAAABJ4/k0jg0tKU2dU/s72-c/BERGERetal_2010_Australopithecus_sediba..jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855182813996089758.post-4526659464867362461</id><published>2010-04-07T11:50:00.000-07:00</published><updated>2010-05-24T09:28:04.903-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Se la scienza è matta'/><title type='text'>Catturato finalmente lo Yeti</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S8B2y3nBlUI/AAAAAAAABLA/yQyw94Xr9vA/s1600/etiyetiyeti--191x131.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 191px; height: 131px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S8B2y3nBlUI/AAAAAAAABLA/yQyw94Xr9vA/s200/etiyetiyeti--191x131.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5458493364666209602" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:100%;"  &gt;Siamo finalmente arrivati sul fondo del letamaio - possiamo incominciare a scavare...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;"Cina, il mistero&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;dell’animale ignoto&lt;br /&gt;"&lt;a href="http://city.corriere.it/2010/04/07/milano/documenti/cina-mistero-dell-animale-ignoto-yeti-d-oriente-20730425363.shtml"&gt;È lo Yeti d’Oriente&lt;/a&gt;"&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-style: italic;font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scienziati al lavoro per tentare di capire a quale razza appartenga questo strano animale trovato in Cina &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;È senza peli, ha una coda da canguro, il muso da orso. Ma non appartiene a nessuna di queste specie. Ed è emerso dalle foreste della Cina centrale a turbare i sogni (ed accendere gli entusiasmi) degli scienziati. Questo strano animale - che in attesa di trovare una classificazione scientifica è diventato per tutti “lo Yeti d’Oriente” - è stato catturato da cacciatori nella provincia del Sichuan.&lt;br /&gt;"Non fa nemmeno versi da orso" dice un cacciatore, "ha più la voce di un gatto. Che stia chiamando gli altri esemplari della sua specie?"&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;   &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;In Cina, spiegano i cacciatori che hanno trovato l’animale, "esistono leggende di un orso che un tempo era un uomo. Beh, la gente pensa che sia proprio quello che abbiamo catturato".&lt;br /&gt;Ora lo Yeti sarà mandato a Pechino, perché gli scienziati possano capire attraverso il test del Dna - letteralmente - quale razza di animale sia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La speranza è che si tratti di una sorta di "Santo Graal" della zoologia: un mammifero finora sconosciuto. Potrebbe esserlo?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Secondo lo scienziato di Oxford e presentatore Tv George McGavin, la mancanza di peli sarebbe sintomo di malattia, non una caratteristica strutturale dell’animale. McGavin, che ha detto di essere "molto scettico" circa l’ipotesi che si tratti di un nuovo mammifero, ha scoperto pochi mesi fa un nuovo animale, un topo gigante nelle montagne della Nuova Guinea. E simili scoperte sono ormai molto rare: negli ultimi dieci anni sono state scoperte 250mila specie, ma la stragrande maggioranza di esse sono di microorganismi."&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Naturalmente questa "notizia" sta rimbalzando su vari media e siti internet (p.e. &lt;a href="http://notizieincredibili.scuolazoo.com/incredibile/cina-trovato-un-misterioso-animale-e-uno-yeti"&gt;qui&lt;/a&gt;). È triste che i giornalisti non si facciano neanche il lavoro di fare una breve ricerca:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;a onblur="try  {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S8B2ZaZ3ngI/AAAAAAAABK4/C5DM-TUBYpQ/s1600/AfricanCivet.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 256px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S8B2ZaZ3ngI/AAAAAAAABK4/C5DM-TUBYpQ/s400/AfricanCivet.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5458492927329672706" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:85%;" &gt;Fig.1. &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Categoria:Viverridi"&gt;Viverridi&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;con la scabbia, che ne determina &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;la perditá del pelo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family: arial;"&gt;AGGIORNAMENTO: Secondo un &lt;a href="http://www.gochengdoo.com/en/blog/item/1486/case_closed_sichuan_mystery_beast_identified_maybe"&gt;communicato rilasciato il 16. aprile 2010&lt;/a&gt; dal dipartimento forestale di Daying si tratta di un donnola&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: arial;"&gt; dell´Himalaya o siberiana (&lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Siberian_Weasel"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Mustela sibirica&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855182813996089758-4526659464867362461?l=paleomammiferi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/feeds/4526659464867362461/comments/default' title='Kommentare zum Post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855182813996089758&amp;postID=4526659464867362461&amp;isPopup=true' title='0 Kommentare'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/4526659464867362461'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/4526659464867362461'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/04/catturato-finalmente-lo-yeti.html' title='Catturato finalmente lo Yeti'/><author><name>David Bressan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17650115671464472095</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/SvHsFeec3cI/AAAAAAAAAvQ/XOjLs4H7RIw/S220/David_Bressan.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S8B2y3nBlUI/AAAAAAAABLA/yQyw94Xr9vA/s72-c/etiyetiyeti--191x131.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855182813996089758.post-5697521428740728202</id><published>2010-04-06T12:25:00.000-07:00</published><updated>2010-04-06T12:45:18.931-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='P-movie'/><title type='text'>The Hunter from the Future (1983)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S7uLcYttmbI/AAAAAAAABJo/CVfGZm3N63k/s1600/Yor.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 139px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S7uLcYttmbI/AAAAAAAABJo/CVfGZm3N63k/s200/Yor.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5457108693276268978" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Yor: "The blood of your enemies makes you stronger! Drink!"  Pak: "Urgh...I'd rather stay weak!"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;YOR - The Hunter from the Future (1983) prodotto dalla Daimant Film italiana sotto la regia del noto B-movie regista &lt;a href="http://www.antoniomargheriti.com/English_Version/all_his_films/Sci_Fi/Yor.htm"&gt;Antonio Margheriti,&lt;/a&gt; ha come carattere principale Reb Brown, nei panni di YOR "He´s the man"!&lt;br /&gt;Di tutti i film trash, questo ha buone speranze di essere uno dei migliori (o meglio detto peggiori, il film compare nella lista dei 100 film peggiori secondo John Wilson, fondatore del prestigioso premio "Golden Rapsberry") - qui ogni dettaglio è curato per essere spazzatura: la trama stupida, i caratteri infantili, i costumi ridicoli, gli effetti speciali patetici, ma la musica &lt;a href="http://www.coolcinematrash.com/wp-content/uploads/2008/11/s-world.mp3"&gt;(mp3 3,4MB) &lt;/a&gt;ha un certo fascino trash, contribuita da Guido &amp;amp; Maurizio De Angeli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Il film apre con Yor che corre tra i ruderi nel bel mezzo della Kappadokia turca é la sigla del titolo - che riassume praticamente il contenuto intellettuale dell´intera opera: Yor é un cavernicolo biondo che fa a botte con dinosauri armato solo con un'ascia di pietra, anche se un &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Dimetrodon &lt;/span&gt;troppo curioso viene affrontato a mani nude, per il resto del film Yor si limita a uccidere cavernicoli e a distruggere intere civilizzazioni.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;Ma ritornando all´apertura del film:  i due cavernicoli Kala e Pak durante una battuta di caccia per un maiale preistorico (con delle spine attaccate con il mastice) disturbano una specie di triceratopo, che viene prontamente massacrato da Yor con la sua fedele ascia di pietra.  Da buongustaio che è, Yor alla fine del combattimento beve il sangue della sua preda. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;a onblur="try  {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S7uLV9E3g-I/AAAAAAAABJg/5EbacscsIfE/s1600/yor14.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 223px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S7uLV9E3g-I/AAAAAAAABJg/5EbacscsIfE/s320/yor14.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5457108582777979874" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Per ringraziarlo, Kala e Pak, Invitano Yor nel loro paese, che viene prontamente attaccato da uomini-scimmia, che cercano di rapire le donne del villaggio. Yor insieme a Pak si mette in cammino per trovare il covo degli aggressori.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Scoperto la caverna cavernicola, rimane il problema come raggiungere l´entrata situata in alto di una parete rocciosa. Nessun problema per Yor - con arco e freccia massacra un Pteranodonte, la cui carcassa viene usata da Yor per planare nella caverna é tirare un pugno alla guardia, con sottofondo un coro che canta "He´s the man"! &lt;a href="http://www.badmovies.org/multimedia/moviesv/yor1.mpg"&gt;(Vedere per credere&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.badmovies.org/multimedia/moviesv/yor1.mpg"&gt; mpg 2,5MB).&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.badmovies.org/multimedia/moviesv/yor1.mpg"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;a onblur="try  {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S7uLJqaPcpI/AAAAAAAABJY/oOAO2tr3ep4/s1600/yor15.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 222px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S7uLJqaPcpI/AAAAAAAABJY/oOAO2tr3ep4/s320/yor15.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5457108371608924818" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Yor entrato nella caverna massacra tutti e tutto, ritorna in un paese di pescatori, dove gli viene raccontato del segreto di una misteriosa isola nel bel mezzo del mare. Qui la trama si capovolge, come la locandina non avrebbe mai fatto pensare, il pacifico villaggio viene attaccato da astronavi che provengono dall'isola. Yor si mette in mare a massacrare i resti della civilizzazione umana - l´isola in verità é l´ultimo rifugio dotato di tecnologia dopo una guerra atomare, che ha resuscitato dinosauri e creature del permiano, prodotto cavernicoli e mutanti scimmia-uomo. Yor entrato nella base tecnologica, governata da un pazzo dittatore con un esercito di robot che hanno bisogno del - materiale genetico- di Yor per procreare, ma la cosa più importante:  Yor massacra tutti e tutto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se la trama sembra delirante e soprattutto non concordante, la spiegazione é semplice, in originale le avventure di Yor erano una miniserie per la televisione italiana in quattro puntate. Dopo la messa in onda, il tutto é stato trasformato in un film di 90 minuti per il grande schermo.&lt;br /&gt;Non c é notevole differenza tra la versione televisiva (estremamente rara su supporto video) e  quella più conosciuta della versione cinematografica - nella versione integrale i combattimenti di Yor con le creature preistoriche durano più a lungo e sono ancora più sanguinose!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;Conclusione, il film si merita la "fama" che ha guadagnato, e alla fine resta solo da dire:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Yor returns to the primitive tribes on the mainland. He is determined to use his superior knowledge to prevent them making the same mistakes as their forefathers. Will he succeed?"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="385" width="480"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/kZqArxUeeOU&amp;amp;hl=de_DE&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/kZqArxUeeOU&amp;amp;hl=de_DE&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="340" width="410"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;FILMOGRAFIA:&lt;br /&gt;Le immagine sono riprese da &lt;a href="http://www.coolcinematrash.com/cctmovies/yor-the-hunter-from-the-future/"&gt;Cool Cinema Trash&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il video é scaricabile da &lt;a href="http://www.badmovies.org/movies/yor/"&gt;BadMovies&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;YOR - The Hunter from the Future (TV Trailer, 1983)&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855182813996089758-5697521428740728202?l=paleomammiferi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/feeds/5697521428740728202/comments/default' title='Kommentare zum Post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855182813996089758&amp;postID=5697521428740728202&amp;isPopup=true' title='0 Kommentare'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/5697521428740728202'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/5697521428740728202'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/04/hunter-from-future-1983.html' title='The Hunter from the Future (1983)'/><author><name>David Bressan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17650115671464472095</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/SvHsFeec3cI/AAAAAAAAAvQ/XOjLs4H7RIw/S220/David_Bressan.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S7uLcYttmbI/AAAAAAAABJo/CVfGZm3N63k/s72-c/Yor.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855182813996089758.post-4902669752264011990</id><published>2010-04-06T05:39:00.000-07:00</published><updated>2010-04-28T12:35:17.921-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Se la scienza è matta'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Primates'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ultime notizie'/><title type='text'>Il mito dell’anello mancante</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S74Z-xT0qmI/AAAAAAAABKQ/4sl90jiwpKY/s1600/Kansas.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 237px; height: 166px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S74Z-xT0qmI/AAAAAAAABKQ/4sl90jiwpKY/s200/Kansas.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5457828364598684258" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Nei &lt;/span&gt;&lt;a style="font-family: arial;" href="http://www.newnotizie.it/2010/04/05/lorigine-umana-trovato-lanello-mancante-uomo-scimmia/"&gt;mass media&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; e perfino in TV sta per arrivare un ulteriore anello mancante, che collega indubbiamente l’uomo con la scimmia, anche se, in effetti, ogni ulteriore fossile di ominidi collega una scimmia con un'altra, dato che dal punto anatomico l’uomo non ha mai smesso di essere una scimmia, come non ha mai smesso di essere mammifero.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Dopo Ardi e Ida il nuovo ominide ancora non ha nome, e la sua presentazione ufficiale avverrà appena fra due giorni. Poche sono le informazioni che finora sono sfuggite allo stretto embargo sottoposto su questo tassello milionario, il fossile attribuibile al vasto gruppo degli australopitechi è stato datato a due milioni di anni grazie all’analisi effettuata con l’acceleratore di particelle di Grenoble.&lt;br /&gt;Scoperto nelle caverne di Sterkfontein del Sudafrica e studiato da ricercatori dell’Università di Witwatersrand (Johannesburg), che già hanno l’esclusiva su una produzione televisiva del fossile gestita dalla National Geographic.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E questo ultimo punto spiega forse lo scetticismo che questa “scoperta” ha suscitato al momento nel mondo dei blog scientifici, perfino la “Repubblica” di oggi non ha risparmiato critiche in confronto all’affermazione che si tratti &lt;a href="http://paleofans.blogspot.com/2010/04/io-sono-un-anello-mancante.html"&gt;dell’anello mancante tra uomo e scimmia&lt;/a&gt;. Le scoperte paleontologiche negli ultimi decenni hanno mostrato che l’evoluzione degli ominidi non fu mai una linea diretta, ma un cespuglio con varie specie e forse sottospecie di ominidi che vivevano nello stesso tempo e nello stesso ambiente, rendendo difficile una ricostruzione di un’evoluzione lineare come la si immagina il nostro collettivo tra ominidi ancestrali e moderni.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;La nuova specie sarà un tassello importante, ma dopo le notizie sensazionalistiche che anche il NG ha prodotto in passato, e che si sono rivelate infondate, si deve essere cauti.&lt;br /&gt;Inoltre è doveroso specificare due ulteriori punti, una nuova specie può essere descritta scientificamente solo in una rivista peer reviewed, che il NG non è, e l’attuale embargo su informazioni e il promuovere di una falsa “tensione”, come in un film di categoria B, sulla notizia mi sembra un atteggiamento infantile, che può solo danneggiare quello che dovrebbe essere una seria ricerca: quella sulla paleoantropologia e le nostre origini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;UPDATE 08.04.2010:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/04/vi-presento-australopithecus-sediba.html"&gt;Qui la notizia della presentazione di Australopithecus sediba&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855182813996089758-4902669752264011990?l=paleomammiferi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/feeds/4902669752264011990/comments/default' title='Kommentare zum Post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855182813996089758&amp;postID=4902669752264011990&amp;isPopup=true' title='0 Kommentare'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/4902669752264011990'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/4902669752264011990'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/04/il-mito-dellanello-mancante.html' title='Il mito dell’anello mancante'/><author><name>David Bressan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17650115671464472095</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/SvHsFeec3cI/AAAAAAAAAvQ/XOjLs4H7RIw/S220/David_Bressan.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S74Z-xT0qmI/AAAAAAAABKQ/4sl90jiwpKY/s72-c/Kansas.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855182813996089758.post-8445310750631817500</id><published>2010-04-05T07:17:00.000-07:00</published><updated>2010-04-05T07:19:54.873-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Paleoumore'/><title type='text'>MAMMAL OS X</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S7nxRvV8tSI/AAAAAAAABJQ/8oiq2stSgBQ/s1600/Mammal_OSX.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 323px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S7nxRvV8tSI/AAAAAAAABJQ/8oiq2stSgBQ/s400/Mammal_OSX.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5456657710604662050" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family: arial;font-family:arial;font-size:85%;"  &gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fig.1.&lt;/span&gt; Mammal OS X&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855182813996089758-8445310750631817500?l=paleomammiferi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/feeds/8445310750631817500/comments/default' title='Kommentare zum Post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855182813996089758&amp;postID=8445310750631817500&amp;isPopup=true' title='0 Kommentare'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/8445310750631817500'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/8445310750631817500'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/04/mammal-os-x.html' title='MAMMAL OS X'/><author><name>David Bressan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17650115671464472095</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/SvHsFeec3cI/AAAAAAAAAvQ/XOjLs4H7RIw/S220/David_Bressan.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S7nxRvV8tSI/AAAAAAAABJQ/8oiq2stSgBQ/s72-c/Mammal_OSX.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855182813996089758.post-4445318415114161915</id><published>2010-04-05T06:50:00.000-07:00</published><updated>2010-04-06T01:30:59.095-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storia e Cultura'/><title type='text'>Il professore ittiosauro tiene una lezione sui mammiferi</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Il naturalista francese &lt;a href="http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/01/i-primi-mammiferi.html"&gt;Buffon aveva proposto nel 1717 un' ipotesi della storia geologica&lt;/a&gt; della terra e della vita su di essa : fasi di stabilità vengono interrotti da catastrofi, da cui nasce nuova vita.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Questa idea sopravisse fino al 19. secolo, i geologi di quella epoca interpretavano il record fossile non come successione lineare, ma come cerchio temporale.&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;John Playfair (1748-1819), matematico e geologo scozzese, riassume l´ipotesi del suo amico, il noto geologo Hutton (1726-1797): &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Il sistema geologico del Dr. Hutton assomiglia in molti aspetti a quel sistema che sembra governare il moto celeste ... Entrambi sono stati creati con cura per un moto infinito..."&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Per Hutton le discordanze stratigrafiche dimostrano una successione di erosione e generazione di sedimenti, montagne si formano dal mare, i detriti di queste vengono trasportati e finiscono di nuovo in mare - un ciclo eterno di cui i fossili fanno parte. Grazie all´opera di Playfair del 1802 &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Illustrations of the Huttonian Theory of the Earth"&lt;/span&gt;, in cui spiego in modo "semplificato" l´idea di Hutton, che era conosciuto per lo stile di scrivere non propriamente di facile lettura, l´ipotesi dell´"uniformatismo" divenne ampiamente conosciuta, e fu ripresa e ampliata da Lyell (1797-1875). &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;Non catastrofi e cambiamenti rapidi scolpirono la terra, ma lenti processi di deposizione e erosione, osservabili anche nei tempi moderni (da cui il nome moderno "Attualismo"), anche se necessitano migliaia, se non milioni di anni.&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;Anche se a differenza di Hutton, Lyell esclude forze nel tempo geologico non osservabili ai nostri tempi, continua a usare l´idea di un ciclo geologico. Compare la storia della terra e i climi che si sono susseguiti su di essa con un " anno geologico ", con tanto di autunno, inverno, primavera e estate - ordinato e ciclico come il movimento dei pianeti attorno al sole. Le specie di animali fossili erano adattati perfettamente, ma anche unicamente a queste " stagioni geologiche ". Se la stagione finiva, con essa scomparivano gli esseri che la abitavano, e con la nuova stagione, nuove forme di vita la abitavano.&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Secondo Lyell era possibile che &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Nelle foreste ritornerà il possente Iguanodon e nei mari gli Ichthyosauri, mentre nei boschi ombrosi delle felci giganti volerà di nuovo il pterodattilo."&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;Questa visione ispiro una delle più note caricature sulla paleontologia, nello stesso anno in cui usci l´opera di Lyell "  Principles of Geology " (1830) sulla copertina di un libro sulle stranezze naturali venne rappresentato " Professor Ichthyosaurus " con tanto di studenti rettiliani.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;a onblur="try  {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S7nq6cnD5yI/AAAAAAAABJI/A6HOF7cWkwY/s1600/BECHE_1830_ProfIchthyosaurus.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 355px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S7nq6cnD5yI/AAAAAAAABJI/A6HOF7cWkwY/s400/BECHE_1830_ProfIchthyosaurus.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5456650713369405218" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fig.1. "&lt;a href="http://blogevolved.blogspot.com/2010/04/ichthyosaurs-in-art.html"&gt;Awful Changes&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt; Man Found only in a Fossil State - Reappearance of Ichthyosauri." -&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;"A lecture, - 'You will at once perceive,' continued Professor Ichthyosaurus, 'that the skull before us belonged to some of the lower order of animals; the teeth are very insignificant, the power of the jaws trifling, and altogether it seems wonderful how the creature could have procured food."&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Creatore della caricatura era il geologo Henry de la Beche (1796 -1855), che si immagina una lezione di paleontologia in un remoto futuro, in cui dopo l´estinzione dei mammiferi i rettili marini - tornati alla ribalta- discutono sulla inferiorità di strane creature con deboli mandibole e piccolo denti - che erano I mammiferi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;Sotto alla cattedra di roccia si intravede il fossile di una strana creatura di un´epoca passata, in cui il clima deve essere stato più fresco, se si tiene presente  la vegetazione tropicale sullo sfondo della scena.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo Lyell l´apparente progressione dei fossili, e con essi un sviluppo del tempo lineare - pesci- anfibi - rettili - mammiferi- era un artefatto del record fossile, che era solo parziale e non rappresentava una successione continua (idea che curiosamente Darwin uso per spiegare al contrario l´apparente mancanza di fossili di transizione).&lt;br /&gt;La scoperta di ossa di mammifero in sedimenti mesozoici, conosciuto fino allora solo da sedimenti più recenti, sembrava confermare l´idea di Lyell che non esisteva un´alternanza di specie, e non era da escludere che si poteva scoprire mammiferi ancora più antichi. Che i mammiferi durante certi periodi non erano il gruppo dominante era solo colpa del clima, sfavorevole al loro sviluppo, ma favorevole in certi periodi per i rettili o i pesci.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;Questa ultima idea é comunque importante per lo sviluppo successivo delle scienze della terra, per Lyell organismi erano il frutto di fattori causali, la terra anche se passava per innumerevoli cicli, non conosceva meta finale e non esistevano organismi superiori creati da un benevole dio per un preciso scopo. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;BIBLIOGRAFIA:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;LYELL, C. (1830): 1830-1833. P&lt;a href="http://www.archive.org/details/principlesgeolo15lyelgoog"&gt;rinciples of Geology, Being an Attempt to Explain the Former Changes of the Earth's Surface, by Reference to Causes Now in Operation.&lt;/a&gt; 3 vols. Murray, London.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;PLAYFAIR, J. (1802): &lt;a href="http://books.google.com/books?id=JR7PAAAAMAAJ&amp;amp;printsec=frontcover&amp;amp;dq=huttonian&amp;amp;hl=de&amp;amp;cd=2#v=onepage&amp;amp;q=&amp;amp;f=false"&gt;Illustrations of the Huttonian Theory of the Earth.&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855182813996089758-4445318415114161915?l=paleomammiferi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/feeds/4445318415114161915/comments/default' title='Kommentare zum Post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855182813996089758&amp;postID=4445318415114161915&amp;isPopup=true' title='0 Kommentare'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/4445318415114161915'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/4445318415114161915'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/04/il-professore-ittiosauro-tiene-una.html' title='Il professore ittiosauro tiene una lezione sui mammiferi'/><author><name>David Bressan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17650115671464472095</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/SvHsFeec3cI/AAAAAAAAAvQ/XOjLs4H7RIw/S220/David_Bressan.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S7nq6cnD5yI/AAAAAAAABJI/A6HOF7cWkwY/s72-c/BECHE_1830_ProfIchthyosaurus.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855182813996089758.post-1325984211133453395</id><published>2010-04-01T12:26:00.000-07:00</published><updated>2010-04-01T12:57:24.272-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Se la scienza è matta'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storia e Cultura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Paleontologia generale'/><title type='text'>Ecco il "mammifero-uccello"</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;"Save in the case of mankind and the whalekind, the warm-blooded Vertebrate may be distinguished at a glance from the cold-blooded one by the non-conducting, heat-preserving, nature of its clothing, which is "hair", as a general rule in Mammals, and feahers´in Birds."&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;OWEN 1866&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;a onblur="try   {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S7TzunCSPpI/AAAAAAAABIw/zKtHdsbUCAY/s1600/protohaematotherm_bird_mammal.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 295px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S7TzunCSPpI/AAAAAAAABIw/zKtHdsbUCAY/s320/protohaematotherm_bird_mammal.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5455253030730612370" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fig.1.&lt;/span&gt; Ecco il primo "uccello-mammifero.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;Secondo l´ipotesi del "mammifero-uccello" uccelli e mammiferi sono i "parenti evolutivi" più stretti che condividono come carattere distintivo la loro abilita di sostenere un alto tasso di metabolismo - sono caraterizzati dalla "haematotermia", sono animali a "sangue caldo".&lt;br /&gt;Inoltre mostrano alcune somiglianze anche in alcune caratteristiche strutture del sistema respiratorio, nervoso e vascolare, tra cui un cuore con quattro scompartimenti, cervelli evoluti, una protezione termica composta da ceratina in forma di peli nei mammiferi e penne negli uccelli (GARDINER 1982). Altri ricercatori hanno segnalato altri tratti in comune, tra cui la compsoizione delle proteine del sangue, che fanno concludere che uccelli sono un sister taxon dei mammiferi, e non hanno niente a che fare con i arcosauri in particolare e i diapsidi in generale.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;Il primo e sostenitore più noto per questa teoria era il paleontologo vittoriano &lt;a href="http://paleomammiferi.blogspot.com/2009/12/quando-i-dinosauri-erano-ancora.html"&gt;Richard OWEN&lt;/a&gt; (1866). &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;a onblur="try  {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S7Tz_-AZNWI/AAAAAAAABI4/8Tht15MH4mw/s1600/OWEN_1866_Ornithorynchus.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 154px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S7Tz_-AZNWI/AAAAAAAABI4/8Tht15MH4mw/s320/OWEN_1866_Ornithorynchus.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5455253328954471778" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fig.2.&lt;/span&gt; &lt;a href="http://paleomammiferi.blogspot.com/2009/12/dot-kangaroo-platypus-and.html"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ornithorynchus&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; secondo OWEN  1866.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;Nel 1977 e poi nel 1985 Søren LOVTRUP pubblico un riassunto di questa teoria, basandosi a sua volta sugli scritti di John RAY (1963). L'ultimo importante sostenitore di questa parentela fu Brian Gardiner. Fu anche ricostruito l'aspetto dell'anello mancante di questa importante transizione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa teoria proposta accese un dibattito scientifico, che fini appena negli anni tra il 1985 e il 1991, con la conclusione, che si i due gruppi hanno in comune alcuni caratteri anatomici unici tra i vertebrati, che pero rappresentano solo delle sinapomorfie, e che allo stesso tempo i due gruppi mostrano importanti differenze. &lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;La storia fossile oramai dimostra senza ombra di dubbio che gli uccelli sono imparentati con i dinosauri, alcuni paleontologi considerano anche uccelli dinosauri nello stretto senso del significato. Attraverso i dinosauri gli uccelli a loro volta sono imparentati più strettamente con gli arcosauri (s.l.Crocodilia) che con i mammiferi.&lt;br /&gt;Il carattere più significativo della differenza degli uccelli e i rettili moderni, l´endotermia, é da considerarsi un carattere evolutosi parallelamente sia nei mammiferi che in alcuni dinosauri e alla fine negli uccelli, come una necessita per una vita attiva in entrambi i gruppi.&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;BIBLIOGRAFIA:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style=";font-family:arial;font-size:85%;"  &gt;&lt;br /&gt;OWEN, R. (1866): &lt;a href="http://www.archive.org/details/onanatomyverteb00owengoog"&gt;On the Anatomy of Vertebrates - Volume 2&lt;/a&gt;. Longmans Green and Co., London.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:85%;"  &gt;NAISH, D. (2008): &lt;a href="http://scienceblogs.com/tetrapodzoology/2008/03/the_stem-haematotherm.php#more"&gt;Goodbye from the stem-haematotherm, goodbye from me.&lt;/a&gt; Online March 6, 2008 6:07 AM&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855182813996089758-1325984211133453395?l=paleomammiferi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/feeds/1325984211133453395/comments/default' title='Kommentare zum Post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855182813996089758&amp;postID=1325984211133453395&amp;isPopup=true' title='1 Kommentare'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/1325984211133453395'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/1325984211133453395'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/04/ecco-il-mammifero-uccello.html' title='Ecco il &quot;mammifero-uccello&quot;'/><author><name>David Bressan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17650115671464472095</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/SvHsFeec3cI/AAAAAAAAAvQ/XOjLs4H7RIw/S220/David_Bressan.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S7TzunCSPpI/AAAAAAAABIw/zKtHdsbUCAY/s72-c/protohaematotherm_bird_mammal.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855182813996089758.post-516347521075272656</id><published>2010-04-01T11:30:00.000-07:00</published><updated>2010-04-01T11:40:08.133-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Olocene'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Estinzione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ultime notizie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pubblicazioni'/><title type='text'>DNA rivela che l'estinzione del mammut è stata improvvisa</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S7Tm0Xxd3fI/AAAAAAAABIo/NUMfRK0XQCo/s1600/BRESSAN_Mammoth.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 164px; height: 218px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S7Tm0Xxd3fI/AAAAAAAABIo/NUMfRK0XQCo/s200/BRESSAN_Mammoth.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5455238836061593074" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;L'isola artica di Wrangel era l'ultimo rifugio del mammut (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Mammuthus primigenius&lt;/span&gt;),  su 7.600 chilometri quadrati sperduti a nord della Siberia sopravisse fino a 3.700 anni fa una piccola popolazione di questa specie.&lt;br /&gt;L'isola durante le fasi glaciali faceva parte della terraferma, ma con la fusione del ghiaccio e l'innalzamento del livello marino fu isolata dalla Siberia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;Ricercatori dell'Università di Stoccolma ora grazie all'analisi genetica di resti fossili recuperati hanno scoperto che gli ultimi mammut si sono estinti in breve tempo. Da ossa e denti di complessivamente 36 individui datati a diverse epoche, dall'isolamento dell'isola 9.000 anni fa fino al periodo di estinzione, è stato estratto il materiale genetico, e comparato con 6 animali datati a 12.000 fino a 36.000 anni fa.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La diversità genetica riscontrata mostra che la popolazione si era sviluppata da un ceppo ridotto di animali, rimasti intrappolati sull'isola quando il livello del mare si innalzo. Nientedimeno la popolazione era stabile dal punto genetico e la diversità genetica non era diminuita dall'isolamento in poi. Seconda la ricerca per questo consanguineità o malattie ereditarie possono essere escluse come motivo dell'estinzione finale, resta come spiegazione solo un fatto "&lt;a href="http://paleomammiferi.blogspot.com/2009/01/mammuts-uccisi-da-cometa.html"&gt;catastrofico&lt;/a&gt;" che in breve tempo ha portato all'estinzione la popolazione superstite, come un rapido cambiamento climatico o l'arrivo dell'uomo sull'isola sperduta.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;"During the Late Pleistocene, the woolly mammoth (Mammuthus primigenius) experienced a series of local extinctions generally attributed to human predation or environmental change. Some small and isolated populations did however survive far into the Holocene. Here, we investigated the genetic consequences of the isolation of the last remaining mammoth population on Wrangel Island. We analysed 741 bp of the mitochondrial DNA and found a loss of genetic variation in relation to the isolation event, probably caused by a demographic bottleneck or a founder event. However, in spite of ca 5000 years of isolation, we did not detect any further loss of genetic variation. Together with the relatively high number of mitochondrial haplotypes on Wrangel Island near the final disappearance, this suggests a sudden extinction of a rather stable population."&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;BIBLIOGRAFIA:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;NYSTRÖM, V. et al. (2010): &lt;a href="http://rspb.royalsocietypublishing.org/content/early/2010/03/24/rspb.2010.0301.abstract"&gt;Temporal genetic change in the last remaining population of woolly mammoth.&lt;/a&gt; Proceedings of teh Royal Society- Biological Sciences. Published online March 31, 2010: doi: 10.1098/rspb.2010.0301 &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855182813996089758-516347521075272656?l=paleomammiferi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/feeds/516347521075272656/comments/default' title='Kommentare zum Post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855182813996089758&amp;postID=516347521075272656&amp;isPopup=true' title='0 Kommentare'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/516347521075272656'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/516347521075272656'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/04/dna-rivela-che-lestinzione-del-mammut-e.html' title='DNA rivela che l&apos;estinzione del mammut è stata improvvisa'/><author><name>David Bressan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17650115671464472095</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/SvHsFeec3cI/AAAAAAAAAvQ/XOjLs4H7RIw/S220/David_Bressan.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S7Tm0Xxd3fI/AAAAAAAABIo/NUMfRK0XQCo/s72-c/BRESSAN_Mammoth.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855182813996089758.post-5013392775568160993</id><published>2010-03-31T12:35:00.000-07:00</published><updated>2010-04-02T02:30:45.827-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Paleocene'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Estinzione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Geologia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ultime notizie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pubblicazioni'/><title type='text'>Chicxulub: La Palinologia</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S7OkXSzK8iI/AAAAAAAABIg/NxIzL0EBTd4/s1600/KELLERetal_2009_1.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 206px; height: 207px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S7OkXSzK8iI/AAAAAAAABIg/NxIzL0EBTd4/s200/KELLERetal_2009_1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5454884293766214178" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Una ricerca pubblicata da PRAUSS rilancia la discussione sulla precisa datazione dell´evento di estinzione C-P e l´impatto di &lt;a href="http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/03/chicxulub-la-geologia.html"&gt;Chicxulub&lt;/a&gt;. Secondo l´analisi di un carotaggio dei dintorni di Brazos (Texas) in una fase di trasgressione marina un orizzonte al di sotto del limite del Cretaceo marca una pronunciata regressione, seguita da un forte aumento di spore nel sedimento.&lt;br /&gt;Queste spore dimostrano che tra i due eventi la sedimentazione era lenta e continua. La ricerca conclude che già prima del limite di transizione si osserva pesanti cambiamenti negli ecosistemi marini, l´orizzonte di regressione potrebbe coincidere con l´impatto, é questo giocare un ruolo nell´estinzione, ma non essere la causa conclusiva. Nessuna variazione nel contenuto di spore é stata osservata invece nel strato di argilla che da &lt;a href="http://paleomammiferi.blogspot.com/2008/12/chixulub-non-f-la-causa-dellestinzione.html"&gt;KELLER&lt;/a&gt; é stato suggerito come rappresentare un - o l´impatto di Chicxulub.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;"The quantitative marine palynology of a 25.36 m long upper Maastrichtian to lower Danian core from Brazos, Texas, is compared and integrated with planktonic foraminiferal stratigraphy and, in the upper part, with stable oxygen and carbon isotopes from benthic foraminifera. The K/Pg boundary, defined by the base of planktonic foraminiferal zone P0 and the onset of a negative 13C shift, closely corresponds to the appearance of lowermost Danian organic-walled dinocysts. Based on various palynological proxies as well as on sedimentologic features, a sequence stratigraphic subdivision of the section is proposed. Accordingly, from the base to the top, a second order relative sea-level rise is inferred, modified by several third order cycles. The most prominent change in dinocyst assemblages is related to a major transgression pulse at about 18.50 m core depth. The so-called "event deposit" (ED), a siliciclastic unit located about 97 cm below the base of the P0 foraminifera zone in the present section, possibly represents a combination of episodic relative sea-level low and lag deposit due to initial transgression. Between the base of the ED and the K/Pg boundary, the gradual increase to peak abundance of trilete spores renders a redeposition of this intervening sedimentary unit improbable and demonstrates a significant time lag between these two horizons. Throughout the section, significant fluctuations of both oxygen- and carbon isotopes are present. Suggested warm episodes correlate with increased dinocyst proportions indicative of open neritic, warm-temperate surface waters, whereas cool episodes largely correlate to an increase of the tropical-subtropical dinocyst fraction. This correlation is considered primarily a function of relative sea-level change, restricting surface water circulation largely to the subtropics during sea-level lows and cooler climates and vice versa. In addition, cool climates largely correlate to heavier 13C values and an increased ratio of peridinioid to gonyaulacoid dinocysts (p/g ratio), suggestive of significant fluctuations in marine primary productivity preceding the K/Pg boundary. By contrast, the lower Danian is characterised by the onset of both persistent warm conditions and a drawdown of marine primary productivity. These data suggest that prominent, high frequency palaeoenvironmental changes precede the K/Pg boundary, which is inconsistent with a single "catastrophic" impact as the cause for the K/Pg boundary event. However, according to the onset and distinct distribution of the peak abundance of trilete spores, the base of the ED may actually reflect the Chicxulub impact, which probably contributed significantly to K/Pg boundary crisis within the biosphere. By contrast, no significant changes within palynologic proxies are observed across the time equivalent of a yellow clay horizon recently discovered from a single outcrop at Brazos, which has been suggested as the actual Chicxulub impact fallout.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"  &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;BIBLIOGRAFIA:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;PRAUSS (2010): &lt;a href="http://www.sciencedirect.com/science?_ob=ArticleURL&amp;amp;_udi=B6V6R-4YMPXG3-5&amp;amp;_user=10&amp;amp;_coverDate=03%2F18%2F2010&amp;amp;_rdoc=1&amp;amp;_fmt=high&amp;amp;_orig=search&amp;amp;_sort=d&amp;amp;_docanchor=&amp;amp;view=c&amp;amp;_acct=C000050221&amp;amp;_version=1&amp;amp;_urlVersion=0&amp;amp;_userid=10&amp;amp;md5=d168107ac3c75c0bd717f4fdc8f798bc"&gt;Marine palynology of upper Maastrichtian to lowermost Danian strata from the Mullinax-1 core, Brazos River, Texas, USA, - evidence for palaeoenvironmental changes.&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:85%;"&gt;Palaeogeography, Palaeoclimatology, Palaeoecology Article in Press; doi:10.1016/j.palaeo.2010.03.035&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855182813996089758-5013392775568160993?l=paleomammiferi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/feeds/5013392775568160993/comments/default' title='Kommentare zum Post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855182813996089758&amp;postID=5013392775568160993&amp;isPopup=true' title='0 Kommentare'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/5013392775568160993'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855182813996089758/posts/default/5013392775568160993'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paleomammiferi.blogspot.com/2010/03/chicxulub-la-palinologia.html' title='Chicxulub: La Palinologia'/><author><name>David Bressan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17650115671464472095</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/SvHsFeec3cI/AAAAAAAAAvQ/XOjLs4H7RIw/S220/David_Bressan.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S7OkXSzK8iI/AAAAAAAABIg/NxIzL0EBTd4/s72-c/KELLERetal_2009_1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855182813996089758.post-75000848755170157</id><published>2010-03-30T03:24:00.000-07:00</published><updated>2010-03-30T03:43:04.287-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ungulata'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tafonomia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Paleontologia generale'/><title type='text'>Geology o(n)f Whale-falls</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S7HSlxwkFOI/AAAAAAAABIY/GKe_nPQiZBI/s1600/Geology_V37_9_Cover.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 152px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_tGHzOEp3UKA/S7HSlxwkFOI/AAAAAAAABIY/GKe_nPQiZBI/s200/Geology_V37_9_Cover.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5454372170176402658" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;"They say the sea is cold, but the sea contains&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;the hottest blood of all,&lt;br /&gt;and the wildest, the most urgent.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Whales Weep Not! D.H. Lawrence (1885-1930)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;The deep-sea is sometimes compared with a desert where only occasionally oasis exist -  hydrothermal vents are locally oasis where the heat and chemicals coming from earth allow life in a cold and vast subaqueous desert.&lt;br /&gt;But how got this habitat colonized by animals on the first time, and how the first organism reached this places and evolved to survive under these extreme conditions?&lt;br /&gt;Biota of such vents and biota living on and off decomposing whale carcasses share peculiar chemosynthetic adaptations to exploit these resources, and this shared ability has suggested that they somehow are related each to another. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Surely since the Mesozoic, when large sea dwelling animals evolved, carcasses reached the bottom of the sea, for example some chemosynthetic molluscs appeared long before the modern great whales, and others share the last common ancestor with species living on shelf habitats 30 million years ago, when some of the modern whale lineages first evolved. Also molecular data suggest that specialization found in deep sea may have first appeared at shelf depths, and bone-eating worms related to vent polychaetes may represent intermediate stages of evolution and adaption.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Taphonomic processes in deep-water environments differ markedly from those in shallow waters. The preservation of modern whale skeletons is possibly influenced by the depth of the water column, increased hydrostatic pressure at greater depths is presumed to prevent the whale carcass from floating.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;Once arrived on the bottom of the sea, the decomposition of whale carcasses follows a general succession of carrion feeders (like observed on terrestrial carcasses). The flesh is removed first by larger animals, like sharks, then the body and surroundings are colonized by animals that feed both on the carcass and on the bacterial mats developing on it. When only the bones remain, after some months or with larger animals after years, very specialized species community can found feeding on the bones itself.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;In modern deep-sea carcasses abundant lipids are exploited by bacteria living within bones. Bone-dwelling mussels and polychaetes, in symbiotic relationship with bacteria, are abundant.&lt;br /&gt;Modern natural whale falls are rare on shelves, but in Neogen shelf sediments often fully articulated skeletons were discovered. Research on this kind of discoveries is still rare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;One of this extraordinary discoveries, that may shade light on the evolution of this communities, was found in Pliocene (3,19-2,82Ma) sediments of the paleo-Tuscan archipelago, near the modern city
